Mondiali 2026, per l'assegnazione è sfida tra Marocco e Nord America

Mercoledì 13 giugno la FIFA potrebbe annunciare la sede della 23esima edizione del torneo: favoriti USA, Canada e Messico.

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Giovedì 14 giugno 2018, alle ore 17, Russia e Arabia Saudita daranno ufficialmente il via alla 21esima edizione dei Mondiali di calcio. Il giorno precedente a questa sfida, però, un'altra importante partita si giocherà nelle stanze dei bottoni della FIFA, che nel corso del suo 68esimo congresso sarà chiamata a decidere quale Paese ospiterà la Coppa del Mondo del 2026 tra le due sole candidature avanzate ufficialmente, quella del Marocco e quella congiunta di Canada, Messico e Stati Uniti denominata "United Bid".

A chi toccherà organizzare i Mondiali dopo l'imminente edizione in Russia e quella tutt'altro che scontata - a causa delle numerose indagini in corso su possibili tangenti - prevista in Qatar nel 2022? Quello che è certo è che la FIFA, impegnata in un'importante opera di pulizia della propria immagine e decisa a trasmettere al mondo una maggiore trasparenza, non potrà permettersi passi falsi dal punto di vista regolamentare. L'esito della votazione potrebbe comunque essere deciso molto da questioni geopolitiche. 

L'ispezione del comitato della FIFA, chiamato ad analizzare le candidature in gara, ha giudicato quella della United Bid senza dubbio più solida, tuttavia c'è molto entusiasmo in Marocco, che potrebbe riceve i voti di numerosi Paesi africani e che potrebbe finalmente vedere avverarsi un sogno già sfumato nelle edizioni del 1994, 1998, 2006 e 2010. Si tratterà dei primi Mondiali a 48 squadre, divise in 16 gironi da 3, altra rivoluzione partorita dal massimo organismo calcistico mondiale.

Mondiali 2026, è sfida tra Marocco e "United Bid"

Nella votazione di mercoledì, infatti, conteranno i voti dei singoli rappresentanti e nient'altro, e ognuno avrà lo stesso valore dall'Afghanistan allo Zimbabwe, dal piccolo Curacao al grande Brasile. Ecco perché in Marocco c'è la convinzione che stavolta, dopo quattro tentativi infruttuosi, il Paese possa risultare vincitore e vedersi assegnare un torneo che da lungo tempo vuole ospitare e per il quale ritiene di avere tutti i numeri necessari, dalle infrastrutture all'accoglienza passando, ovviamente, per la passione dei tifosi.

Particolare di non poco conto, il ritorno sulla scena dei Mondiali da parte dei Leoni dell'Atlante, a vent'anni di distanza dall'ultima volta, rappresenta sicuramente l'espressione di un movimento calcistico importante e che diventerebbe il secondo Paese africano a ospitare la Coppa del Mondo dopo il Sud Africa nel 2010, il secondo di lingua araba e di religione islamica dopo il Qatar nel 2022. È importante ricordare che il Marocco ha ospitato due edizioni consecutive della Coppa del Mondo per club (2013 e 2014).

Folla allo stadio Mohamed V di CasablancaGetty Images
In Marocco il calcio è una vera e propria religione, basti pensare che nel 1997, per il derby di Casablanca tra Raja e Wydad, lo Stade Mohamed V accolse oltre 160mila spettatori!

Dopo aver bocciato l'idea di una candidatura congiunta in seguito ai Mondiali del 2002 giocati in Giappone e Corea del Sud, la FIFA è tornata sui suoi passi annunciando di valutare l'accettazione di questo tipo di candidatura proprio dall'edizione del 2026. L'offerta della "United Bid", che coinvolge Stati Uniti, Canada e Messico, appare molto solida e sicuramente di valore: per i messicani il calcio è religione, ma anche in Nord America la passione sta crescendo di stagione in stagione così come le infrastrutture, sempre più all'avanguardia.

Dopo il 1994 gli Stati Uniti si troverebbero di fatto nuovamente al centro dell'organizzazione di un Mondiale di calcio, dato che la partecipazione di Canada e Messico sarebbe soltanto parziale: delle 80 partite previste dal torneo, infatti, ben 60 sarebbero giocate negli USA, con 10 gare a testa riservate ai due Paesi confinanti. La potenza economica dei due Paesi nord americani, unita alla grande tradizione messicana in fatto di Mondiali (qui sono state giocate già due edizioni, nel 1970 e nel 1986) potrebbe risultare determinante, anche se le frequenti tensioni tra i membri della "United Bid" non sono da sottovalutare.

Il Brasile vince i Mondiali di Messico 1970Getty Images
Il primo Mondiale organizzato dal Messico vide l'epica sfida Italia-Germania 4-3 e assegnò definitivamente la Coppa Rimet al Brasile di Pelé.

Sarà una votazione incerta, di questo possiamo essere certi: a favore del Marocco si sono espressi fino ad ora 17 Paesi, tra cui parecchi africani ma anche europei come Belgio, Francia e la stessa Russia che si preparà ad ospitare l'edizione attuale. Altri 9 voti, tra cui quello di Nigeria, Sud Africa e Tunisia, sembrano orientati verso il Paese nord africano. Di contro la "United Bid" avrebbe dalla sua almeno 23 voti certi: buona parte del centro e Sud America - Brasile, Argentina, Uruguay in primis - ma anche alcune federazioni africane quali Liberia, Namibia e Zimbabwe.

Tuttavia a poco più di 48 ore da una votazione che sancirà il futuro dei Mondiali del 2026 - e con ben 157 federazioni che ancora non hanno manifestato una preferenza verso una o l'altra soluzione - la gara rimane più aperta che mai. Vincerà il Marocco o l'alleanza tra Stati Uniti, Canada e Messico? Sarà Africa o nord e centro America? Lo sapremo mercoledì.

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