Draft NBA: Ayton, Doncic, Young, i rookie pronti a cambiare la Lega

I Suns hanno preso un potenziale dominatore, i Mavs hanno fatto il colpo e siamo ancora a domandarci se i Kings siano all'ennesimo errore.

Atlanta sceglie Doncic e lo gira ai Mavs Getty Images

87 condivisioni 0 commenti

di

Share

Il draft NBA è, per definizione, la scienza meno esatta riguardo al basket americano, ma è anche quell’avvenimento che ha il fine ultimo di riequilibrare i valori in campo tentando di rendere il campionato più bello e combattuto. La logica dello sport a stelle e strisce è di dare ciclicamente a tutti la possibilità di competere per un titolo, a patto di operare delle scelte e dei movimenti di mercato propedeutici alla vittoria.

Per questo c’è chi è incredibilmente bravo nell’azzeccare ogni mossa, chi se la cava mixando lungimiranti scelte a qualche topica e chi invece non riesce a uscire da un tunnel di errori che si protrae nel tempo. Quest'ultimo è indubbiamente il caso dei Sacramento Kings, che nella gestione Divac-Ranadivè hanno inanellato una serie infinita di errori, dabbenaggini e vere e proprie follie che hanno reso i Kings ciò che sono oggi, ovvero una squadra che non vede un futuro roseo nemmeno nei prossimi anni.

Il draft di quest’anno poteva essere il punto di svolta, perché se alla numero uno il nome di DeAndre Ayton era scolpito nella pietra ormai da qualche tempo, dietro di lui si aprivano diversi scenari che coinvolgevano soprattutto un ragazzo sloveno che ha semplicemente dominato il vecchio continente nell’ultima stagione. La scelta sembrava naturale, quasi obbligata, verso Luka Doncic in quanto il giocatore con più talento e prontezza nell’affrontare un campionato professionistico, invece è ricaduta su Marvin Beagley che sarà sicuramente un interessantissimo prospetto, ma cela dietro di sé anche diversi punti di domanda che potrebbero farne uno dei più grossi errori nella storia recente del draft.

I giocatori del futuroGetty Images

NBA: Luka Doncic atterra in Texas via Atlanta   

Chi da questa situazione ne trae i maggiori vantaggi è sicuramente Dallas che con uno scambio ben architettato con gli Atlanta Hawks, si è portata a casa il talento e le caratteristiche da predestinato di Luka Doncic in cambio di Trae Young (scelto alla cinque proprio dai texani) e un’altra prima scelta.

Aver selezionato Luka Doncic è per noi il momento principale del nostro rebuilding. Siamo contenti e non vediamo l’ora di iniziare e vederlo in campo.

Queste le parole di Rick Carlisle nel descrivere la scelta del talento sloveno per la franchigia e oltre a lui, anche Dirk Nowitzki si è premurato di dargli il caloroso benvenuto via Twitter, conscio del valore inestimabile che questo ragazzo potrebbe avere per il presente, ma soprattutto per il futuro della squadra.

Il doversi separare da un’altra prima scelta è un prezzo lecito da pagare, perché se gli Hawks hanno selezionato il più forte per poi acquisire il prototipo di giocatore che volevano, attaccandoci anche un’altra prima futura, i Mavs potrebbero aver fatto quel classico colpo che cambia la vita NBA e pensare di metterlo a segno con una quinta chiamata assoluta era quasi utopia alla vigilia. Si può dire che la tavola sia apparecchiata per il suo definitivo lancio, perché se c’è un allenatore che sa come far giocare le proprie squadre e soprattutto far rendere i propri singoli, quello è sicuramente Carlisle.

La prima scelta assoluta DeAndre AytonGetty Images

Ayton la svolta, Bamba e Young per cambiare pagina

DeAndre Ayton ha avuto un iter pre draft che si è avvicinato molto a quello di Karl-Anthony Towns, infatti ha fatto un solo provino con i Suns sapendo perfettamente che il suo nome non sarebbe andato oltre quella chiamata. Phoenix affianca così a un giocatore come Booker, una figura che potrebbe perfettamente integrarsi con lui e renderli una coppia potenzialmente devastante, senza ancora scomodare i grandi Kobe& Shaq tirati in ballo sui social. Il discorso è leggermente diverso per la coppia Mohamed Bamba e Trae Young, perché il primo mixa qualità tecniche e fisico difficili da trovare anche nell’elevata media NBA e se oltre a questo diciamo che è stato scelto dai Magic che nello stesso ruolo hanno Nikola Vucevic, è facile capire che la franchigia della Florida potrebbe orientarsi verso nuove direzioni.

Il leit motiv è simile anche per gli Atlanta Hawks, che dopo aver dato le chiavi in mano a Dennis Schroder nella scorsa stagione, si sono visti quasi ripudiati a inizio offseason, con il fumantino tedesco che avrebbe chiesto una trade esplicitando anche le destinazioni preferite. Da qui ne nasce la scelta di Trae Young che nell’immaginario potrebbe diventare la prima punta offensiva del rebuilding. Di seguito Chicago con la scelta di Wendell Carter è andato maggiormente sul sicuro portandosi a casa la solidità di un giocatore con meno talento ma più durezza su tutti i fronti, mentre i Cleveland Cavs hanno portato a casa Collin Sexton per provare a dare un motivo per restare a LeBron James. Come poi il giovane ragazzo abbia detto: "Ci penso io a farlo restare", sembra un po’ pretenzioso e un filo tracotante, ma se post LeBron debba essere, meglio che lo sia nelle mani di una personalità forte e decisa. Per trovare invece il nuovo Donovan Mitchell dovremo aspettare l'insindacabile giudizio del campo, ammesso che si possa trovare un nuovo Donovan Mitchell.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.