Il 2-3-3-2 e Messi: come potrebbe giocare l'Argentina ai Mondiali

La Pulga è ovviamente al centro del progetto tattico di Sampaoli, che gli vuole affiancare tanti giocatori capaci di muovere la manovra in maniera fluida. Basterà per vincere?

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Siamo all’ultima recita di uno degli spettacoli più interessanti e discussi degli ultimi due Mondiali di calcio. In estrema sintesi il titolo potrebbe essere: “Riuscirà Lionel Messi ad eguagliare Diego Armando Maradona?”

Riuscire nell’impresa di Maradona a Messico 1986 non è solo una questione di curriculum, perché quelle gesta ormai lontane hanno influito enormemente anche sul gioco delle precedenti versioni dell’Argentina con Messi in campo.

Sia in Sud Africa che in Brasile, infatti, il gioco argentino si è troppo incentrato attorno al numero 10, che a differenza del Barcellona veniva chiamato in causa già in fase di regia. Sampaoli sa che deve alleggerire il peso del gioco dalle spalle di Messi e il suo 2-3-3-2 potrebbe essere la scelta giusta.

Un modulo rivoluzionario e il genio di Messi: le scelte di Sampaoli per vincere i Mondiali

L’obiettivo di Jorge Sampaoli è riportare i meccanismi perfetti del suo Cile campione americano nel 2015 in questa Argentina. Nonostante i calciatori abbiano qualità anche maggiori, la sfida è molto difficile. Il modulo è stato già chiarito e confermato alla stampa, sarà il 2-3-3-2 ed è a partire da questa disposizione che tutto deve poi interconnettersi alla perfezione.

Pochi dubbi in difesa

In difesa le scelte sono già fatte: i due centrali dovranno essere per forza di cose un regista difensivo, Fazio, e un uomo di aggressione e marcatura come Otamendi (sostituibile con Rojo), riecheggiando in casacca albiceleste il duo cileno Medel-Dìaz. Il ruolo e i compiti in fase di proposta di gioco di Fazio saranno fondamentali per creare gli spazi giusti ai centrocampisti.

Sulle fasce un lavoro di copertura e presenza in attacco dovrà essere svolto da Mercado e Tagliafico, anche se un Ansaldi in forma può tranquillamente essere titolare. Non sono due uomini di grande qualità, ma rispetto ai moduli del Brasile e della Germania quello di Sampaoli non dà compiti in mezzo al campo ai due laterali bassi che devono essere soprattutto bravi a coprire gli spazi in difesa e aiutare nelle chiusure del mediano metodista.

Il rebus di centrocampo

Nella fascia centrale del campo nei ruoli di mediano metodista e mezzala centrale c’è un bel rebus da risolvere: può reggere l’urto del ritmo alto una squadra con Mascherano e Biglia insieme? Molto probabile in questo senso è l’utilizzo di Lo Celso, che a Sampaoli piace tanto perché ricorda il suo 'equilibratore' nel Cile, Aranguiz.

Schierando Mascherano (o Biglia) e Lo Celso in verticale, come mezzali esterne potranno giocare Di Maria a sinistra e Lanzini a destra. Non garantiscono grande copertura, per cui potrebbero essere probabili cambi in corsa con l’inserimento di Banega che si affianca al metodista, passando al 4-3-3 più classico. In momenti particolari del torneo questa argentina potrebbe anche osare il 4-2-4 con i laterali che si abbassano, un centrocampo formato da Lo Celso e Biglia e quattro punte con almeno due creatori di gioco come Messi e Dybala.

In attacco 'dipende' tutto da Messi

Se parliamo degli attaccanti i due lì davanti dovrebbero essere Messi e Higuain, anche se le possibilità in questi Mondiali per l’Argentina sono talmente tante che ruotare gli uomini può essere solo un bene. La scelta finale di portare Dybala e Pavón è un segnale chiaro: se le cose si mettono male, Sampaoli vuole Messi centrale e uomini dalla grande rapidità ai lati, per replicare il più possibile quello che la Pulce fa con Suarez e Coutinho al Barcellona. Non è possibile dimenticare poi Aguero, che se la gioca con Higuain.

Tutto giusto, tutto bello, ma tutto dipende comunque da Messi. E questo è nella maggior parte dei casi una benedizione, pochissime volte un grattacapo. Nei Mondiali precedenti troppe volte la Pulga si abbassava quasi davanti alla difesa per iniziare l’azione con un dispendio di energie enorme e anche una maggiore facilità di controllo da parte delle squadre avversarie, che potevano mettere più corpi fra Messi e la porta avversaria.

Lione Messi deve integrarsi nel 2-3-3-2 di Samapoli per puntare alla vittoriaGetty images
Sampaoli si affiderà ancora a Messi per vincere i Mondiali 2018

Come accade nel Barcellona, Sampaoli sa che per far rendere al meglio Messi e sperare nella vittoria dei Mondiali la manovra deve scorrere fluida e senza “sbalzi di ritmo”, perché deve essere il numero 10 poi ad accelerare e a mandare in tilt le difese. Per fare questo ci vuole sincronia nel gioco e compagni dalle grandi letture soprattutto nei contrattacchi. Lì è il punto cardine. Poi Messi ci metterà quello che serve per vincere.

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