Da Zidane a Mourinho: andarsene da vincenti

Zizou non è il primo a salutare dopo la vittoria di uno o più trofei: come lui anche l'allenatore portoghese, Rosberg in Formula 1 e Sampras nel tennis.

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Lasciare quando si è all'apice, consapevoli che le possibilità di non replicare le vittorie dell'annata precedente sono molto più alte rispetto a quelle di ripetersi. Zinedine Zidane ha scelto una conferenza stampa a sorpresa per annunciare il suo addio al Real Madrid: l'allenatore francese lascia dopo aver conquistato tre Champions League di fila - caso unico nella storia del calcio - e aver sollevato nove trofei in due anni e mezzo alla guida dei blancos.

Stress? Voglia di un anno sabbatico? Ricerca di un'altra avventura in panchina, magari in un campionato diverso dalla Liga? In attesa di comprendere le reali motivazioni dell'addio di Zidane alla panchina di uno dei club più importanti del calcio mondiale, a catturare la scena sono le modalità dei saluti. Arrivati a cinque giorni dalla vittoria della Champions a Kiev contro il Liverpool, ma maturate nell'arco di un'intera stagione.

La convinzione che la squadra avesse bisogno di cambiare per ritrovare altri stimoli e cercare di andare oltre i propri limiti. Anche per questo Zizou ha salutato il Real Madrid, squadra che guida dal 4 gennaio 2016 quando subentrò a Rafa Benitez. E lo ha fatto rinunciando ad altri due anni di contratto a cifre importanti. Ma nell'elenco dei saluti da vincenti Zidane non è affatto solo.

Da Zidane e Mourinho, la Top 5 degli addii con trofeo in tasca

Nell'ultimo decennio di sport ad alti livelli, altri sono gli esempi che affiancano Zidane nell'elenco dei saluti da vincenti. Nel calcio quello di José Mourinho resta un riferimento lampante, ma spostandosi nel tennis, nel football americano e nella Formula 1, ecco che vien fuori una Top 5 di fenomeni.

Tennis, Pete Sampras e l'addio nel 2003Getty Images
2003, addio al tennis di Pete Sampras

2003 - Pete Sampras 

Il tennista statunitense ha scritto a lungo la storia di questo sport negli anni '90 e all'alba del terzo millennio. Numero 1 al mondo per sei stagioni consecutive, decise di appendere la racchetta al chiodo nel 2003. Per sei anni di fila numero 1 al mondo nel ranking, vinse l'ultimo di cinque US Open nel 2002 superando nell'ottava finale della carriera il rivale Andre Agassi. Vittoria in quattro set e quattordicesimo Slam della carriera. Dopo quell'incontro, Sampras non prese parte ad altri tornei, annunciando l'addio a 32 anni nell'agosto 2003, pochi giorni prima dell'US Open.

22 maggio 2010, José Mourinho festeggia la Champions League vinta con l'Inter a MadridGetty Images
22 maggio 2010, José Mourinho festeggia la Champions League vinta con l'Inter: poi l'addio

2010 - José Mourinho 

Lo Special One non poteva certo abituarci a congedi banali. Tesi confermata all'Inter il 22 maggio 2010. Da pochi minuti i nerazzurri sono campioni d'Europa grazie al 2-0 sul Bayern Monaco: Mourinho lascia la scena ai suoi calciatori, poi anticipa la prossima meta con poche ma inequivocabili parole. "Congedarmi da gente come Zanetti, Cordoba, Materazzi, Toldo, queste persone fantastiche, non è facile". Prodromi dell'addio in direzione Real Madrid, all'apice dopo il Triplete completato dalle vittorie di Serie A e Coppa Italia. Un film già visto sei anni prima al Porto: vittoria della Champions in finale contro il Monaco e saluti, direzione Chelsea.

NFL, l'addio di Peyton Manning al football americanoGetty Images
NFL, l'addio di Peyton Manning a 40 anni

2016 - Peyton Manning 

In carriera si è fregiato di due record sin qui imbattuti: è stato l'unico quarterback della storia ad avere guidato alla vittoria del Super Bowl due diverse franchigie a 10 anni di distanza l'una dall'altra - gli Indianapolis Colts nel 2006 e i Denver Broncos nel 2016 - e nella storia della NFL nessuno ha vinto tanti titoli di MVP come lui, ben 5. Per raccontare la grandezza di Peyton Manning per il football americano basterebbero questi due dati: la data dell'annuncio del suo ritiro è quella del 7 marzo 2016. Appena 11 giorni dopo i Colts hanno ritirato il suo numero 18, annunciando la costruzione di una statua ispirata a Manning all'esterno del Lucas Oil Stadium.

Formula 1, la festa di Nico Rosberg ad Abu DhabiGetty Images
Formula 1, la festa di Nico Rosberg ad Abu Dhabi nel dicembre 2016

2016 - Nico Rosberg 

Per coronare una carriera fatta di 23 successi e 30 pole position, occorreva un mondiale. Perché nella Formula 1 altrimenti essere ricordati è complicato. Il pilota tedesco Nico Rosberg lo sapeva bene, così ha atteso la vittoria di Abu Dhabi nel dicembre 2016, in grado di assegnare il titolo di campione del mondo al pilota tedesco della Mercedes, per annunciare l'addio alle quattro ruote. Dettato dalla consapevolezza di aver toccato con mano un sogno, a 31 anni, e di avere poche possibilità di andare oltre.

Da 25 anni nelle corse è stato sempre il mio sogno, il mio unico grande obiettivo, diventare campione del mondo di Formula 1. Ora che ce l'ho fatta, ho scalato la montagna e sono arrivato in cima, mi sento soddisfatto.

Real Madrid, l'addio di Zinedine Zidane in conferenzaGetty Images
Real Madrid, l'addio di Zinedine Zidane in conferenza stampa

2018 - Zinedine Zidane 

A completare un pokerissimo di fuoriclasse che hanno dato l'addio ai rispettivi posti di lavoro (difficile vederli così, ma è la realtà) c'è, appunto, Zinedine Zidane. Salito in corsa sulla panchina bollente del Real Madrid a gennaio 2016 dopo l'apprendistato da vice di Carlo Ancelotti e sulla panchina del Real Madrid Castilla, seconda squadra dei blancos, ZZ era partito col botto: vincendo nel maggio successivo la Champions League contro i cugini dell'Atletico Madrid ai rigori. Era il primo di nove successi, passati per altre due Champions, due Supercoppe europee, due Mondiali per Club, una Liga e una Supercoppa di Spagna. Tutto in 29 mesi. Indimenticabile. Come il suo addio.

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