Mondiali, caso Rafa Marquez: è sulla lista nera degli Stati Uniti

Il capitano del Messico deve indossare una maglia diversa durante gli allenamenti e non può bere dalle bottigliette d'acqua di marca statunitense.

1k condivisioni 1 commento

di

Share

Una lunga carriera alle spalle, 39 anni sulla carta d'identità, quinta apparizione ai Mondiali (record, come lui solo Antonio Carbajal e Lothar Matthäus nella storia), una parentesi anche in Serie A con la maglia dell'Hellas Verona. Rafa Marquez è una bandiera nel suo Paese. È sceso in campo a 17 minuti dalla fine nella storica vittoria contro la Germania qualche giorno fa, eppure il suo torneo verrà anche ricordato per un altro fatto, che col calcio c'entra poco.

Nell'agosto del 2017 Marquez è finito nella blacklist del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Il motivo? Il centrale messicano è stato accusato di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga, e il suo nome è stato accostato a quello di Raul Flores Hernandez, a sua volta sospettato di essere uno dei più grandi narcotrafficanti d'America. Una storia da Serie TV.

Per questo motivo, il capitano è rimasto fuori dal giro della Nazionale per diverso tempo, prima di tornare di nuovo a vestire la maglia del Messico in occasione dei Mondiali. Il giocatore non ha mai ricevuto un'incriminazione vera e propria e ha respinto al mittente  l'accusa, che comunque ha comportato il congelamento dei suoi beni e delle sue attività collegate alle imprese degli Stati Uniti. 

Mondiali, Marquez incriminato: ecco quello che non può fare

Ok, quindi Marquez è sulla lista nera. Ora cosa succede? Ci sono diverse restrizioni per il capitano del Messico che non può essere accostato in nessun modo a una società americana in base alle leggi degli Stati Uniti. Nessuna relazione commerciale, per nessun motivo: Marquez è costretto a indossare una maglia diversa rispetto ai suoi compagni durante gli allenamenti e, dopo la partita contro la Germania, non è stato intervistato perché il tabellone dietro di lui riportava loghi e marchi di società americane.

Di più: Marquez non può bere dalle stesse bottigliette d'acqua dei suoi compagni e non può essere nominato migliore in campo, dato che questo premio viene sponsorizzato da Budweiser, un marchio di birra statunitense. C'è anche una questione economica: la FIFA in occasione dei Mondiali 2018 ha versato 1,5 milioni di dollari ad ogni Nazionale. Marquez, per ottenere la sua parte, ha dovuto far passare i soldi da banche europee per evitare connessioni con quelle degli Stati Uniti. 

Mondiali 2018, Rafa Marquez e il suo MessicoGetty Images

Federazione messicana, FIFA e sponsor

La Federazione messicana, dal canto suo, ha detto di "prendere molto sul serio le azioni del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti". Anche perché, in caso di violazioni delle norme sulla blacklist, sono previste sanzioni fino a 30 anni di carcere. E così la convocazione di Marquez ai Mondiali 2018 è rimasta in bilico per diverso tempo, per poi risolversi in maniera positiva per l'ex Verona. Questo grazie agli accordi presi con la FIFA per evitare qualsiasi collegamento economico con le società degli Stati Uniti, stando a quanto ha rivelato una fonte anonima della FIFA.

Il Messico presta grande attenzione al caso Marquez, che non può neanche intervenire in conferenza stampa se ci sono moderatori americani presenti. Una storia tanto bizzarra quanto seria. Per fortuna del capitano, comunque, nessun problema con lo sponsor tecnico della Nazionale: Adidas è tedesco, così come la Puma, sponsor personale del giocatore. Sospiro di sollievo per Marquez, che nonostante tutto è già entrato nella storia dei Mondiali.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.