WRC, Rally Italia Sardegna alla catalana

Il nostro Lucio Rizzica ci presenta il settimo appuntamento del Mondiale di Rally.

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Chi volesse avvicinarsi al rally d’Italia attraverso la poesia, sappia che splendidi versi ha dedicato ad Alghero il poligrafo Enrico Costa (letterato, narratore, scrittore di bozzetti e novelle, romanziere, poeta, autore di libretti di teatro ma anche di documentati saggi storici), di sicuro il più prolifico dell’Ottocento sardo, ma anche uno dei più prolifici scrittori di tutta la storia letteraria e culturale dell’isola, assieme a Giovanni Spano.

Descrivendo "s’Alighera", Costa nel 1895 la definì città ciarliera, balda e arguta, ricca di pulci e di corallo, di palmicci e angurie e pomidoro e molti cavalier senza cavallo. Mai avrebbe immaginato Costa che oggi nella città conosciuta anche come Barceloneta e che in catalano viene definita Alguer, sarebbero arrivati cavalieri moderni alla guida di molti cavalli, lanciati su ruote fra sentieri e sterrati per conquistare uno dei rally più prestigiosi del panorama mondiale.

Ancora per una volta il paesaggio che si presenterà agli occhi dei duellanti su quattro ruote, sarà a metà carsico e metà costellato di nuraghi, un po’ fenicio e molto ebraico ma ancor di più tanto catalano. Sarà una pura immersione in quella che ancora oggi è l’eredità più evidente che dal XVI secolo in poi i coloni aragonesi lasciarono a questa terra meravigliosa.

Dal 27 agosto 1353 Alghero è catalano-aragonese nell’anima e nello spirito. Dall’assedio di Pietro il Cerimonioso a oggi sembra per davvero che poco sia cambiato e che gli abitanti di questa terra tengano particolarmente alla consevazione della propria identità nobilitata da Carlo V quando, nel 1541, si rivolse agli algheresi dicendo loro “sed todos caballeros”, “siete tutti cavalieri”. Nel 1839 Alberto Ferrero della Marmora sottolineò come la lingua circoscritta alle mura della città resti orgogliosamente catalana, intercalata dal dialetto del Logodoro e dalla lingua sarda che qui conoscono. E per un week end all’anno dal sordo e meraviglioso suono dei motori…

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