Una potenza rapace: come potrebbe giocare la Francia ai Mondiali

La forza della Francia è fuori discussione. Deschamps deve tenere insieme uno spogliatoio di grandi campioni giovani, tutti potenziali titolari che dovranno sapersi alternare.

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Nelle amichevoli già disputate prima dei Mondiali la squadra che ha impressionato di più è stata la Francia allenata da Deschamps, che può schierare tre dei calciatori più pagati al mondo nella storia del calcio, Mbappé (180 milioni di euro), Dembélé (150 milioni di euro) e Pogba (110 milioni di euro).

Il loro valore economico non è solo un dettaglio, la forza di questi tre calciatori, legata poi a quella di tanti altri che la Francia può schierare fanno dei transalpini forse la squadra più attrezzata di tutte le pretendenti al titolo mondiale.

Avere tanti uomini di grande qualità in tutte le posizioni del campo però non ha sempre portato alla vittoria finale. Serve quel qualcosa in più che Deschamps stesso, con l’ombra di Zidane alle spalle in caso di fallimento, deve dare.

La Francia dei multimilionari va in caccia dei Mondiali di Russia

La Francia è davvero una squadra perfetta e un ipotetico 4-3-3 potrebbe essere: Lloris, Sidibé, Varane, Umtiti, Hernàndez; Kanté, Pogba, Tolisso; Dembélé, Griezmann, Mbappé. I campioni sono in tutti i reparti a partire dalla difesa dove c'è il centrale difensivo della squadra tre volte campione d’Europa, Varane. Accanto a lui ha Umtiti, l’uomo che ha “pensionato” Mascherano, calciatore determinante per le vittorie del Barcellona negli anni passati.

Come terzini può schierare una delle sorprese di questa stagione europea, Lucas Hernández dell’Atletico Madrid a sinistra e quasi sicuramente Sidibé del Monaco a destra, anche se Benjamin Pavard ha giocato un’ottima annata con lo Stoccarda e si è ben districato contro l’Italia.

In un quadro del genere resta fuori dai titolari uno come Benjamin Mendy, pagato 57,5 milioni di euro da Guardiola per il Manchester City. La difesa sarà molto moderna con i due centrali che non hanno paura di restare contro le due punte avversarie e i terzini che spingono tantissimo e si fanno sentire anche in mezzo al campo (soprattutto quando giocherà Mendy che ha appreso competenze tattiche molto ampie dopo un anno con Guardiola).

A centrocampo poi iniziamo davvero a stropicciare gli occhi: davanti alla difesa Kanté, migliore calciatore della Premier League nel 2016-2017, come mezzali Pogba, al centro della rinascita del Manchester United nonostante qualche dubbio ancora da risolvere di Mourinho, e Tolisso, cresciuto tanto nel Bayern Monaco.

Potenza, agilità e resistenza: le qualità principali di Pogba e KantéGetty Images
Pogba e Kanté possono essere gli uomini decisivi per la Francia ai Mondiali

Questi i tre che dovrebbero giocare come titolari in questi Mondiali ed è un bel vedere. Kanté con la sua inesauribilità dà la possibilità a Pogba di stare sempre dentro il gioco offensivo e di essere quindi molto più pericoloso e questo conta tantissimo. Se poi Deschamps ha bisogno di coprirsi di più mette dentro Matuidi, toglie Tolisso e dà meno pensieri difensivi agli attaccanti.

Ma come detto una squadra non è mai perfetta e potrebbe essere proprio nelle scelte offensive che Deschamps ci metterà del suo. Agli Europei 2016 ha fatto giocare ed esplodere Payet, una mezzapunta ormai utilizzata da poche squadre.

A Deschamps però un giocatore del genere piace tanto ed è per questo che non potendo portare Payet per l’infortunio subito durante la finale di Europa League tra il suo Olympique Marsiglia e l’Atletico Madrid, ha convocato addirittura due mezzepunte, Nabil Fekir del Lione e Thomas Lemar del Monaco. La logica vorrebbe che in attacco ci siano Griezmann al centro e ai lati Mbappé e Dembélé, ma la voglia di numero 10 di Deschamps potrebbe far schierare molto spesso una delle due mezzepunte, con una delle due ali ad affiancare Griezmann e alternarsi anche con Thauvin.

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Come visto anche nell’amichevole contro la nostra nazionale la Francia ha tutte le carte in regola per vincere questi Mondiali. Deschamps deve contribuire in maniera importante a raggiungere il titolo e farlo con uno Zidane alle spalle che bussa non è il massimo. Serve una grande capacità decisionale e lucidità, elementi che non sono mai mancati al ct della Francia.

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