Mondiali 2018, che fatica per la Francia: Australia ko grazie alla Var

I Bleus soffrono, ma ottiengono i 3 punti con il primo on field review della storia. Umtiti regala il pari con una follia di mano, poi ci pensa la goal line technology.

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La mano della Var, quella di Umtiti e infine quella della goal-line technology. Francia-Australia, partita d’esordio del Gruppo C ai Mondiali 2018, sembra la partita manifesto dell’utilità della tecnologia applicata al calcio. Un on field review, un silent check, poi il sensore elettronico che dà la certezza della palla oltre la linea di porta. Tre punti alla Francia, pesantissimi in ottica qualificazione. Anche perché l’Australia tutto fa, tranne che sembrare la squadra "materasso" del girone che comprende anche Danimarca e Perù. 

Una sfida, quella di Kazan, che è già passata alla storia. È la prima della dei Mondiali con l’intervento pesante dell’assistente Var, che richiama l’arbitro uruguaiano Andrés Cunha a seguito di un contatto tra Risdon e Griezmann. L’attaccante raccoglie un filtrante e si presenta a tu per tu con Ryan, il difensore entra in scivolata, lo tocca sulla caviglia sinistra e lo mette giù.

Si prosegue, almeno inizialmente. Poi il richiamo tramite auricolare: Cunha va a vedere il replay a bordo campo, il contatto c’è ed indica il dischetto dopo il consueto gesto con le braccia (che noi italiani abbiamo imparato a conoscere nell’ultima Serie A). Griezmann è freddo e incrocia il mancino bruciando il portiere australiano. E per fortuna che c’è la goal line technology (sull’autogol di Behich) che salva la Nazionale di Deschamps e soprattutto Umtiti, reo di un folle fallo di mano che aveva regalato il pari agli australiani (Jedinak spiazza Lloris dagli undici metri). 

FranciaGetty Images
La Francia esulta dopo il 2-1 decisivo: la goal line technology premia l'inserimento di Pogba

Mondiali 2018, che fatica per la Francia: Australia ko grazie alla Var

La Francia aveva schiacciato l’Australia nel primo quarto d’ora di match. Tanta pressione, ma poche occasioni da gol. L’Australia aveva risposto bene e aveva preso campo dopo i 15’ iniziali: pressing alto, gioco duro, ai limiti del consentito. La grinta per sopperire alla qualità di una delle favorite per la vittoria finale al Mondiale.

Andrés CunhaGetty Images
Andrés Cunha, 41 anni, ammonisce Risdon e decreta il penalty dopo l'on field review

Il tridente con Dembélé, Griezmann e Mbappé non punge, Pogba e Tolisso faticano a centrocampo e per fortuna che c’è Kante, inesauribile in fase di rottura. Matuidi in panchina per scelta tecnica. La partita si sblocca al 12’ della ripresa: Griezmann va a terra e trasforma il penalty dell’1-0 dopo l’interruzione per l’on field review. L’Australia protesta, ma la decisione è giusta. 

Umtiti commette una frittata (pure bruciata) e tocca con il braccio altissimo una punizione innocua dalla trequarti. Rigore e 1-1 immediato. La rete decisiva arriva quando mancano 10’ alla fine: Pogba si inserisce sulla sponda di Giroud, prova a saltare Behich che devia il pallone beffando in pallonetto il proprio portiere. Il pallone tocca la traversa e rimbalza un centimetro oltre la linea. L’orologio di Cunha indica che è 2-1. Il risultato non cambierà e regalerà il successo alla Francia.

Mbappé, le jeune del record: 

Kylian MbappéGetty Images
Kylian Mbappé, a 19 anni e 6 mesi, è il calciatore più giovane della storia dei Mondiali per la Francia

Intanto, c’è un ragazzo che ai Mondiali 2018 vince senza nemmeno segnare. È Kylian Mbappé, in campo dall’inizio a 19 anni e 6 mesi: tenendo in considerazione mondiali ed europei, è il giocatore titolare più giovane della storia della Francia. Mica male. Tim Cahill, al contrario, dovrà aspettare la prossima sfida per cercare il suo record: classe 1979, è al quarto mondiale. Se l'australiano segnerà un gol contro Danimarca o Perù, raggiungerà nella speciale classifica Ronaldo (il fenomeno), Seller, Klose e CR7, strepitoso con la tripletta alla Spagna. Ha altre due partite del Mondiale 2018 per battere se stesso e raggiungere gli altri quattro campioni.

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