Salah, un imam accusa: "Il suo infortunio è una punizione di Allah"

Mubarak Al-Bathali, guida spirituale del Kuwait, attacca l'egiziano: "Una partita non è un motivo valido per interrompere il digiuno nel Ramadan".

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È passata quasi una settimana dalla finale di Champions League fra Real Madrid e Liverpool disputata a Kiev sabato 26 maggio eppure la partita che ha permesso ai Blancos di conquistare la  tredicesima coppa della sua storia non smette di far parlare di se.

Fra i tantissimi capitoli aperti nei 90 minuti dello Stadio Olimpico (Le papere di Karius, il capolavoro di Bale, le parole di Cristiano Ronaldo), uno di quelli che ha toccato maggiormente i tifosi è stato l'infortunio a Mohamed Salah dopo neanche mezz'ora del primo tempo.

Oltre alla tristezza nel vedere uscire l'egiziano dal campo, in questi giorni si sono sprecate le accuse a Sergio Ramos reo secondo alcuni di aver fatto male volontariamente all'avversario. Ma ora la "versione" più incredibile arriva direttamente da un imam: Salah sarebbe stato punito direttamente da Dio.

Salah, un imam lo accusa: "L'infortunio è una punizione di Allah"

A rilasciare le assurde dichiarazioni è Mubarak Al-Bathali, ministro di culto e guida spirituale kuwaitiana che nella giornata di ieri ha scritto un controverso messaggio sul suo profilo Twitter in cui attaccava il giocatore del Liverpool per aver interrotto il suo digiuno durante il Ramadan.

Allah lo ha punito, mi dispiace. Salah poteva interrompere il digiuno per via dei suoi viaggi, ma una partita di calcio non è un motivo valido per farlo. Lui è un uomo rispettoso e un esempio per i musulmani, ma ha sbagliato. Forse l'infortunio gli servirà da lezione.

Si era parlato molto delle condizioni in cui Mané e Salah si sarebbero presentati alla finale di Champions League, che si è giocata nel mezzo del mese sacro per chi segue la religione musulmana in cui non è permesso mangiare e bere dall'alba fino al tramonto.

L'agente del giocatore ha annunciato qualche giorno prima della sfida fra Real Madrid e Liverpool che l'egiziano avrebbe interrotto il digiuno in vista della partita. Decisione che secondo Al-Bathali gli sarebbe costata addirittura una punizione divina.

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