Mondiali, portiere Egitto rifiuta il premio MVP per colpa dell'alcol

El-Shenawy non accetta il trofeo che lo aveva eletto migliore in campo, perché questo è patrocinato dalla marca di birra Budweiser: lo vieta la sua religione.

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Con le sue straordinarie parate ha evitato che alla fine dei 90 minuti il passivo fosse più pesante, ma non è riuscito comunque a far sì che il suo Egitto riuscisse a uscire con almeno un punto dalla sfida con l'Uruguay, che ha completato la prima giornata del gruppo A dei Mondiali, dopo la rotonda vittoria della Russia sull'Arabia Saudita nella gara inaugurale. 

Mohamed El-Shenawy, il portiere della squadra guidata da Hector Cuper alla fine ha vinto il ballottaggio con la leggenda El Hadary e la prestazione fornita ha dato ragione all'allenatore argentino.

L'estremo difensore, grazie ai suoi interventi su Cavani, Luis Suarez e gli altri uruguaiani, è stato infatti scelto come migliore in campo della partita e al termine di essa è stato aspettato al rientro negli spogliatoi per la consegna del premio MVP. Quando gli organizzatori hanno provato a darglielo, però, El-Shenawy ha tirato dritto verso gli spogliatoi, declinando l'offerta e rinunciando al trofeo che gli avrebbe ricordato per sempre la sua prestazione eccellente ai Mondiali.

Mondiali, portiere dell'Egitto rifiuta premio MVP

Il motivo non è da ricercare nella delusione del momento per la sconfitta appena maturata, ma piuttosto nella religione del portiere egiziano. Il premio, infatti, è sponsorizzato dalla birra Budweiser e, in quanto di fede musulmana, l'egiziano Mohamed El-Shenawy è contrario a ogni genere di cosa che abbia a che vedere con l'alcool, così ha preferito non accettare il riconoscimento.

Una questione che in questi Mondiali potrebbe dunque ripetersi ancora, in occasione delle alte partite delle altre due squadre nordafricane presenti (Marocco e Tunisia), l'Iran e l'Arabia Saudita, tutti paesi di tradizione religiosa musulmana.

Quando scenderanno in campo queste squadre, insomma, per gli organizzatori in Russia sarà meglio premiare - a prescindere da quanto visto realmente in campo nei 90 minuti - i giocatori delle squadre avversarie. Certo, quando ci sarà la sfida tra Arabia Saudita ed Egitto nell'ultima giornata del girone A, allora dovrà essere trovata una soluzione alternativa.

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