Mondiali, la vittoria inaspettata (e politica) del Giappone

Colombia-Giappone è stata anche una partita politica e sociale: dopo il terremoto di Osaka la squadra di Nishino risponde con una vittoria contro i Cafeteros.

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La filosofia del sorriso e la rabbia della Colombia, gli "underdog" del Giappone abbattono con rapidità la favorita del Gruppo H. A inizio partita i due Sanchez, uno in forza all'Ajax e l'altro che ha giocato con la Fiorentina prima di passare in prestito in Spagna, fanno la frittata. Quintero aggiusta tutto all'esordio dei Mondiali 2018.

Russia 2018 inizia male per la Colombia: Carlos Sanchez si fa buttare fuori parando il tiro di Kagawa, ma è Davinson a lasciarsi scappare il suo uomo. In realtà è la filosofia del sorriso di Kagawa a fare la differenza, nel primo colpo di teatro dei samurai nipponici. Sembra un haiku Kagawa, un sorriso che inizia la partita, un urlo per esultare, un climax che apre il primo match del Giappone ai Mondiali 2018. 

I Mondiali in Russia per il Giappone sono un fatto politico: per la prima volta dopo la prima Guerra Mondiale un rappresentante della famiglia reale giapponese arriva in Russia. La principessa Hisako Takamado è giunta nella città russa di Saransk ed ha in programma, oltre alla partita, una vera e propria escursione culturale. Il primo sorriso, per lei, in un momento terribile per il Giappone dopo il terremoto di Osaka, è un dono di Kagawa e compagni. Dall'altra parte tutta la forza della rabbia sociale di Falcao rimette (per poco) la questione sui giusti binari. Il calcio è tutto, bellezza, è anche politica, ma soprattutto sorriso, il sorriso dei tifosi giapponesi a fine partita. 

Il sorriso di Kagawa porta in vantaggio il Giappone contro la ColombiaGetty Images
Il sorriso di Kagawa porta in vantaggio il Giappone contro la Colombia

Mondiali 2018, il Giappone col sorriso 

Un Mondiale politico e un esordio dal profondo significato simbolico per il Giappone dopo la scossa di magnitudo superiore a 5, nei pressi di Osaka, che ha provocato 4 vittime e circa 200 feriti. La principessa Takamado è la patrona onoraria della Japan Football Association, ha partecipato a tutte le coppe del mondo dal 1998, ma la sua presenza era tutt'altro che scontata per motivi politici (anche se stiamo assistendo ad una fase di disgelo importante con la Russia, con tanto di esercitazioni navali congiunte) ed emotivi. Non scontata, come la prestazione del Giappone, come il sorriso di Kagawa prima di battere il calcio di rigore che apre il match. 

Il Giappone stesso, sconvolto, per ammissione dello stesso ctNishino, dal terremoto, si ritrova sul campo davanti alla sua principessa. Se Putin qualche tempo fa definiva l'eventuale finale proprio contro i Samurai blu un "brutto scenario", il Giappone sembra avere altre motivazioni, non solo quelle politiche, ai Mondiali 2018. A proposito, tutta l'acrimonia più recente, ancora non risolta, verte intorno alle isole Curili, l’arcipelago a nord del Giappone parzialmente occupato dall’Unione Sovietica nel corso delle ultime settimane della Seconda Guerra mondiale.

Un’occupazione da sempre contestata dal Sol Levante: tra le due potenze ancora non esiste un trattato di pace sulla questione. Ma niente politica nel sorriso di Kagawa: il ritorno al Borussia era già pronosticato ("non poteva finire così", ammetterà), meno il primo gol del Giappone ai Mondiali. Dopo il primo gol col Borussia pare abbia urlato alle telecamere di "non aver dormito", in un tedesco poco comprensibile. Stavolta urla, dopo il sorriso. Ai tempi tornava proprio da una lunga trasferta con la Nazionale in Asia, realmente non era riuscito a prendere sonno in aereo ed era stato gettato nella mischia in Bundesliga.

Il sorriso di Kagawa è speranza, per il Giappone, di rialzarsi di nuovo: è anche la sua filosofia, scherzosa e poco pop (lontana dai capelli dal pantone incredibile di Nagatomo, per dire). Nella disorganizzazione colombiana il Giappone, ordinato e disciplinato, pur avendo cambiato tecnico da poco (troppo rivoluzionario Halilhodzic, la vecchia guardia l'ha ricusato a 2 mesi da Russia 2018) si muove sul ritmo di un sorriso, del cerchio stretto nell'intervallo tra tutti i giocatori. A volte Kagawa esagera, come quando fa piangere a dirotto il figlio: 

A volte fa quello che serve, vince, col sorriso e col best-seller scritto dal capitano Nishino, il nuovo ct del Giappone, fa della comunicazione e dell'unità il suo mantra. Halihodzic era troppo concentrato sulle "meccaniche di gioco" , per ammissione di Philippe Troussier. Nishino è avvantaggiato "perché puoi avere il meccanismo perfetto di una Ferrari, ma serve anche l'atmosfera". E proprio sull'atmosfera i Cafeteros hanno costruito la rimonta contro il Giappone.

La prima rabbia di Falcao

La rabbia e l'orgoglio: la partita della Colombia, i Mondiali dei Cafeteros partono malissimo, con l'espulsione di Sanchez. Pekerman coraggiosamente toglie Cuadrado e lascia dentro Quintero (che trova il pari con una punizione furba e intelligente), ma è soprattutto Radamel Falcao a guidare la parziale riscossa. Non quella tecnica (l'ex Pescara Quintero era stato il più pericoloso) ma quella caratteriale: Falcao esalta lo stadio, guida rabbiosamente i suoi nel tentativo di rimonta.

"Oh gloria Inmarcesible!". L'inno colombiano non lo canta ad inizio partita, ma "El Tigre" lo esalta sul campo: il primo Mondiale di Falcao (l'ultimo lo ha saltato per un maledetto infortunio in Coppa di Francia) è un inno cristiano in realtà. La fede lo guida, come ha detto prima dei Mondiali, Cristo aggiusta le cose. Come ha provato a fare la Colombia, nonostante il sorriso di Kagawa, nonostante Osako.

A proposito di Dio, il presidente colombiano Santos "non sta dalla sua parte", secondo l'attaccante dell'Alaves Torres. Falcao è stato uno dei pochi calciatori colombiani, insieme a Torres, ad esporsi dal punto di vista politico in una lettera pubblicata da "El Tiempo", parlando della necessità di pacificare il paese: 

So che quello che sta arrivando per tutti i colombiani non sarà facile, sarà una questione di ricostruzione di un paese, intere generazioni che hanno sofferto la guerra, immagino un paese che ha la capacità di perdonare, anche 70 volte se necessario ...

Politica, quella colombiana, che ha festeggiato in coro il passaggio di James Rodriguez (che entra contro il Giappone senza fare granché) al Bayern Monaco. Dall'opposizione ai candidati presidenziali, tutti in coro contro Zidane e non solo. Come ha fatto la senatrice Piedad Cordoba:

In un Mondiale, e in una Fifa, in cui le manifestazioni politiche nel calcio sono espressamente vietate e combattute, forse alla fine il sorriso di Kagawa e il perdono (non calcistico, quello no) di Falcao sono le uniche risposte possibili. Ah, a proposito di Quintero, autore del gol del pareggio: è grande amico del rapper Maluma ("mi hermano"), che ha cantato l'inno dei Mondiali. Il rapper è finito nell'occhio del ciclone per il testo di "Cuatro Babies", nello specifico “a prescindere dalla nazionalità, quando le sco** gridano tutte in modo uguale”. La sua (precaria) difesa Maluma l'ha affidato ai social: 

"Se parlano di Gesù Cristo, perché ti sorprendi quando parlano di te?". Forse meglio tornare col pensiero al sorriso di Kagawa e alla rivalsa del Giappone... 

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