Creatività e Lukaku: come potrebbe giocare il Belgio ai Mondiali

Il nuovo tecnico del Belgio deve eliminare le incomprensioni del periodo Wilmots e far interagire Hazard e De Bruyne per dare creatività ad una squadra capace di tutto.

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Il Belgio è alla prova del nove. Una generazione che non sembra avere successori all'altezza deve "fare risultato" in questi Mondiali, magari non vincendo perché non è la principale favorita, ma di sicuro puntando alle semifinali per non perdere un treno che per Bruxelles passa poche volte.

Agli Europei 2016 il ct precedente, Marc Wilmots, ha fatto disastri, facendo giocare la squadra in maniera disordinata e non riconoscendo ad Hazard la leadership che cercava, inimicandosi parte della rosa. La scelta di Roberto Martinez come nuovo selezionatore non era pronosticata ma ha una sua logica.

Nel suo Everton si impose definitivamente Romelu Lukaku e questa volta, come purtroppo accade spesso al Belgio nei grandi tornei, non si vogliono ambiguità tattiche né confusioni in spogliatoio: il leader è Lukaku che conosce perfettamente il calcio di Martinez. Questo il punto di partenza. E in base alle scelte così dovrebbe disporsi il Belgio.

Belgio, potere a Lukaku e libertà creativa: la ricetta di Martinez per sorprendere ai Mondiali

Se Lukaku può e deve essere il capo dello spogliatoio, in campo Martinez ha altri due califfi che per adesso con il Belgio nessuno ha fatto interagire bene. Far rendere al massimo De Bruyne ed Eden Hazard nella stessa squadra, dandogli gli stessi palloni da giocare e magari facendoli spesso fraseggiare fra di loro è centrale per le sorti del Belgio. Per quanto riguarda la disposizione in campo della squadra, la certezza sarà la difesa a 3. Avere Alderweireld e Meunier che spesso sono stati schierati a 3 è una sicurezza da sfruttare. Al centro si posizionerà un Kompany acciaccato e di sicuro Vertonghen avrà il suo spazio, con Meunier in fascia.

A centrocampo, dove incredibilmente non è stato convocato Nainggolan, iniziano le grandi scelte: con una difesa a 3 la logica vorrebbe due laterali di grande corsa, più difensori che vere e proprie ali. Invece Martinez ha spesso utilizzato Ferreira Carrasco sulla destra, chiedendogli un lavoro eccezionale anche in coprtura. Se così sarà anche ai Mondiali, a garantire copertura preventiva al centro del campo ci sarà di sicuro Dembele (meno il Witsel che torna dalla Cina) e uno spazio importante potrebbe avere anche Chadli. Questa volta Fellaini non sembra avere un ruolo importante.

Con una disposizione del genere De Bruyne ha in mano la gestione della squadra, può svariare sui diversi fronti e non deve più sottostare alle limitazioni tattiche di Wilmots, che lo voleva nella zona opposta a Eden Hazard. In questo senso i due avranno molte più possibilità di ritrovarsi nella stesso spazio di campo e cercare un dialogo che fa paura a qualsiasi difesa. 

Avere due creativi che cercheranno spesso di condurre insieme l’azione offensiva su un lato richiede un lato debole con una punta brava nello smarcarsi e tagliare con grande velocità verso la porta. A questo identikit sembra rispondere alla perfezione Dries Mertens ma c’è un dubbio: dopo due anni da prima punta con il gioco di Sarri grazie al quale toccava un numero alto di palloni ed era sempre nel cuore del gioco, riuscirà a ricalibrarsi e avere un ruolo “alla Callejon”?

Se Mertens non si riveste subito con abiti da ala, è pronto Thorgan Hazard che a differenza del “napoletano” potrà replicare sull’altra fascia quello che il fratello maggiore fa con De Bruyne, ovvero muoversi più da mezzapunta più che da ala e dare una soluzione creativa in più per innescare Lukaku che resta poi il calciatore perno intorno al quale l’intero gioco del Belgio dovrà avere una finalizzazione. 

Le fortune del Belgio passerrano dai piedi e l'inventiva di De Bruyne e HazardGetty Images
Roberto Martinez deve dare libertà creativa al duo Hazard-De Bruyne

Ai Mondiali questo Belgio è molto atteso, per i calciatori a disposizione ma anche per un tecnico che ha sempre dimostrato buon senso e ottime idee. Il mix sembra essere perfetto per un torneo che in Belgio resterà nel ricordo di molti.

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