Mondiali, ko all'esordio per i campioni in carica? È accaduto 6 volte

La prima fu l'Italia nel 1950, all'Argentina è successo addirittura due volte su due: con Russia 2018 sono sei le volte in cui la squadra campione inciampa alla prima gara.

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Cominciare un torneo tanto importante come i Mondiali con una sconfitta non è mai piacevole, a maggior ragione per chi si presenta come campione in carica ed è quindi consapevole di avere gli occhi di tutto il mondo puntati addosso.

Se confermarsi vincitori dei Mondiali è infatti impresa quasi proibitiva - nella storia è riuscito soltanto a Italia (1934 e 1938) e Brasile (1958 e 1962) - rimane infatti una grande sorpresa quando la Nazionale campione in carica fa il suo esordio con una sconfitta, pur se per ovvi motivi anche anagrafici la squadra difficilmente può essere la stessa che ha vinto quattro anni prima. 

Sebbene faccia ovviamente notizia, inoltre, bisogna sottolineare come l'esordio negativo dei campioni ai Mondiali non sia un evento così raro: nel corso della storia, infatti, si è verificato in 6 occasioni su 21, più del 25% dei casi. Ad alzare questa media la sconfitta a Russia 2018 della Germania contro un Messico che sulla carta appariva modesto, mentre la prima volta si verificò nel lontano 1950 in Brasile, protagonista l'Italia. Incredibile l'Argentina, che ha vinto due volte la Coppa del Mondo e in entrambi i casi ha successivamente esordito con una sconfitta.

Mondiali, quando i campioni in carica cadono all'esordio

Giocatori della Germania bevono durante la partita contro il MessicoGetty Images
È la prima volta che la Germania campione in carica cade all'esordio ai Mondiali: nelle precedenti tre occasioni i tedeschi avevano collezionato due vittorie e un pareggio.

1950: Italia-Svezia 2-3

Nel 1934 e nel 1938 l'Italia ha scritto la storia dei Mondiali quando questa sta ancora nascendo: vincitori del torneo organizzato in casa grazie a campioni epocali come Monti, Orsi, Meazza e Schiavio, gli azzurri sono stati poi capaci di confermarsi in Francia quattro anni dopo in un ambiente particolarmente ostile, confermandosi movimento calcistico di grandissimo livello e spazzando via le ombre relative al primo trionfo, favorito da alcuni arbitraggi sospetti.

La seconda Guerra Mondiale interrompe la storia della manifestazione, che riprende nel 1950 in Brasile. Stavolta per gli azzurri confermarsi sarà molto difficile: le selezioni sudamericane sono agguerrite e si presentano per la prima volta i maestri dell'Inghilterra, inoltre l'Italia ha patito appena un anno prima la perdita di quasi tutto il suo blocco titolare, formato dai giocatori del Grande Torino scomparso nell'incidente aereo di Superga, una tragedia che ha convinto la squadra ad affrontare in nave il lungo viaggio in Sudamerica.

C'è tuttavia un certo ottimismo intorno alla possibilità almeno di arrivare a giocarsi la vittoria finale, favorito dal fatto che gli azzurri campioni in carica si trovano in un girone non certo irresistibile che comprende l'India che si è ritirata e il modesto Paraguay. Basterà sconfiggere i dilettanti della Svezia - privi dei "mercenari" Gren, Nordahl e Liedholm - per qualificarsi al girone finale, ma nonostante il vantaggio iniziale firmato da Carapellese l'Italia cade contro un avversario decisamente più tonico, che si impone con una doppietta di Jeppson e un gol di Sune Andersson, in futuro rispettivamente stella e meteora della Serie A. Il gol nel finale di Muccinelli è inutile, così come la successiva vittoria contro il Paraguay: i campioni in carica sono fuori al primo turno.

1982: Argentina-Belgio 0-1

Nel 1978 l'Argentina ha vinto in maniera decisamente sospetta, guadagnandosi l'accesso alla finale grazie alla vittoria contro il Perù che è passata alla storia come la "marmellata peruviana" e ai gol di Mario Kempes. La selezione albiceleste gode comunque di grande credibilità quando si presenta in Spagna quattro anni dopo, potendo schierare giocatori di livello assoluto tra cui spicca il giovanissimo Diego Armando Maradona, già atteso come stella del torneo.

Le cose non cominceranno invece nel migliore dei modi per gli uomini del "Flaco" Menotti, che davanti ai quasi 100mila spettatori che riempiono il Camp Nou di Barcellona per assistere all'esordio dei campioni in carica, finiscono con l'essere imbrigliati dal gioco basato su catenaccio e contropiede del Belgio di Guy Thys, che taglia i rifornimenti agli attaccanti sudamericani e poi colpisce cinicamente in contropiede con Vandenbergh. I sudamericani riusciranno comunque a superare il turno sconfiggendo Ungheria e El Salvador, prima di venire elminati dall'Italia futura vincitrice del torneo.

1990: Argentina-Camerun 0-1

Se per vedere i campioni in carica perdere all'esordio gli spettatori dei Mondiali avevano dovuto attendere oltre trent'anni da Brasile 1950 a Spagna 1982, per la terza volta l'attesa è decisamente più breve: si verifica infatti nella partita inaugurale di quelle che passeranno alla storia come le "notti magiche" di Italia '90 e che incredibilmente ha ancora come protagonista l'Argentina, capace di trionfare in Messico quattro anni prima grazie a un Maradona stratosferico.

Stavolta non è il Pibe de Oro a brillare, né qualcuno dei suoi compagni, molti dei quali sono giustamente considerati calciatori di livello mondiale. La scena se la prende il sorprendente Camerun, primo Paese africano capace di brillare nella lunga storia dei Mondiali che sorprende i sudamericani con una prova basata su grande compattezza e straordinaria atleticità, quella che permette al centravanti Oman-Biyik di volare in cielo per schiacciare di testa il pallone che decide la partita, su cui il portiere Pumpido è tutt'altro che esente da colpe.

Se la corsa degli africani si fermerà soltanto ai quarti di finale contro l'Inghilterra, l'Argentina scoprirà un nuovo guardiano dei pali, Sergio Goycoechea che insieme a Maradona e Caniggia trascinerà l'albiceleste fino alla finale, dove i campioni in carica cadranno contro la Germania Ovest a causa di un contestato rigore realizzato da Brehme.

2002: Francia-Senegal 0-1

Mentre il mondo e il calcio si lanciano nel nuovo millennio, una delle poche certezze che questo pazzo sport sembra avere all'inizio dell'edizione 2002 dei Mondiali - primi e finora unici giocati in Asia e ospitati da due differenti Paesi - è che la Francia è una vera e propria super potenza del pallone. Merito del trionfo Bleus nella Coppa del Mondo casalinga del 1998, successo peraltro bissato nel 2000 con la vittoria dei Campionati Europei.

La forza di Zidane e compagni sembra insomma fuori discussione, e di certo nessuno si può aspettare che i campioni del mondo e d'Europa in carica possano cadere all'esordio contro un Senegal che non gode di alcuna credibilità, dato che dopo le grandi promesse rappresentate dal Camerun a Italia '90 il calcio africano si è fermato senza colmare il gap con le squadre europee e sudamericane. Eppure l'incredibile accade: una Francia scossa da grandi polemiche interne e che appare svogliata e poco convinta viene sorpresa da un Senegal tonico, rapido e persino ben messo in campo dal transalpino Bruno Metsu, praticamente sconosciuto in patria.

Il gol decisivo lo segna Papa Bouba Diop, poderoso mediano che affonda facilmente nella difesa dei Bleus. Sorpresa, la Francia pareggia successivamente con l'Uruguay e perde contro la Danimarca, salutando la Coppa del Mondo al primo turno e senza segnare neanche un gol. Un vero e proprio tracollo da cui Zidane e compagni si sapranno riprendere già nel 2006, quando ai Mondiali di Germania raggiungeranno la finale poi persa ai rigori contro l'Italia di Marcello Lippi. 

2014: Spagna-Olanda 1-5

E se la sconfitta della Francia aveva stupito il mondo intero nel 2002, addirittura più fragoroso è il crollo inaspettato della Spagna nella gara d'esordio che gli iberici giocano ai Mondiali del 2014 in Brasile. Se infatti i transalpini si erano presentati alla sfida persa contro il Senegal da campioni del mondo e d'Europa in carica, Iniesta e compagni lo fanno dopo aver vinto Euro 2008, la Coppa del Mondo del 2010 in Sud Africa e Euro 2012. 

E se c'è da considerare che l'Olanda è una squadra di buonissimo livello, è anche vero che per la Spagna le cose si mettono in discesa quando dopo circa mezz'ora Xabi Alonso sblocca la gara su calcio di rigore. Sembrerebbe tutto facile per la Spagna, che invece viene raggiunta sul finire del primo tempo da uno spettacolare colpo di testa in tuffo di Robin Van Persie e poi distrutta nella ripresa dalle reti di Robben, che realizza una doppietta, De Vrij e ancora Van Persie. 

Incredibilmente sconfitta anche dal Cile, la Spagna saluta la competizione al primo turno da campione in carica e dopo aver inutilmente superato l'Australia. Si tratta di una delle più grandi e inspiegabili debacle nella storia dei Mondiali di calcio.

2018: Germania-Messico 0-1

I Mondiali del 2014 vedono il trionfo della Germania, che in Brasile ha completato una rinascita iniziata nei primi anni 2000 e che ha consegnato al commissario tecnico Low una rosa giovane e piena di talento. Negli anni successivi si comincerà a parlare di "modello tedesco", di un progetto da imitare se non da ricalcare pari pari da parte di chi intende tornare competitivo a livello mondiale. 

È senz'altro vero che i tedeschi sono fortissimi, è innegabile che possano ancora dire la loro a Russia 2018 e puntare alla vittoria finale, potendo contare su calciatori dal talento indiscutibile. Però i teutonici, all'esordio mondiale contro il Messico, si scoprono per la prima volta umani, venendo messi in grande difficoltà da una selezione, quella centro-americana, che certo non godeva dei favori del pronostico prima del calcio d'inizio.

A conferma che il calcio non è né sarà mai una scienza esatta, la semi-sconosciuta ala del PSV Eindhoven Hirving Lozano sorprende la retroguardia della fortissima Germania, e quando da poco è passata la mezz'ora segna il gol che deciderà una partita contrassegnata dalla scarsissima vena dei campioni in carica e dalla grande carica e motivazione dei messicani, sesti "ammazza giganti" nella storia dei Mondiali di calcio.

I giocatori del Messico festeggiano la vittoria contro la Germania ai Mondiali del 2018Getty Images

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