Mondiali 2018, trecento cosacchi controlleranno i gay in Russia

Una schiera dell'antica comunità militare sovietica sarà di sostegno alla polizia locale per sorvegliare gli omosessuali ed evitare che ci siano effusioni pubbliche.

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Saranno in trecento, dovranno "difendere" la loro patria. Ma ciò a cui sono chiamati è "impresa" ben differente da quella cui si trovarono di fronte gli equinumerosi spartani. Davanti a loro infatti non ci sarà il pericolo di un esercito composto da centomila persiani come alle Termopili. No, ciò che dovranno fronteggiare sarà il desiderio di manifestare pubblicamente il proprio amore da parte di alcune persone in particolare. E loro, i cosacchi, faranno in modo che questo non accada.

In occasione dei prossimi Mondiali 2018 in Russia, infatti, è stata rispolverata una rappresentanza dell'antica comunità militare dell'Europa orientale, che avrà il compito di fornire il proprio sostegno alla polizia locale, fungendo da guardiani dell’ordine dal 14 giugno fino al 15 luglio.

E tra i compiti speciali ci sarà proprio quello di evitare che coppie omosessuali possano scambiarsi pubblicamente effusioni amorose. Si concentreranno particolarmente sulla città di Rostov sul Don, che pattuglieranno nel corso di tutti i Mondiali 2018, al fine di garantire il rispetto della legge contro la propaganda omosessuale ai minori: secondo questa, infatti, è vietato ogni gesto pubblico incline alla manifestazione di orientamenti sessuali non tradizionali.

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Mondiali 2018, le misure di sicurezza scelte da Putin

Mondiali 2018, i cosacchi contro i gay

Un compito evidentemente considerato di "vitale importanza" per la Russia, di cui si prenderà carico direttamente lo storico corpo armato, come spiega il leader del Ckv (l'esercito centrale cosacco) Oleg Barannikov, che qualche settimana fa si è incontrato con i rappresentanti della Guardia Nazionale per organizzare la strategia:

Se vediamo due uomini baciarsi, lo comunichiamo alla polizia. Poi spetterà a loro decidere come procedere.

Questo almeno è l'orientamento iniziale in vista dei Mondiali 2018, ma è doveroso ricordare come i cosacchi si siano da sempre messi in evidenza per le modalità non proprio ortodosse (eufemismo) con le quali hanno affrontato i loro incarichi. L'ultima, tanto per fare un esempio, è stata quella - estremamente violenta - con la quale i mercenari di Mosca hanno represso, armati delle loro classiche fruste di pelle, le proteste pacifiche di alcuni giovani per il quarto mandato presidenziale di Vladimir Putin.

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