Mondiali, i momenti più folli nella storia della competizione

A poco più di una settimana dall'inizio della 21esima edizione della Coppa del Mondo ecco una classifica degli avvenimenti più pazzi e surreali avvenuti durante il torneo.

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Nel corso della loro lunga storia, i Mondiali di calcio sono stati capaci di raccontare numerose grandi storie sia a livello collettivo che individuale, sia di acclamati campioni che di calciatori che proprio nella rassegna più importante al mondo sono riusciti a entrare nella storia con grandi giocate e gol decisivi.

Ma i Mondiali raccontano il calcio, e il calcio resta uno sport giocato da quelli che restano comunque degli uomini passibili anche di errori e momenti di follia. Ecco allora che dal 1930 a oggi sono stati numerosi anche gli eventi pazzi, imprevisti e a volte persino comici. Questi, esattamente come i gol e le grandi partite, fanno parte della storia della competizione che ancora oggi resta la più seguita e amata al mondo.

In attesa di scoprire quali nuovi episodi, dopo gli imminenti Mondiali di Russia, andranno ad aggiungersi alla già lunga lista di momenti di follia avvenuti durante il torneo, vale la pena ricordare gli avvenimenti più folli avvenuti durante la fase finale della Coppa del Mondo.

Mondiali, i momenti più folli nella storia della competizione

Statua che raffigura Materazzi e Zidane ai Mondiali del 2006 sulla spiaggia di DohaGetty Images
Un tempo posta sul lungomare di Doha, "Headbutt" - la statua che rappresenta la famosa testata rifilata da Zidane a Materazzi ai Mondiali del 2006 - è oggi visibile al Museo Arabo di Arte Moderna Mathaf.

1930: Rigori, fine anticipata e poliziotti

Nella prima edizione dei Mondiali, che si svolge in Uruguay nel 1930, succedono così tante cose, figlie dell'ovvia improvvisazione dei tempi, che è impossibile elencare tutte le stranezze senza correre il rischio di dimenticare qualcosa. Brevemente possiamo però citare quanto combinato dall'arbitro brasiliano Almeida Rego, che durante Argentina-Francia fischia la fine con sei minuti di anticipo mentre il transalpino Langiller è ormai a tu per tu con il portiere.

L'Albiceleste sta conducendo 1-0 grazie a Monti, che prima ha fatto fuori l'avversario diretto Laurent - costringendo i francesi a giocare in dieci - e poi ha segnato il gol che vale il passaggio del turno. Al fischio finale gli europei sono furiosi, l'arbitro si accorge dell'errore e fa riprendere la partita quasi mezz'ora dopo, quando gran parte del pubblico ha lasciato lo stadio e alcuni giocatori hanno persino fatto la doccia.

Nella loro seconda partita, giocata contro il Messico, gli argentini trovano un altro direttore di gara a dir poco bizzarro: è il ct della Bolivia Ulises Saucedo, che fischia ben cinque rigori piuttosto gratuiti facendoli oltretutto tirare da distanze sempre diverse: non è un caso che soltanto uno di questi venga realizzato.

Infine, nella semifinale tra Uruguay e Yugoslavia l'arbitro è ancora una volta Almeida Rego, che forse intimorito dal rumoroso pubblico di casa prima annulla un gol regolare ai balcanici e poi ne concede uno clamoroso agli uruguaiani, che segnano dopo che un pallone finito sul fondo viene rimesso in gioco impropriamente da un poliziotto. Pare che Almeida Rego tema per la propria vita in caso di sconfitta dell'Uruguay, timore confermato dal fatto che l'arbitro della finale, il belga Langenus, chiederà e otterrà un'assicurazione sulla vita.

1950: Il Maracanazo

I Mondiali del 1950 organizzati in Brasile sono i primi e unici nella storia a non prevedere una finale vera e propria, bensì un girone conclusivo che premierà con la coppa la squadra meglio classificata. A questo girone finale accedono Brasile, Uruguay, Spagna e Svezia, e mentre i padroni di casa dominano nelle prime due gare contro le formazioni europee (7-1 agli svedesi e 6-1 agli spagnoli) gli uruguaiani pareggiano la prima gara contro gli iberici e poi superano di misura all'ultimo momento gli scandinavi.

L'ultima partita è Brasile-Uruguay, non è una finale nel vero senso della parola ma ne ha tutti gli aspetti, ed entrerà nella storia come "Tragedia del Maracanà", o "Maracanazo". I padroni di casa, a cui basta il pari per vincere il torneo, passano addirittura in vantaggio ma poi vengono raggiunti e superati da Schiaffino e Ghiggia, che zittisce gli oltre 200mila tifosi presenti. 

Quello che accade dopo è a metà tra mito e leggenda urbana: il presidente della FIFA Rimet consegna la coppa ai vincitori senza essersi preparato alcun discorso, in tutto il Brasile sono numerosi i casi di suicidio da parte di persone che avevano puntato tutto sulla vittoria della propria nazionale, la maglia bianca viene abbandonata per sempre e il portiere, Moacir Barbosa, sarà trattato per tutta la vita come un appestato.

Alcides Ghiggia anzianoGetty Images
Alcides Ghiggia, protagonista del "Maracanazo" con un assist e il gol decisivo, disse: "Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracanà: Frank Sinatra, Papa Giovanni Paolo II e io".

1962: La Battaglia di Santiago

Nel 1962, dopo due edizioni consecutive giocate in Europa, i Mondiali tornano in Sudamerica e vengono organizzati dal Cile, Paese in un momento di gravi difficoltà e che alcuni giornalisti italiani descrivono in vera e propria crisi finendo con il parlare di un popolo addirittura "regredito". Naturalmente la cosa non piace ai cileni, che si vendicheranno sul campo eliminando l'Italia.

La "Battaglia di Santiago" si gioca il 2 giugno del 1962 e vede gli azzurri soccombere 2-0 - risultato che porterà a una precoce eliminazione - anche a causa del discutibile arbitraggio dell'inglese Aston, incapace di tenere le redini di una partita violenta fin dai primi minuti e che vede due espulsioni e numerose scazzottate nell'arco di tutti i 90 minuti. Prima della partita gli italiani avevano provato a farsi perdonare gettando fiori al pubblico, fallendo evidentemente nel loro intento.

1982: Schumacher travolge Battiston

Harald Schumacher è stato un grandissimo portiere, uno dei migliori di sempre di una scuola, quella tedesca, che ha sempre espresso estremi difensori di grande affidabilità. Schumacher non faceva certo eccezione, anzi, la sua abilità tra i pali era pari solo alla sua grande esuberanza e sicurezza nei propri mezzi, che a volte però lo portava a gesti davvero eccessivi.

Entrerà nella storia quando nella semifinale dei Mondiali del 1982 travolge con un'uscita folle ed estremamente rischiosa il francese Patrick Battiston, colpendolo con l'anca con tanta foga da incrinargli due vertebre e fargli volare via due denti. Non solo, mentre l'avversario è a terra, soccorso dai medici, Schumacher non cerca minimamente di sincerarsi delle sue condizioni di salute, preferendo fare esercizi di stretching mentre il pubblico lo fischia.

1982: L'emiro del Kuwait annulla il gol

Nello stesso Mondiale è successo qualcosa di incredibile al primo turno, nei gironi eliminatori, ancora con protagonista involontaria la Francia. La selezione transalpina affronta la sorprendente e pittoresca nazionale del Kuwait, capace pochi giorni prima di pareggiare con la Cecoslovacchia. Stavolta gli arabi non ripetono la buona prestazione e subiscono in rapida successione tre reti prima di riuscire a segnare con Al-Buloushi quello che resterà il loro unico gol mondiale.

Nel finale di gara arriva un altro gol francese: lo segna Giresse, che approfitta di una difesa avversaria che si è fermata convinta di aver udito un fischio dell'arbitro. È a quel punto che entra nello storia lo sceicco Fahad Al Ahmed Al Sabah, presidente della federcalcio del Kuwait presente in tribuna: scende in campo e pretende di parlare con l'arbitro, il russo Stupar, che incredibilmente finisce con l'annullare il gol.

1994: Maradona squalificato per doping

Squalificato per oltre un anno nel marzo del 1991, quando milita nel Napoli e viene trovato positivo all'antidoping per cocaina, Diego Maradona sembra negli anni successivi ormai un'ex-giocatore, ma all'inizio del 1994 si ripresenta tirato a lucido e pronto per trascinare l'Argentina negli imminenti Mondiali made in USA. L'operazione è un successo annunciato, gli americani hanno bisogno di personaggi e storie per appassionarsi al calcio, e il ritorno di Maradona è l'ideale per il progetto della FIFA di portare il gioco anche negli Stati Uniti.

Diego in effetti sembra essere tornato sui suoi straordinari livelli, segna e festeggia con rabbia davanti alle telecamere in una partita, quella contro la Grecia, che resterà nell'immaginario collettivo di ogni appassionato. Pochi giorni dopo però tutto si interrompe bruscamente, quando Diego viene beccato positivo a un controllo antidoping dopo la sfida contro la Nigeria. Si è trattato del canto del cigno del Pibe de Oro, che accuserà a lungo la FIFA di averlo usato e poi scaricato.

Diego Maradona a USA '94Getty Images

1998: Ronaldo e quella misteriosa finale

La finale dei Mondiali del 1998 verrà ricordata per molti motivi: perché per la prima volta la Francia sale sul tetto del mondo, perché Zinedine Zidane sconfigge la maledizione che lo voleva sempre sconfitto in finale - anzi, da lì inizierà un trend positivo continuato anche da allenatore - e lo fa con una doppietta. Ma non sono pochi quelli che ricordano la gara contro il Brasile anche per l'incredibilmente anonima prestazione di Ronaldo, stella dei verde-oro.

Nel 1998 Ronaldo è il calciatore più forte al mondo, capace da solo di spaccare una gara e vincerla, eppure poco prima della finale mondiale il suo nome non è incluso tra gli undici titolari. C'è mistero intorno a lui, si dice non si sia sentito bene, e infatti anche quando poi scende in campo sarà protagonista di una prestazione non all'altezza della sua fama.

Cos'è successo? Ronaldo parlerà poi di una crisi convulsiva le cui cause non sono mai state ufficialmente note, motivo per cui inizialmente era stato escluso un suo utilizzo. Poi il ripensamento del ct, forse del giocatore, forse addirittura la pressione degli sponsor che volevano il migliore in campo a qualsiasi costo. Ma il Fenomeno è un fantasma, e il palcoscenico è tutto per Zidane e per la Francia.

Ronaldo contrariato mentre la Francia festeggia, Mondiali del 1998Mirror

2002: Roy Keane abbandona l'Irlanda

Nel 2002 Roy Keane, capitano del Manchester United e centrocampista tanto completo quanto carismatico, avrebbe dovuto essere il leader di un'Irlanda che si presentava in Giappone e Corea del Sud con buon entusiasmo, ma le cose non sarebbero andate come previsto.

Scontento delle strutture di allenamento messe a disposizione della Nazionale, Keane prima minacciò di abbandonare il ritiro e poi ebbe un durissimo scontro con il suo selezionatore, Mick McCarthy, offendendolo pesantemente sia sul piano lavorativo che su quello personale. Fu così che il ct irlandese decise di privarsi della sua più grande stella, affrontando un torneo che avrebbe portato i suoi agli ottavi di finale senza Roy Keane.

Roy Keane con la maglia dell'IrlandaGetty Images

2002: Sud Corea-Italia, dirige Byron Moreno

I Mondiali del 2002 saranno tuttavia ricordati principalmente per l'incredibile serie di favori di cui godono i padroni di casa della Corea del Sud, capaci di centrare le semifinali dopo aver eliminato in modo molto controverso Italia e Spagna. Soprattutto contro gli azzurri gli asiatici, bravi a dare battaglia ai più quotati avversari e a centrare il pari all'ultimo minuto, vengono favoriti nei tempi supplementari da alcune decisioni incredibili dell'arbitro ecuadoriano Byron Moreno.

Il direttore di gara tollera le entrate sempre più energiche dei coreani, espelle Totti per simulazione dopo che questi ha subito un evidente fallo da rigore, annulla un gol di Tommasi per un fuorigioco inesistente, ignorando sfacciatamente le proteste degli uomini guidati da Trapattoni. Una successiva indagine della FIFA non dimostrerà alcun illecito, ma certo è che i sospetti su quella partita resteranno sempre molto forti.

Sud Corea-Italia 2002, le proteste azzurreGetty Images

2006: la testata di Zidane a Materazzi

La finale dei Mondiali del 2006 tra Francia e Italia, che vede gli azzurri trionfare ai calci di rigore e tornare sul tetto del mondo dopo 24 anni, ha due protagonisti assoluti: sono Zinedine Zidane e Marco Materazzi, autori dei gol che fissano il punteggio sull'1-1 e poi coinvolti nel finale in un'episodio che entra nella storia della competizione e che forse è persino determinante nell'esito dal dischetto.

Verso la fine dei tempi supplementari, a palla lontana, Zidane colpisce Materazzi con una testata e viene espulso dall'arbitro Elizondo, a cui l'episodio viene segnalato in modo non convenzionale dai replay televisivi. Il difensore italiano, inatteso protagonista del torneo, è colpevole di avere offeso la sorella del campione franco-algerino, che reagisce in modo eccessivo e saluta così il calcio, dato che si tratterà della sua ultima partita.

Da allora l'episodio non sarà mai dimenticato, e mentre più e più volte i giornalisti di entrambi i Paesi lo ricorderanno intervistando i protagonisti e cercando di ricostruire l'esatto scambio di battute intercorso tra i giocatori verrà persino costruita una statua che ritrae i due nel momento dello scontro, rendendolo di fatto indimenticabile.

2014: Il Mineirazo

Dopo la tragica sconfitta contro l'Uruguay nel 1950, nella famosa partita del "Maracanazo", i giornali di tutto il Brasile avevano intitolato "Nunca mais", "mai più". Mai più il popolo brasiliano avrebbe dovuto soffrire così, mai più si sarebbe ripetuto un risultato così devastante da essere ricordato per sempre, impossibile da cancellare nonostante le successive cinque vittorie Mondiali.

La finale prevista al Maracanà per i Mondiali del 2014 sembra l'occasione giusta per pareggiare i conti con la storia, e tutto il Brasile guarda a quell'appuntamento come al modo per cancellare un fardello che pesa spalle di un popolo da oltre mezzo secolo. Quello che i verde-oro non hanno calcolato è che in semifinale devono affrontare la Germania.

In vantaggio dopo 11 minuti con Thomas Muller, i tedeschi segnano quattro reti in appena sei minuti, andando in gol dal 23' al 29' ancora con Muller, con Kroos (doppietta) e con Khedira. Nel finale altre due reti di Schurrle e l'inutile gol della bandiera firmato da Oscar fissano il punteggio su un incredibile 7-1 per la Germania, gettando ancora una volta il Brasile nello sconforto. La storia si ripete, e dopo il "Maracanazo" ecco il "Mineirazo", nuovo incubo verde-oro.

Giocatori del Brasile sconfortati durante il MineirazoGetty Images

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