Calciomercato, il Chelsea non pagherà per avere Sarri. E Conte...

Il club di Roman Abramovich non intende pagare per avere l'ex allenatore del Napoli, che adesso studia il modo per liberarsi dal contratto con il club partenopeo.

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Sarà Maurizio Sarri il nuovo allenatore del Chelsea di Roman Abramovich? Quella che inizialmente era sembrata una suggestione di calciomercato e poco più si sta rivelando giorno dopo giorno essere una realtà: nonostante la vittoria in FA Cup, il patron russo dei Blues ha infatti deciso di non proseguire il suo rapporto con Antonio Conte, con il quale pare abbia avuto notevoli divergenze sugli obiettivi del prossimo calciomercato e con cui non c'è mai stata piena sintonia.

Così l'ex allenatore della Juventus e dell'Italia lascerà con ogni probabilità Stamford Bridge già quest'estate, concludendo un'esperienza che in due anni lo ha portato a conquistare una Premier League e una Coppa d'Inghilterra. Risultati importanti che però il Chelsea conta di replicare con un nuovo tecnico, individuato in quel Maurizio Sarri appena separatosi dal Napoli, che a sua volta per sostituirlo ha ingaggiato nientemeno che Carlo Ancelotti.

Non sarà però un matrimonio semplice, quello tra l'ex allenatore degli azzurri e i Blues, che hanno rinunciato a pagare la famosa clausola di 8 milioni che avrebbe liberato Sarri e che scadeva a mezzanotte di ieri. Adesso Abramovich dovrà trattare direttamente con De Laurentiis, che però non ha alcuna intenzione - dopo un divorzio che è stato più brusco di quanto sembrato inizialmente - di fare sconti. E Conte resta alla finestra.

Maurizio SarriGetty Images

Calciomercato, il Chelsea vuole Sarri ma non intende pagare per averlo

La situazione infatti rischia di essere più complicata del previsto Maurizio Sarri è a tutti gli effetti, e fino al giugno del 2020, un dipendente del Napoli. Nonostante lo abbia sostituito con Ancelotti, infatti, De Laurentiis non intende affatto facilitare l'addio del suo ex tecnico, preferendo tenerlo a libro paga in attesa che un club paghi quello che ritiene un adeguato indennizzo.

Da questo orecchio il Chelsea non ci sente: sollevare Conte dall'incarico significherebbe, a meno che quest'ultimo non ritrovasse immediatamente una squadra, dovergli corrispondere l'ultimo anno d'ingaggio, pari a 9 milioni di euro. Una cifra già importante a cui poi andrebbe aggiunto l'ingaggio di Sarri e che i Blues non intendono ulteriormente aumentare con il pagamento di un indennizzo per un allenatore peraltro già accantonato dal suo attuale club.

Prima di lanciarsi in un braccio di ferro che potrebbe risultare particolarmente complicato, data la natura battagliera di Aurelio De Laurentiis, il Chelsea si è dunque rivolto ai legali di Maurizio Sarri incaricandoli di studiare la situazione e verificare se esistono modi per cui l'ex allenatore azzurro possa lasciare il club che già lo ha sostituito senza restare prigioniero di un contratto che potrebbe frenare in modo irreparabile la sua carriera.

Nel frattempo Conte resta in stand-by, in attesa che la situazione si risolva: soltanto a quel punto Abramovich lo solleverà dall'incarico, lanciando di fatto un nuovo corso dopo appena due stagioni. In questo momento appare chiaro che l'ex-ct dell'Italia non siederà sulla panchina dei Blues nella prossima stagione, ed è per questo che i responsabili del calciomercato del Chelsea si stanno muovendo senza consultarlo puntando obiettivi adatti al gioco di Sarri come Martial, Seri e Lewandowski.

E mentre studia la situazione relativa a Sarri e insegue gli obbiettivi adatti per il suo gioco, il club inglese deve anche monitorare alcune situazioni interne: Thibaut Courtois, portiere belga e da anni uno dei punti di forza della squadra, ha il contratto in scadenza nel 2019 e preme per andarsene, mentre restano in bilico anche Eden Hazard e Alvaro Morata. Questi tre giocatori potrebbero diventare importanti protagonisti del prossimo calciomercato, portando nelle casse del Chelsea cifre assolutamente importanti che però non verranno utilizzate per liberare Sarri. Questa trattativa è ormai infatti una questione di principio e con due presidenti tosti come Abramovich e De Laurentiis il lavoro degli avvocati rischia di rivelarsi tutt'altro che semplice.

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