Mourinho su Cristiano Ronaldo: "Intelligenza specifica per il calcio"

Dopo la tripletta alla Spagna nella gara d'esordio in questi Mondiali, arrivano complimenti ed elogi a CR7 anche dall'allenatore lusitano del Manchester United.

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La tripletta alla "sua" Spagna nella gara d'esordio in questi Mondiali, Cristiano Ronaldo la ricorderà certamente a lungo. Il capitano del Portogallo ha scritto una nuova pagina di storia nel calcio, è entrato già nell'Olimpo ristretto dei pochissimi calciatori ad essere riusciti ad andare a segno in quattro edizioni differenti dei campionati del Mondo, cioè Miroslav Klose, Pelè e Uwe Seeler.

E tanto per cambiare ha fatto parlare di nuovo di sé, affermandosi ancora una volta in tutto il suo splendore, un fenomeno capace di segnare un'epoca insieme a Leo Messi, riscrivendo continuamente nuovi record e pagine di storia di questo sport.

Subito dopo la prestazione sfoderata nella partita contro la Spagna ai Mondiali, ha parlato di lui anche il suo connazionale José Mourinho, commentando in termini celebrativi la prova del capitano del Portogallo, che tra le altre cose porterebbe molto volentieri con sé al Manchester United:

Lui - ha detto Mou a Russia Today -  ha quello che io chiamo "sentimento del gioco", un'intelligenza specifica per giocare a calcio.

Mondiali, Mourinho elogia Cristiano Ronaldo

Letteralmente, il manager dei Red Devils parla di "feeling of the game" e "specific intelligence of playing football" di Cristiano Ronaldo. Cosa intenda con queste parole, lo spiega immediatamente dopo:

Lui sa che la squadra è nei guai, sa che la squadra non riesce a creare niente ed è frustrato, sul terreno di gioco. Nessuno in quel momento immagina che il Portogallo possa segnare e lui sa che l'unica possibilità sia quella di cominciare a giocare.

Mourinho poi si concentra in particolare su quel calcio di punizione di Cristiano Ronaldo che ha permesso al Portogallo di conquistare il pareggio:

Quella posizione l'ho vista più volte in allenamento, quando lui rimaneva per ore ad allenarsi sui calci di punizione, chiedendo ai miei assistenti di fare la barriera per lui, di rimanere sul campo e passargli i palloni. Lui lo ha cercato, è andato corpo a corpo con Piqué cercando il contatto. È intelligente, ha il controllo di ogni dettaglio. Si è conquistato il calcio di punizione.

E come è andata a finire subito dopo è già storia.

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