Mondiali, 5 fotogrammi per descrivere il Senegal di Aliou Cissé

Dal campo alla panchina, l'allenatore dei Leoni della Teranga continua a stupire con la sua Nazionale.

Mondiali, Aliou Cissé alla guida del Senegal Getty Images

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Era in campo anche lui, nel 2002, quando il 31 maggio il Senegal sconfisse 1-0 la Francia nella partita d'esordio dei Mondiali in Corea del Sud e Giappone. Guidava i suoi compagni da capitano, Aliou Cissé, con la fascia al braccio e la grinta che lo ha sempre contraddistinto. Sedici anni fa, quella squadra sorprese tutti: arrivò fino ai quarti di finale, poi venne eliminata dalla Turchia ai rigori. Chissà se anche i Leoni di oggi arriveranno così lontano.

Classe 1976, il ct del Senegal è l'unico allenatore di colore dei Mondiali 2018, nonché il più giovane di tutto il torneo. Una carriera da calciatore passata tra Francia e Inghilterra, dal 2015 guida la Nazionale. Ha portato la sua squadra in Russia, sta tenendo alta la bandiera africana. Quel 2-1 contro la Polonia ha fatto scalpore, il Gruppo H è un'insieme di delusioni e sorprese: Colombia e Polonia irriconoscibili, Giappone e Senegal alle stelle. E momentaneamente primi nel girone, contro ogni pronostico. 

Il capobranco dei Leoni della Teranga è lui, Aliou Cissé, una storia meravigliosa ancora da scrivere e una travagliata alle spalle: dopo i Mondiali in Corea del Sud e Giappone, il 26 settembre del 2002 ha perso diversi familiari nel naufragio del traghetto Joola, a largo delle coste del Gambia. A sedici anni di distanza da quel tragico incidente, si trova a guidare la sua Nazionale in Russia. Con una mano sul petto e lo sguardo emozionato. 

Mondiali, fotogramma numero uno: ritorno al futuro

Back to 2002: fascia da capitano al braccio e Mondiali vissuti da protagonista. Oggi siede su quella panchina, Aliou Cissé, che sente il peso della responsabilità e lo sopporta con orgoglio. Consapevole del fatto che, dietro questo Senegal, c'è un intero continente: "Ricevo telefonate da qualsiasi posto, la gente crede in noi, c'è la fierezza di rappresentare l'Africa".

2) La mossa del leone

Difficile spiegare questo gesto di Cissé. Cosa stava dicendo ai suoi ragazzi? Chiamava uno schema? Chiedeva più rabbia? Una cosa metaforica tipo "sbraniamo gli avversari"? Nel dubbio, verrà chiamata "La mossa del leone". Qualche zampata e un ruggito da parte del ct dei Teranga Lions: ci sta.

3) L'esultanza coreografica

Sguardo intenso in macchina, un movimento meccanico del braccio. L'esultanza di Cissé sembra estrapolata da una coreografia, la parte finale di uno spettacolo di danza moderna. Tre mosse precise, poi è rimasto immobile. Voto: 10.

4) Il ballo del Senegal

Niang e compagni, a fine partita, si sono dati alla pazza gioia: da campo di calcio a discoteca, lo Spartak Stadium dopo il fischio finale si è trasformato in una pista da ballo. Forse anche questo faceva parte dello spettacolo di prima.

5) Le braccia al cielo

Triplice fischio, Aliou Cissé si lascia scappare un sorriso iper spontaneo e alza le braccia al cielo. Poi si ricompone all'improvviso, un richiamo all'ordine auto-imposto. Lo sa bene: è solo l'inizio, il primo passo. Bisogna restare concentrati per continuare a far volare in alto il Senegal.

Fotogramma Bonus - I festeggiamenti a Dakar

Nel frattempo, a circa 6.500 chilometri di distanza da Mosca...

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