Nuovi documenti mettono a rischio i Mondiali 2022 previsti in Qatar

Nuovi documenti sembrerebbero provare il giro di corruzione che portò all'assegnazione da parte della FIFA all'emirato, che adesso potrebbe essere costretto a rinunciare.

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Sono ormai otto anni che il mondo è a conoscenza del fatto che la 22esima edizione della Coppa del Mondo di calcio, prevista per il 2022, dovrebbe avere luogo nel ricco emirato del Qatar. Una scelta effettuata dal comitato esecutivo della FIFA nel dicembre del 2010 e che fin da subito aveva destato numerose perplessità. I Mondiali, infatti, sarebbero andati in scena in un Paese con un clima tutt'altro che temperato, con picchi di calore che avrebbero rappresentato un grave e serio rischio sia per i protagonisti in campo che per i tifosi, come sottolineato dall'allora direttore medico della FIFA Jiri Dvorak.

Oltretutto gli ispettori incaricati dall'allora presidente del massimo organismo calcistico Sepp Blatter avevano classificato il Qatar al nono e ultimo posto tra i Paesi candidati a ospitare i Mondiali, prendendo in considerazione oltre al calore anche numerosi altri fattori, come ad esempio il fatto che l'emirato non avesse che uno stadio a norma e non fosse noto per il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per questo l'esito della votazione finale sorprese molti. Le voci sulla possibile corruzione del comitato esecutivo presero subito corpo, ma in pochi avrebbero immaginato che la corruzione in seno alla FIFA fosse così diffusa tra i dirigenti, compresi lo stesso presidente Blatter e l'allora presidente dell'UEFA Michel Platini. Oggi nuovi documenti aggravano ulteriormente la situazione, gettando ombre sull'effettiva futura organizzazione dei Mondiali da parte del Qatar.

Jaimie Fuller, presidente della FFSIGetty Images
Jaimie Fuller, presidente della Foundation For Sport Integrity che intende fare luce sui casi di corruzione all'interno della FIFA.

Mondiali 2022 in Qatar, nuovi documenti evidenziano la corruzione

La Foundation For Sport Integrity (FFSI), guidata dal presidente Jaimie Fuller, intende scoperchiare il vaso di Pandora troppo a lungo tenuto chiuso della FIFA, e dopo aver annunciato l'intenzione di combattere il marcio all'interno di tutte le alte sfere dello sport, per restituire a quest'ultimo quell'integrità ormai da tempo perduta, ha fatto avere a SunSport l'anteprima di un fascicolo che promette di scuotere il mondo del calcio dalle fondamenta.

Nel dossier, il cui scopo iniziale era quello di documentare quanto successo intorno al voto del 2010 che assegnò i Mondiali al Qatar, sarebbero presenti prove relative a oltre trent'anni di malaffare e corruzione da parte della FIFA, un comportamento sempre crescente che sarebbe culminato in quello che in molti definiscono "il voto più vergognoso della storia": il 2010, insomma, sarebbe soltanto la punta dell'iceberg.

Il Qatar aveva destato dubbi fin da subito nell'opinione pubblica: l'eccessiva calura a cui gli organizzatori avevano promesso di ovviare con un non meglio definito sistema di raffreddamento dell'aria, una tradizione calcistica pressoché nulla, l'abitudine al moderno schiavismo sottolineata con forza dall'Organizzazione per i diritti umani e che nel tempo ha portato alla condanna di Papa Francesco e a numerose morti nei lavori di costruzione degli stadi. Tanti dubbi, tante domande con un'unica, plausibile, risposta: soldi, soldi e ancora soldi.

Sono numerosi i dirigenti calcistici nel mirino della FFSI: i voti a favore del Qatar inizialmente furono 11 e poi salirono a 14, e su ognuno di questi aleggia il sospetto di corruzione come già evidenziato a suo tempo dall'ispettore Michael Garcia, che aveva trovato prove più che evidenti ma che poi aveva visto l'indagine messa a tacere dalla stessa FIFA che l'aveva organizzata, timorosa dell'ira dei qatarioti e dello svelarsi di troppi segreti inconfessabili. Adesso arriva una nuova svolta, che potrebbe definitivamente sottrarre agli emiri il tanto desiderato Mondiale del 2022.

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