Mondiali 2018, le sanzioni USA lasciano l'Iran senza scarpe

La decisione di Trump di punire Teheran avrà conseguenze sul torneo in Russia: la Nike ha infatti comunicato al Team Melli che non potrà fornire la propria attrezzatura.

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La recente fuoriuscita di Trump dall'accordo nucleare con Teheran avrà conseguenze anche negli imminenti Mondiali di calcio che cominceranno giovedì e che il giorno successivo vedranno l'esordio dell'Iran contro il Marocco. Il Team Melli, guidato da Carlos Queiroz, dovrà procurarsi in questi giorni gli scarpini da gioco dopo che la Nike, azienda fornitrice della Nazionale asiatica, ha comunicato alla stessa che in seguito alle sanzioni emanate dal governo americano non potrà fornire l'attrezzatura a Shojaei e compagni.

Una decisione che rischia di avere conseguenze importanti nella performance della selezione iraniana ai Mondiali: con così poco preavviso i giocatori hanno cominciato a recarsi personalmente nei negozi per acquistare gli scarpini in proprio, ma è chiaro che non sarà la stessa cosa, dato che in manifestazioni di questo livello gli sponsor forniscono ai propri assistiti tutta una serie di prodotti fatti su misura e adattabili alle varie situazioni di gioco. Il ct Queiroz ha tuonato contro una decisione a suo modo di vedere ingiusta e dannosa.

I giocatori finiscono per abituarsi alla propria attrezzatura sportiva e non è giusto cambiarla meno di una settimana prima di partite così importanti.

Mondiali 2018, le sanzioni USA lasciano l'Iran senza scarpini

È stata la stessa Nike a comunicare all'Iran che in seguito alle sanzioni emesse dal governo Trump non sarebbe stata capace di fornire alla Nazionale le scarpe per i Mondiali. Una decisione che ha sorpreso i responsabili del Team Melli, che già in passato si erano avvalsi dei prodotti della stessa azienda americana senza problemi, come in occasione della Coppa del Mondo del 2014, quando il Paese risultava come oggi soggetto alle sanzioni poi tolte da Obama in seguito all'accordo nucleare e nuovamente reintrodotte dal governo Trump.

Trita Parsi, presidente della National Iranian American Council (NIAC) - associazione dedicata al dialogo e all'amicizia tra l'Occidente e il popolo iraniano - ha affermato di non avere ancora ben chiaro per quale motivo un'azienda come Nike debba sottostare a certe sanzioni, dato che tecnicamente fornire attrezzatura non è come venderla. Quindi ha invitato la stessa compagnia americana a evidenziare la specifica sanzione a cui si fa riferimento per una decisione che chiaramente avrà conseguenze importanti sulle prestazioni del Team Melli. Per ora non ha avuto nessuna risposta.

Inserito nel gruppo B, l'Iran farà il suo esordio venerdì 15 giugno contro il Marocco in quella che sarà già una gara decisiva per il suo futuro: soltanto sconfiggendo la selezione africana, infatti, gli uomini di Queiroz potranno coltivare qualche speranza di passare il turno in un girone che comprende anche Spagna e Portogallo.

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