Mondiali, gol annullato all'Iran: membro dello staff all'ospedale

Queiroz non ne ha svelato il nome. Intanto la partita ha segnato una svolta storica nel Paese: dopo 37 anni le donne hanno potuto rientrare allo stadio.

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Cinquanta minuti chiusi nel bunker eretto da Queiroz: il condottiero portoghese conosce bene il calcio e i calciatori spagnoli e temeva che se i suoi giocatori li avessero affrontati a viso aperto avrebbero potuto andare incontro a una disfatta epocale.

Forse però la Spagna di questi Mondiali non è più - o non ancora - quel tritasassi che il ct dell'Iran ricordava e quindi temeva, e lo stesso Iran, quando ha cominciato a macinare gioco, ha dimostrato di saper tenere in apprensione le Furie Rosse.

Dopo la fortunata e fortunosa carambola di Diego Costa che ha portato in vantaggio la Roja, infatti, i ragazzi di Queiroz hanno creato diverse occasioni, riuscendo persino a trovare il gol del pareggio al 64'. Una rete che aveva scatenato la gioia dei tifosi sugli spalti e di tutto lo staff della panchina accorso a festeggiare lo storico goleador Ezatolahi. Ma il VAR, implacabile, aveva spento l'urlo di tutto un Paese, a causa di un leggero, quanto innegabile, fuorigioco.

Mondiali, gol annullato all'Iran: membro dello staff all'ospedale

In Italia, ormai, giocatori e tifosi sanno bene che dopo un gol occorre sempre guardarsi in giro e aspettare qualche secondo prima di lasciarsi andare: il VAR è "in agguato" e, se l'arbitro non si dirige con decisione verso il centro del campo, gatta ci cova. I poveri iraniani, ignari della nuova e crudele tecnologia stavano ancora sommergendo il futuro eroe nazionale Ezatolahi, quando l'arbitro Cunha mimava il rettangolo del video e ordinava di riprendere il gioco con una punizione a favore della Spagna.

Arbitro CunhaGetty Images
Il gesto dell'arbitro che sta per decretare l'annullamento del gol iraniano

I Mondiali si allontanavano, la disperazione sui volti dei giocatori di Queiroz era evidente, ma c'erano ancora 25 minuti, ci potevano provare e lo hanno fatto, fino alla fine, andando a un passo dalla storia. Ma qualcuno non ha retto al colpo del VAR: un membro dello staff della panchina iraniana ha avuto un malore e ha dovuto essere ricoverato d'urgenza. A fine match Queiroz non ha voluto svelarne l'identità, limitandosi a dichiarare:

Siamo davvero preoccupati perché un membro del nostro staff ha avuto un problema di salute dopo la decisione del VAR. È andato all'ospedale, speriamo che tutto vada bene, le nostre preghiere vanno a lui in questo momento.

Queiroz IranGetty Images

Iran, svolta storica: donne allo stadio dopo 37 anni

Se la squadra dell'Iran è andato a un passo da scrivere la storia - e, a onor del vero, avrà ancora una chance contro il Portogallo - i Mondiali 2018 hanno comunque segnato una svolta storica nel Paese, un punto, si spera, di non ritorno. Dopo 37 anni, infatti, è stato nuovamente permesso alle donne di entrare in uno stadio insieme agli uomini: l'Azadi di Teheran ha aperto le porte a tutti per consentire alla popolazione di seguire Iran-Spagna sui maxischermi.

L'ultima volta che ciò era accaduto risaliva al 5 ottobre 1981, nel derby di Teheran tra Persepolis ed Esteghlal. Si tratta di un grande passo avanti, celebrato come una vittoria da organizzazioni come IranHumanRigts.org o OpenStadiums, che da anni combattono sotto traccia nel Paese. La deputata Tayebe Siavoshí ha dichiarato:

Spero che questa iniziativa diventi l'inizio di una maggiore apertura affinché le famiglie possano vedere insieme e dal vivo le partite di calcio nello stadio Azadí.

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