Messi: "Per la Champions League servono i migliori e Griezmann lo è"

Per tornare a vincere la massima competizione europea, la Pulce chiede uno sforzo al Barcelona: il francese dell'Atletico potrebbe essere l'uomo giusto.

Leo Messi sponsor di Griezmann al Barcellona Getty Image

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Tra poco comincerà l'avventura della sua Argentina ai Mondiali 2018, forse l'ultima vera occasione per Leo Messi di conquistare il trofeo più importante, quello solamente sfiorato quattro anni fa, in quella finale persa contro la Germania.

La Pulce è determinata, vuole portare l'Albiceleste sul tetto del mondo e spegnere una volta per tutte le critiche ricevute per non essere riuscito a essere determinante in Nazionale, a differenza di come fa da anni con il Barcellona:

Abbiamo passato momenti molto complicati, in particolare con la stampa e la gente argentina, per non essere riusciti a vincere le tante finali raggiunte.

Ma nell'ultimo periodo ha avuto comunque modo di parlare del Barcellona e del futuro sia a breve che a lungo termine. In questa occasione Messi si è concesso a una lunga intervista con il quotidiano Sport, affrontando molteplici temi interessanti.

Messi "consiglia" Griezmann al Barcellona

Leo ha ribadito la sua stima per determinati calciatori, che a suo giudizio potrebbero dare una grossa mano ai catalani per tornare ai vertici d'Europa. Su tutti, ancora una volta, emerge il nome di Antoine Griezmann, stella francese dell'Atletico Madrid, possibile acquisto estivo del Barcellona per arricchire il parco attaccanti:

Non so se lui sia l'obiettivo principale, ma per tornare a vincere la Champions League è necessario avere a disposizione i migliori giocatori. Griezmann è uno di questi e se arrivasse ne sarei felice. Lui è molto bravo, però è una decisione che spetta al club.

Di certo tornare a vincere la Champions League deve essere un obiettivo:

Vince la Liga e la Copa del Rey è importantissimo e per niente facile. A prescindere da quanto accaduto in Champions League, la nostra stagione è stata buona. È pure vero, però, che ci sarebbe piaciuto vincere in Europa, soprattutto negli ultimi tre anni.

Questo non è l'unico consiglio di Messi al club. Il secondo sembra più che altro una tirata d'orecchie, perché l'argentino mette in evidenza un "cambio di stile" rispetto al passato, quando i grandi acquisti (lui compreso) uscivano direttamente dalla Cantera:

Si è persa un po' quella fiducia di scommettere sui ragazzi del vivaio. Alcuni se ne sono andati ed è raro che accada una cosa del genere nel miglior club al mondo.

Futuro e figli più catalani che argentini

Oltre a parlare del Barcellona, Leo affronta pure il discorso del futuro più a lungo termine, quello in cui dovrà appendere le scarpe al chiodo:

Non ci ho pensato, non è il momento. Ognuno vive questo a suo modo, io cerco di guardare anno dopo anno, con tranquillità. Quando arriverà il giorno, ci penserò. Troverò un percorso da seguire e vedrò cosa accadrà. Allenatore? Oggi non mi ci vedo, ma non si sa mai. Anche Zidane aveva detto che non sarebbe mai diventato tecnico.

Di certo Messi sembra orientato verso un futuro in Spagna, la sua patria adottiva:

I miei figli sono più catalani di me. Sono nati qui, vivono qui. Ovviamente hanno radici argentine, ma hanno tutti i costumi del tipico abitante del posto. Mateo parla catalano e dice già molte cose.

Gli allenatori migliori e obiettivi futuri

Nel corso della lunga intervista, c'è spazio anche per parlare degli allenatori avuti in carriera:

Ho avuto grandi esperienze con tutti. Sono molto grato a Rijkaard, è stato colui che mi ha dato l'opportunità, si è fidato di me. Con lui ho fatto il mio debutto e mi ha sempre dato tutta la calma necessaria. Dopo è arrivato Guardiola, senza dubbio uno dei migliori. E Luis Enrique è su quello stesso livello. Villanova e Martino? Con Tito è stato un anno diverso da tutti gli altri per ovvi motivi ed è stato complicato pure per Tata, perché quando è arrivato c'era tutto da ricostruire: non era semplice mostrare il suo valore di allenatore. Con Valverde adesso è splendido, per il suo rapporto con i giocatori, per il suo valore umano. Ho imparato qualcosa da tutti loro.

Quando infine gli viene domandato quale sia il gol che vorrebbe ancora segnare, Messi risponde così:

Non considero i gol per la loro bellezza, ma per la loro importanza. Il più importante della mia carriera è stato quello di testa in Champions League (nella finale del 2009 contro il Manchester United, ndr), per ciò che significavano quella rete e quella partita. Non ho in mente di segnare gol speciali, perché quelli speciali per me sono quelli importanti.

Non lo dice chiaramente, ma uno di questi lo vorrebbe certamente segnare il prossimo 15 luglio in Russia.

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