Stadio Roma, cosa succede ora? Raggi: "Chi ha sbagliato pagherà"

Quando sembrava ormai sul punto di essere concluso, l'iter autorizzativo del nuovo stadio a Tor di Valle rischia di essere congelato in seguito agli arresti di ieri.

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Quando il progetto del nuovo stadio della Roma sembrava ormai in dirittura d'arrivo, con il sindaco Virginia Raggi pronta ad annunciare la fine del lungo iter burocratico necessario per l'inizio dei lavori, una tempesta giudiziaria ha travolto la capitale. Sedici indagati, nove arresti tra cui spiccano Luca Parnasi, proprietario di Eurnova, società responsabile del progetto di un impianto che avrebbe dovuto garantire alla società AS Roma una crescita importante a livello economico e d'immagine.

In manette sono finiti anche cinque collaboratori dell'imprenditore, mentre sono stati messi ai domiciliari il presidente di Acea e consulente M5S Luca Lanzalone - a cui oggi Di Maio ha chiesto le dimissioni - e altre importanti figure di spicco della città come Adriano Palozzi (FI) e Michele Civita (PD), rispettivamente vicepresidente del Consiglio Regionale ed ex-assessore regionale all'Urbanistica.

L'iter autorizzativo per il nuovo stadio a Tor di Valle, che sembrava ormai sul punto di concludersi, rischia adesso di essere congelato e andrà analizzato nel dettaglio dal Comune stesso e da un commissario nominato dal Tribunale in luogo di Parnasi per verificare che la corruzione su cui sta indagando la Procura non abbia influito sul progetto per il nuovo stadio destinato ad accogliere la Roma. Appena poche ore prima dello scoppio dell'inchiesta, il sindaco Virginia Raggi si era detta su Twitter entusiasta e pronta a dare alla città un nuovo impianto.

Stadio Roma, il sindaco Virginia Raggi: "Chi ha sbagliato pagherà"

Adesso, invece, tutto potrebbe cambiare radicalmente, soprattutto se venissero riscontrate irregolarità in un iter burocratico lungo e difficoltoso che ormai sembrava essere arrivato alle battute finali: presentato nel 2012, il progetto avrebbe dovuto superare ormai soltanto gli ultimi due step relativi all'urbanistica prima di aprire l'asta relativa alla costruzione di uno stadio in cui a vario livello il presidente della Roma James Pallotta ha già investito circa 60 milioni di euro.

Tutto da rifare? Bisognerà attendere gli sviluppi delle indagini, ma quel che è certo è che a oggi il progetto può ritenersi ufficialmente congelato in vista di accertamenti. E mentre il sindaco Virginia Raggi respinge al mittente le accuse mosse contro di lei da parte del PD romano, che ha ricordato come in situazioni analoghe il Movimento 5 Stelle chiese le immediate dimissioni del precedente sindaco Marino, annuncia una serie di querele contro chi sostiene che lei stessa sia coinvolta o comunque responsabile.

Sono estranea ai fatti e non c'è un giornale che abbia riportato la notizia. Il Comune, i cittadini romani e la Roma stessa sono parte lesa in questa vicenda. Il progetto andrà avanti se tutto è regolare, altrimenti chi ha sbagliato pagherà.

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