Calciomercato, Sarri verso il Chelsea: conosce già l'inglese

L'allenatore attende che le due società trovino l'accordo sulla clausola rescissoria. Per la lingua sarà aiutato dall'esperienza in banca: "In inglese mi facevo capire".

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Il peso delle lettere maiuscole. Se fosse rimasto a Napoli, Maurizio Sarri nella stagione 2018/2019 avrebbe con ogni probabilità avuto a disposizione Roberto Inglese, attaccante 27enne che gli azzurri hanno prelevato dal Chievo nel calciomercato di gennaio e lasciato in prestito a Verona per sei mesi. Ora che invece l'allenatore sembra diretto in Premier League, al Chelsea, una delle domande più ricorrenti riguarda il suo rapporto con la lingua: che padronanza ha dell'inglese?

Un interrogativo che va oltre la semplice curiosità: anche Antonio Conte nella sua esperienza biennale sulla panchina dei Blues ha confermato l'importanza della conoscenza della lingua inglese per accelerare l'inserimento in Premier League, campionato che nella sua ultima edizione ha portato in campo calciatori stranieri nel 68% dei casi. Sa parlare inglese? Domanda alla quale Sarri ha risposto più volte nel corso delle ultime interviste da allenatore del Napoli:

Io l’ho studiato a fondo, ma talmente tanti anni fa che potrei aver dimenticato qualcosa. Ho chiesto ai miei collaboratori di impararlo? Sinceramente no, anche perché non saprei neanche chi mi porterei dietro.

Una piccola bugia a fin di bene, quella sullo staff. In attesa che Abramovich e De Laurentiis trovino l'accordo sulla sua clausola rescissoria da 8 milioni di euro, Sarri vive l'avvicinamento al Chelsea da promesso sposo e avrebbe già preallertato alcuni collaboratori sulla necessità di imparare in fretta la lingua. Sarà chiamato ad ambientarsi e ad esportare le sue idee in un calcio diverso come quello della Premier League, e per questo potrebbe chiedere in sede di calciomercato che almeno uno dei suoi fedelissimi (Koulibaly, Hysaj e Zielinski sono i nomi più gettonati) lo segua a Londra. La confidenza con l'inglese non è un problema. Un'intervista rilasciata nel 2015 a Repubblica spiega anche perché:

In banca mi occupavo di finanza interbancaria, giravo l'Europa, in inglese mi facevo capire. Da allenatore, salendo di categoria, capivo che sarei riuscito a campare ugualmente, ma soprattutto non ne potevo più di andare in ufficio e di aspettare di staccare alle 17 per andare sul campo. Quindi, stop.

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Calciomercato, Sarri e l'inglese: il Chelsea lo aspetta

Un terzo posto, due secondi posti, il record di punti in Serie A e un rapporto d'amore simbiotico, quasi viscerale: Maurizio Sarri a Napoli lascerà una pesante eredità, tecnica e umana. Resistere alla chiamata del Chelsea non è però semplice: per passare dall'azzurro della Serie A al blu della Premier League occorre però che i presidenti Abramovich e De Laurentiis trovino un accordo sulla buonuscita dell'allenatore, che potrebbe anche mutare da un versamento di denaro ad una serie di operazioni di calciomercato tra i club. Che sicuramente non coinvolgeranno Nathaniel Chalobah, ex centrocampista del Napoli che ha ricordato l'esperienza italiana ai microfoni di The Totally Italian Football Show:

Sarri è una bellissima persona, un grande manager. Era sempre attento a mantenere una relazione con tutti e questo mi ha aiutato molto all’inizio. Abbiamo avuto parecchie conversazioni e lui mi spiegava cosa si aspettava da me. Molte volte però perdeva la pazienza perché non lo capivo...

Se i malintesi fossero da attribuire alla scarsa capacità di comprensione del calciatore oggi al Watford o alle imprecisioni linguistiche di Sarri in inglese, non è dato saperlo. Di fatto, quello che l'allenatore conosce della lingua parlata a Londra, probabile prossima destinazione, è figlio della sua carriera da direttore di banca nella sua precedente vita professionale. Dallo sportello alla porta d'ingresso di Stamford Bridge, casa del Chelsea, il passo potrebbe essere più breve.

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