NBA: conferme per Warriors, Leonard e LeBron sondano il mercato

Leonard e James sono ai saluti con Spurs e Cavs, questo apre una sessione di mercato intensa e nuovi equilibri NBA in arrivo.

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L’NBA ha mandato in archivio la stagione con la vittoria dei Golden State Warriors e la successiva parata che ha intasato le strade di San Francisco, ormai abituate a questa festa. Nonostante questa bella abitudine, non sembra che alcun Warriors voglia rompere questo idillio che ormai ha raggiunto quasi il lustro di dominio. Kevin Durant, ancora prima della conquista del titolo, aveva detto a Rachel Nichols di ESPN di voler rifirmare con i campioni in carica e di contro, dopo il secondo MVP consecutivo conquistato, il front office nella persona di Bob Myers allungherà un assegno in bianco al giocatore dicendogli di apporre la cifra che ritiene più corretta. Se lo è meritato secondo la società, ma anche secondo tutto il mondo NBA.

Myers ha provveduto anche a comunicare tempestivamente la volontà di trattenere tutto il nucleo attuale, e sono già state intavolate le trattative per il rinnovo di Steve Kerr, che però non preoccupano in quanto sostanzialmente non ci sono impedimenti all’affare. Anche Klay Thompson e Draymond Green saranno due giocatori da rinnovare, ma se per l’orso ballerino non sono circolate particolari voci a parte quella del suo vecchio rinnovo al ribasso per arrivare a KD, su Klay Thompson sembra che il futuro sia già più o meno scritto, con lo stesso giocatore che ha dichiarato di non essere interessato a uno stipendio top, pur di rimanere e continuare a lottare per vincere.

Facile quando si vincono tre titoli in quattro anno verrebbe da dire, ma c’è anche chi non è disposto a negoziare sui propri soldi in nome della lotta per l'anello e questo è Chris Paul. L’ex Clippers ha già detto di non voler cedere sul proprio salario, e che vorrà uno stipendio commisurato al suo reale valore per restare ai Rockets in futuro. Questo potrebbe cambiare i piani di D’Antoni e del front office, visto quanto vicino sono andati ad eliminare i futuri campioni del mondo.

Kawhi Leonard vuole i Lakers?Getty Images

NBA: Leonard ha le valigie pronte, vuole lasciare gli Spurs

La stagione di San Antonio è stata travagliata sin dalla pre-season quando il misterioso infortunio di Kawhi Leonard prima lo aveva allontanato dai campi, e poi ha fatto diventare la sua annata un libro giallo degno di Agatha Christie. Il continuo “torno, non torno”, l’effettivo rientro in campo, la nuova sparizione e la querelle finale dove i medici degli Spurs avevano dato il via libera al rientro, mentre il suo entourage no. Sembrava che poi ci sarebbe stato un riappacificamento, con Popovich al lavoro per convincere il giocatore a rinnovare. Proprio quando sembrava appianarsi tutto, è arrivata la più classiche delle Woj bomb.

Il noto news breaker di ESPN Adrian Wojnarowski, ha reso pubblico il rumor secondo il quale l’entourage e il giocatore non avrebbero intenzione di estendere il contratto con gli Spurs, sostanzialmente richiedendo una trade. Si è scatenato così il toto-Kawhi che ha nelle squadre di Los Angeles le frontrunner. Celtics e Sixers pronti a bussare alla porta (come probabilmente faranno in tanti), e ora sembra davvero non esserci ritorno per RC Buford, a meno di colpi di scena clamorosi che sarebbero assolutamente da Spurs.

La mano infortunata di LeBron che andrà altrove.Getty Images
Dove andrà LeBron?

LeBron lontano da Cleveland, ma dove?

Gara quattro delle NBA Finals: probabilmente l’addio più triste possibile di James alla sua città, quel mistake on the lake che ha portato sino al primo titolo della sua non eccelsa storia. Non si può dire che non abbia dato tutto in questi ultimi Playoffs e che sia andato anche oltre all’umano in determinati casi, ma il finale è stato amaro e con un retrogusto di addio già scritto. Gilbert ha detto che Cleveland vincerà anche senza di lui, il linguaggio del corpo di LeBron comunicava il “Più di questo non potevo fare, ora vi saluto” , e anche il supposto infortunio alla mano auto-inflitto in gara uno è un ulteriore alone di mistero su una gestione da me against the world che spesso Lebron si è voluto auto caricare addosso.

Ovviamente la sua nuova squadra e la sua decisione sconvolgeranno ancora gli equilibri della NBA, magari regalando una nuova contender a Est o rinforzando ancora di più una Western conference già ora dominante. Le destinazioni possibili sono tante: dai Sixers ai Rockets, passando dai Celtics, fino a tante altre più o meno credibili. Di certo dal primo luglio ci saranno diversi fuochi d’artificio, in un’estate che rischia di rimescolare pesantemente le carte.

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