Mondiali, parla Cristiano Ronaldo: "Ho sempre creduto in me stesso"

Primo grande protagonista del torneo e autore di una tripletta all'esordio, CR7 non pone limiti. Diego Costa: "Magari fossi forte come lui".

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Dopo appena due giorni e quattro partite i Mondiali di Russia hanno già un protagonista assoluto. E anche se devono ancora scendere in campo moltissime squadre, piene zeppe di campioni di grandissimo livello - oggi è atteso il debutto dell'Argentina di Messi, per dire - sembra difficile che qualcuno potrà togliere questo ruolo a Cristiano Ronaldo, autentico trascinatore del Portogallo nel 3-3 con cui i lusitani hanno fermato la Spagna di Hierro.

Sbloccata la sfida dopo appena due minuti, con un calcio di rigore che lui stesso si è procurato, il Pallone d'Oro in carica ha portato nuovamente in vantaggio i suoi dopo il momentaneo pareggio di Diego Costa con un tiro dalla distanza su cui la complicità del portiere avversario De Gea è stata evidente. E quando si è reso conto che anche segnare due gol alla fortissima Spagna non sarebbe bastato per stenderla, quando il suo Portogallo si è trovato sotto 2-3, ecco che CR7 ha tirato fuori dal suo repertorio una fantastica punizione con il contagiri che ha sancito, a due minuti dalla fine, il 3-3 finale. 

Abbiamo fatto molto bene, abbiamo ottenuto un punto - quasi tre, perché siamo stati due volte in vantaggio. È stato un risultato positivo e giusto, siamo contenti per la nostra prestazione. Adesso dobbiamo pensare alla prossima partita, che non sarà facile. L'obbiettivo è superare la fase gironi e poi vedere cosa succede, non siamo tra i favoriti ma abbiamo le nostre possibilità e dovremo dare il massimo.

Cristiano RonaldoGetty Images

Saranno i Mondiali di Cristiano Ronaldo? "Ho sempre creduto in me stesso"

Parla così Cristiano Ronaldo, dopo un esordio ai Mondiali che nemmeno lui avrebbe potuto immaginare così bello e che gli ha permesso di entrare nella storia: capace di segnare un gol in quattro diverse edizioni del torneo (prima di lui solo Seeler, Pelé e Klose), CR7 ha inoltre raggiunto il grande Puskas al secondo posto come miglior realizzatore di sempre con la propria Nazionale. Risultati importanti ma il campione lusitano mette da parte, preferendo concentrarsi come sempre su quello che accadrà in futuro, anche se una riflessione sulla partita contro la Spagna è doverosa.

Sono molto felice, è la mia prima tripletta ai Mondiali ed è arrivata contro una squadra seriamente candidata a vincerli. È il risultato di tanti anni di lavoro, ho sempre creduto in me stesso e così la squadra, non abbiamo perso la testa fino all'ultimo. Adesso vedremo cosa succederà, se stiamo bene andrà tutto bene.

Parole da leader, quello che Cristiano Ronaldo è diventato da alcuni anni sia per la sua Nazionale, che ha trascinato persino da infortunato alla vittoria degli Europei nel 2016, sia per quel Real Madrid che ha portato a vincere 4 Champions League nelle ultime 5 edizioni e con cui adesso pare essere ai ferri corti: questioni contrattuali, forse persino di rispetto, che nei giorni che hanno preceduto i Mondiali si diceva potessero distrarre la stella del Portogallo, impedendogli di essere protagonista come tutti si attendevano.

Un evidente errore di valutazione: uno dei punti di forza di CR7 è proprio quello di sapersi isolare, concentrandosi soltanto su se stesso e sulla partita che deve affrontare e ignorando passato e futuro, dispute contrattuali e grane legali. Anzi, traendone persino forza, come sottolinea Diego Costa, centravanti della Spagna che finalmente pare aver trovato la sua dimensione anche in Nazionale e che con una doppietta aveva rischiato di decidere la sfida, prima appunto che Cristiano Ronaldo salisse in cattedra a rubargli la scena.

Devo fare i complimenti a Cristiano, lo criticano e guarda cosa succede...meglio lasciarlo tranquillo d'ora in poi. Magari fossi come lui!

L'ispano-brasiliano, che sembra riceve da Hierro quella fiducia che spesso gli è mancata indossando la maglia delle Furie Rosse, ha sottolineato come la sfida tra Spagna e Portogallo sia stata bella e spettacolare e come soprattutto non vada colpevolizzato David De Gea, portiere del Manchester United e protagonista in negativo sul secondo gol lusitano, una papera non da lui e che a un certo punto ha complicato terribilmente la sfida per i suoi. Diego Costa descrivere l'estremo difensore "un portierone", sottolineando che gli errori capitano, concetto ribadito anche da Piqué, che interviene anche sul rigore del vantaggio portoghese.

De Gea lo conosciamo da anni e abbiamo tutti fiducia nelle sue capacità. Nello spogliatoio sappiamo che David è il nostro portiere, sono anni che lo dimostra. La partita? Abbiamo avuto più occasioni, loro hanno tirato tre volte e fatto tre gol, non era facile debuttare ai Mondiali trovandosi sotto dopo appena due minuti. Cristiano tende a buttarsi in terra.

Su De Gea e Cristiano Ronaldo si è espresso anche Fernando Hierro, icona storia del Real Madrid e da pochi giorni ct della Spagna dopo l'allontanamento improvviso di Lopetegui.

Siamo una squadra, e sappiamo che a tutti può capitare una giornata storta. Siamo una famiglia, e tutti saranno importanti. Sono molto orgoglioso dei ragazzi, rimontare due volte non è per niente facile e loro ci sono riusciti. Poi certo, quando affronti uno come Cristiano Ronaldo può succedere di tutto, quando stavamo meglio ci ha puniti.

Hierro conclude affermando diplomaticamente che comunque non cambierebbe CR7 con nessuno dei suoi, dichiarazione dovuta ma a cui è davvero difficile credere. Perché in un calcio sempre più livellato poter contare su un giocatore come il portoghese, capace di spaccare le partite con classe e personalità, può fare la differenza, come del resto dimostrato proprio con il 3-3 tra Spagna e Portogallo. Che se da una parte lascia nell'incertezza il gruppo B, guidato momentaneamente dall'Iran, dall'altra ha già indicato il futuro dei lusitani: con un Cristiano Ronaldo così, niente è davvero impossibile.

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