Mondiali, 83 calciatori in campo per un Paese in cui non sono nati

Il Marocco è il caso più clamoroso: 17 dei 23 convocati sono nati all'estero. La Francia è il Paese che ha esportato più calciatori in Russia: sono ben 29.

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Nei Mondiali 2018 sono anche i numeri a farla da padrone, anche grazie alla loro capacità di svelare aspetti paradossali della kermesse in calendario in Russia dal 14 giugno al 15 luglio. Uno di questi fa riferimento al numero di Paesi rappresentati: ben 51, a fronte di 32 nazionali in gioco. Un mappamondo di bandiere, radici, trasferimenti e motivazioni, con lo sguardo puntato alla finale di Mosca.

Rappresentare un Paese nel quale non si è nati: un destino che accomunerà ben 83 calciatori sui 736 complessivamente convocati per i Mondiali 2018. Una percentuale superiore all'11%: più di un calciatore su 10, quindi, è venuto alla luce in un Paese differente rispetto a quello che rappresenterà sul campo. Gli oriundi in campo in occasione di una Coppa del Mondo non erano mai stati così tanti.

Una speciale classifica, figlia di eventi drammatici e situazioni private, che hanno portato tanti professionisti a crescere calcisticamente e umanamente in un'area geografica lontana da quella localizzata alla voce "luogo di nascita" sul passaporto. La nazionale più oriunda di Russia 2018 sarà il Marocco: ben 17 dei 23 convocati del commissario tecnico Hervé Renard - non a caso un francese - sono nati all'estero. I nomi più noti della lista sono quelli di Medhi Benatia, originario di  Courcouronnes, in Francia, e Hakim Ziyech, nato a Dronten, in Olanda. Sono loro a guidare una squadra tornata al Mondiale dopo 20 anni di assenza e attesa da un girone di ferro con Spagna e Portogallo. Già venerdì, nella partita di esordio contro l'Iran, gli 11 titolari potrebbero essere nati tutti fuori dai confini del Marocco.

Mondiali 2018, mai così tanti oriundi: sono 83 su 736 convocati

Francia e Olanda, non a caso, sono le nazioni che hanno fornito più calciatori al Marocco che si prepara a scendere in campo nei Mondiali 2018. Elementi di contaminazione che incidono anche sullo stile di gioco e sulla formazione tecnico-tattica dei singoli calciatori: a seguire la nazionale marocchina nella speciale graduatoria delle rappresentative con più calciatori nati all'estero tra i convocati ci sono Senegal e Tunisia, con 9 convocati a testa. Non un caso: nord e centro Africa sono state le aree geografiche con il dato più imponente circa i flussi migratori tra gli anni '80 e gli anni '90. Così come non è un caso che a ridosso del podio ci siano Svizzera (8) e Portogallo (7), selezioni arricchite calcisticamente dall'emigrazione balcanica e dai figli delle vecchie colonie.

Senegal, Kalidou Koulibaly pilastro della difesaGetty Images
Senegal, Kalidou Koulibaly pilastro della difesa nei Mondiali 2018

In tanti tra gli oriundi che vedremo di scena in Russia hanno giocato con più di una nazionale prima di operare una scelta definitiva. Un esempio è quello di Kalidou Koulibaly: nato in Francia nel 1991, ha avviato la sua carriera 18enne con il Saint-Dié, giocando nel campionato Amateur 2, prima di disputare il Torneo di Tolone 2011 con la Francia Under 20 e rispondere nel 2015 convocazione della nazionale maggiore del Senegal, della quale sarà capitano nei Mondiali 2018. Proprio Parigi e dintorni hanno fornito il maggior numero di calciatori ad altre nazionali: ben 29. Una lista della quale fa parte anche Gonzalo Higuain, centravanti della Juventus nato a Brest, dove suo papà Jorge giocava nel 1987, ma argentino purosangue.

Higuain in azione con la maglia dell'ArgentinaGetty Images
Gonzalo Higuain in azione con la maglia dell'Argentina: l'attaccante è nato in Francia

Nella speciale classifica delle nazioni "esportatrici" trovano posto, ma attardate rispetto alla Francia, anche Olanda (7), Brasile (5), Spagna, Bosnia e Camerun a 4. Nell'elenco dei calciatori nati all'estero rispetto alla nazionale rappresentata ci sono anche nomi noti alla Serie A come Sergej Milinkovic-Savic (Serbia, nato in Spagna) e Valon Behrami (Svizzera, nato in Kosovo). Complessivamente, sono invece solo 11 le squadre i cui convocati sono nati tutti nel proprio territorio. Di queste, 4 si trovano nello stesso raggruppamento: si tratta di Germania, Svezia, Messico e Corea del Sud. E c'è anche chi ha rifiutato la possibilità del doppio passaporto: è successo a Rani Khedira, fratello minore del centrocampista di Germania e Juventus Sami, che ha detto di no alla chiamata della Tunisia.

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