Nazionale, Ventura torna a parlare: "Dovevo dimettermi dopo la Spagna"

È un ritorno che fa rumore quello dell'ex ct dell'Italia, che non risparmia attacchi nei confronti della FIGC: "Anche se se ci fossimo qualificati, non sarei andato ai Mondiali".

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Il suo nome sarà sempre legato alla mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2018. Chi era il ct della Nazionale all'epoca? Giampiero Ventura. È inevitabile che sia così, una macchia che rimarrà per sempre sul curriculum di un allenatore con quasi 40 anni di carriera. La sconfitta a Solna prima, l'inutile pareggio tre giorni più tardi.

Eppure non è stata solo colpa sua. Ne è convinto Ventura, che ha deciso di rompere il silenzio. Troppe congetture intorno al suo lavoro e alle sue 'presunte' dimissioni. Ha voluto fare chiarezza una volta per tutte, andando ospite da Fabio Fazio nella trasmissione di Rai 1, Che tempo che fa.

Ne è passato di tempo da quella eliminazione contro la Svezia. Nonostante il passare dei mesi, però, la ferita è ancora aperta. Brucia al solo pensare che l'Italia non prenderà parte alla spedizione in Russia. A 12 anni di distanza dall'ultimo Mondiale vinto, si è spenta la luce intorno al colore azzurro. Toccherà a Mancini l'arduo compito di riaccendere l'entusiasmo di un popolo intero.

Nazionale, il ritorno di Ventura: attacco alla FIGC

Sono passati esattamente 195 giorni dall'eliminazione dell'Italia per mano della Svezia. Era il 13 novembre dello scorso anno e al termine della partita San Siro si scatenò l'inferno: 60 anni dopo la Nazionale non avrebbe partecipato ai Mondiali. Un evento più unico che raro, occorso soltanto un'altra volta nella storia del calcio italiano. Nelle ore che seguirono la disfatta, tutti puntavano il dito verso Ventura. Che a oltre sei mesi di distanza decide di difendersi da quelle accuse, giuste - a suo dire - solo in parte:

Sono diventato il capro espiatorio di tutti i mali del calcio. Mi sono messo nei panni degli italiani e so che stanno soffrendo, ma passerà. A me, invece, non passerà mai.

L'ex commissario tecnico si mostra visibilmente amareggiato e sfrutta l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti della FIGC:

Dopo la sconfitta contro la Spagna c'è stata una violenza inaudita nei miei confronti, ma era la prima sconfitta in un anno. C'è stata una delegittimazione sia esterna che interna su di me. Il progetto infatti prevedeva la presenza di Lippi come direttore tecnico ed io sono rimasto senza rete in un ruolo che non conoscevo. Per un anno ho svolto due incarichi. Nel momento in cui sarei dovuto essere investito ufficialmente, la Federazione ha deciso di nominare Ulivieri.

L'ex ct della Nazionale, Giampiero VenturaGetty Images
Giampiero Ventura ha guidato la Nazionale in 16 partite (9 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte).

Un altro argomento controverso sono state le dimissioni. E Ventura sottolinea un importante retroscena, svelando che avrebbe voluto lasciare il timone già agli inizi di ottobre:

Dopo la gara con Israele mi sarei dovuto dimettere, dato che tutto lo stadio fischiava la Nazionale. Mi sono dimesso dopo la partita con la Macedonia. Serviva qualche altra persona che potesse portare serenità, ma la mia scelta non è stata accettata. Io comunque avevo già deciso: anche se anche se ci fossimo qualificati, non sarei andato ai Mondiali. Perché non ho lasciato dopo la Svezia? Sarebbe stato come ammettere di essere l'unico responsabile di una disfatta, invece non è solo colpa mia.

Infine un augurio al suo erede, Roberto Mancini. Anche nel congedarsi dalla trasmissione, l'ex ct lancia un'ultima frecciatina ai vertici del calcio italiano:

Faccio un in bocca a lupo a Mancini affinchè possa essere messo nelle condizioni di poter lavorare in una maniera corretta e di poter aver a che fare con persone che dicono quello che pensano. Ora voglio rimettermi in gioco e dare le risposte sul campo.

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