Mondiali e Premier, la favola di Sterling: "È stato tutto un sogno"

A 5 anni, l'attaccante oggi al Manchester City aiutava sua madre nelle pulizie in un hotel di Londra. A scuola invece sognava di imitare Ronaldinho.

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Da Kingston ai Mondiali 2018 in Russia. Passando per Liverpool, Manchester e Wembley. Quella di Raheem Sterling è una delle tante favole prodotte dal calcio intercontinentale, raccontata dal diretto protagonista attraverso le colonne di The Players Tribune: l'attaccante classe 1994 oggi in forza al City di Guardiola si è messo a nudo, in un viaggio a ritroso dalle radici in Giamaica fino alla Premier League e alla Coppa del Mondo.

Non è stata una vita facile, quella di chi nel 2015 era diventato il calciatore inglese più pagato nella storia del calcio: 62,5 milioni di sterline nelle casse del Liverpool, club nel quale era cresciuto diventando anche nel 2012 il secondo più giovane calciatore a fare il suo esordio in prima squadra, e arrivo alla corte del Manchester City, maglia con la quale Sterling ha vinto due Coppe di Lega e un campionato. Le memorie di Raheem passano per l'assassinio di suo padre, quando aveva solo 2 anni, e l'infanzia vissuta con la nonna a Kingston. 

Un album di ricordi che l'attaccante della nazionale inglese ha messo per iscritto: oggi è un calciatore ricco e famoso, ma non dimentica le partite tra le pozzanghere e il fango in Giamaica, così come indelebile resta il momento in cui- a 5 anni - raggiunse Londra con sua madre, addetta alle pulizie in un hotel a Stonebridge. Momenti che Sterling ha ben presenti in mente:

Litigavamo con mia sorella, per chi dovesse pulire i bagni e chi i letti. Non dimenticherò mai le sveglie alle 5 del mattino prima di scuola per aiutare mia madre.

Mondiali e Premier League, il sogno realizzato di Raheem Sterling

Il racconto di una vita fatta di sacrifici e gioie, quasi una corsa a tappe. "È stato tutto un sogno": un titolo non casuale scelto da Raheem Sterling per ripercorrere i momenti affrontati nella sfera personale, strettamente e inevitabilmente connessi alla sua carriera. La scuola e il calcio occupano una posizione centrale nella sua narrazione:

Quando ho iniziato la scuola primaria ero disubbidiente, monello. Fissavo l’orologio sognando la ricreazione: mangiare, andare fuori, correre e fare finta di essere Ronaldinho: ecco cosa mi interessava.

Raheem Sterling ai tempi del Liverpool: 129 presenze e 23 reti con i RedsGetty Images
Raheem Sterling ai tempi del Liverpool: tre stagioni con i Reds

Essere come loro. Ovvero, le stelle del calcio mondiale. Era questo l'unico desiderio del giovane Sterling, che all'età di 10 anni si era unito all'Academy del Queens Park Rangers. In quei mesi Raheem ha conosciuto una delle persone più importanti della sua vita: Clive Ellington, un tutor che si occupava di portare i bambini senza papà fuori porta nei weekend londinesi. Anche grazie a lui, Sterling oggi è un affermato calciatore:

Ero totalmente ossessionato dal calcio. A 10 o 11 anni, non ricordo, fui notato da Fulham e Arsenal. 

Tutti sarebbero andati ai Gunners. Tutti, ma non Sterling. Merito dell'opposizione materna:

Se vai lì sarai uno dei tanti, mi ripeteva mia madre. Mi ha convinto ad andare al QPR ed è stata probabilmente la scelta migliore che abbia mai preso. La mia famiglia ha giocato un ruolo fondamentale nella mia vita, mi accompagnava sempre.

Manchester City, Raheem Sterling festeggia una reteGetty Images
Manchester City, Raheem Sterling celebra una rete

Prendeva a calci un pallone, dribblava gli avversari e guardava lo stadio di Wembley, distante pochi passi. Il giovane Raheem diventava sempre più Sterling, fino ad apparire a 14 anni sulla copertina del giornale nazionale giamaicano Gleaner. Il punto di svolta della sua carriera è arrivato all'età di 15 anni, con la chiamata del Liverpool:

Sono andato via dal mio quartiere, dove c'era molto crimine. Liverpool era distante 3 ore da casa.  Sono sparito per due anni, tornavo a casa solo per pochi giorni per vedere mia mamma e poi tornavo a Liverpool. Lì mi ospitava una coppia di anziani che mi trattava come un nipote.

Sulle colonne di The Players Tribune, Sterling ha anche negato le voci che lo vorrebbero come un calciatore che ostenta il lusso. Accostamento complicato per chi due anni fa viaggiava su compagnie aeree low cost, nonostante un ingaggio da 11 milioni di sterline a stagione. Il 14 novembre 2012 Raheem ha esordito con la nazionale maggiore dell'Inghilterra nell'amichevole persa 4-2 con la Svezia e oggi è uno dei protagonisti dei Mondiali 2018, con 39 presenze con i Tre Leoni sulle spalle. Le radici, però, non si possono cancellare.

Mia madre è andata via con niente dal suo paese, ora dirige una casa di riposo: lei merita di essere felice. La prima volta che ho giocato a Wembley è stato in un match di qualificazione contro l’Ucraina. La cosa surreale è stata guardare fuori dal bus, pensando alle case, i giardini, i parcheggi circostanti. L’Inghilterra è ancora un posto dove un ragazzino disubbidiente può uscire dal nulla e vivere il suo sogno.

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