NBA: Durant inchioda ancora i Cavs, Warriors 3-0 e vicini al titolo

Kevin Durant trafigge ancora il cuore dei Cavs in gara tre con una prova leggendaria da 43 punti e il canestro decisivo. È 3-0 Warriors.

350 condivisioni 0 commenti

di

Share

È un dejavu. Non più tardi di dodici mesi fa, Kevin Durant dalla stessa lastra di parquet, nello stesso campo, nella stessa partita, infilava la tripla che sanciva il 3-0 dei suoi Warriors e la sua intima convinzione che LeBron James gli stesse passando il testimone del dominio. Oggi, a un anno esatto di distanza, quello scettro non lo ha ricevuto ma se lo è letteralmente preso di forza, realizzando ancora la tripla che non solo seppellisce le velleità dei Cavs in questa finale, ma porta la sua prestazione a un livello ancora superiore.

Si può dire che, contrariamente alle abitudini, Durant sia stato i Warriors in questa partita vinta 110-102 grazie ai suoi 43 punti che sono il career high in una finale NBA. È difficile descrivere con lucidità la sua partita e ancor più della tripla che ha messo la più proverbiale delle pietre sopra la serie, ma a stupire in positivo è un primo tempo leggendario da 24 punti. Anche all'inizio, quando nulla sembrava funzionare nei Warriors che venivano letteralmente surclassati a livello d'intensità dagli avversari, lui si è portato sulle spalle tutto il peso di una squadra tenendola da solo in partita.

L'inizio è tutto per i neri di casa che con Love, Smith e James aggrediscono la partita con il sangue agli occhi e mantenendo per gran parte del primo quarto la doppia cifra di vantaggio. Ma quando dopo un effort del genere, alla prima sirena il margine è solo di una lunghezza, scoraggiarsi è facile. Nonostante questo Cleveland continua a macinare gioco, trova un incredibile prestazione da 15 punti di Hood, molti dei quali fuori dal contesto, che fanno benissimo alle strategie di Lue, anche se è ancora Durant con la tripla a fil di sirena, a mantenere i suoi in linea di galleggiamento alla pausa lunga.

NBA, no Curry, no Thompson? No problem: KDagger

I Warriors in questa partita hanno avuto davvero poco da quasi tutti e se togliamo Durant, pound per pound, il migliore è stato JaVale McGee che con 10 punti, 5-7 dal campo e tanta presenza, ha a suo modo interpretato bene la gara. Curry ha fatto letteralmente a pugni con la partita segnando 11 punti con 3-13 e dovendo subire anche un viaggio negli spogliatoi per probabili cure mediche, mentre Thompson ha litigato coi ferri della Quicken Loans Arena sin dalle prime battute quando ha cercato (cosa insolita per lui) di mettersi forzatamente in ritmo eccedendo in qualche conclusione.

Curry ha avuto una piccola fiammata nel quarto periodo quando ha realizzato cinque punti consecutivi che hanno tenuto avanti i suoi, ma in questa partita tutto inizia e finisce con il nome di Kevin Durant, che si è iscritto ufficialmente al ballottagio di MVP per queste NBA Finals. La sua prestazione è al limite dell'infallibile con un 15-23 da far vedere a ogni esteta del basket, che oltre al lato romantico aggiunge il killer instinct non solo della tripla che ha silenziato tutto l'Ohio, ma di una prestazione che ha spazzato via ogni tipo di difesa su di lui. È stata una prova da incastonare nella leggenda che ha già apparecchiato la tavola per un nuovo titolo, una nuova parata e una nuova esplosione su un sistema come quello di Adam Silver che lui ha fatto saltare in aria con il tritolo andando nella baia rischiando di chiudere a chiave il discorso titolo NBA ancora per diversi anni.

LeBron James, senza più risorseGetty Images

La penultima di James a Cleveland?

LeBron ha giocato la solita partita a 360 gradi, ha chiuso con la decima tripla doppia in una partita di finale quando il resto del mondo ne ha solo tre, ha fatto segnare tutti e realizzato da par suo, nonostante un chiaro problema di esplosività sulla caviglia girata durante il primo tempo, eppure con una prestazione da 33 punti, 10 rimbalzi e 11 assists sembra essere stato un James normale. Questo ci dice a che razza di prestazioni ci abbia abituato, ma soprattutto di che cosa serva da lui ai Cleveland Cavaliers per vincere una partita a questo livello.

Il cuore un po' si stringe quando si accomoda in panchina dopo la tripla definitiva di Kevin Durant guardando il cielo con la consapevolezza che un altro titolo gli scivolerà via dalle mani sul più bello. Lui ha fatto tutto (e anche di più) ciò che era nelle sue possibilità, ma questa è la sua squadra, il suo allenatore e la franchigia che ha scelto in quasi tutti i suoi movimenti. Se l'anno scorso con Kyrie Irving non è bastata ad evitare un "gentleman sweep" era impensabile che quest'anno potesse portare a qualcosa di più. La serie ora è ipotecata e probabilmente bisognerà solo decidere quando si chiuderà ufficialmente, aprendo così un'estate che potrebbe sconvolgere un'altra volta gli equilibri della lega e il futuro di James stesso. Per ora ci porteremo nei ricordi questi suoi playoffs che, a livello individuale, forse non hanno pari nella storia e dobbiamo essere onorati di avervici potuto partecipare.

Prossimi appuntamento con le NBA Finals

  • Sabato 8 giugno ore 3.00 gara 4 alla Quicken Loans Arena di Cleveland
  • Eventuale gara 5 alla Oracle Arena di Oakland, martedì 11 giugno ore 3.00

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.