Da "toppa" a condottiero: Real Madrid, l'impresa di Zinedine Zidane

L'allenatore francese ha messo in bacheca nove trofei in due anni e mezzo alla guida dei blancos: al suo arrivo aveva promesso di vincere "qualcosa".

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La data in cui tutto ha avuto inizio è quella del 4 gennaio 2016: Zinedine Zidane diventa allenatore del Real Madrid, subentrando a Rafa Benitez. Esperienze in bacheca alla guida di un club? Vice di Carlo Ancelotti sulla panchina delle merengues, poi allenatore del Castilla, seconda squadra del Real che militava nella terza serie del campionato spagnolo. Il Mundo Deportivo lo definisce una toppa: due anni e mezzo dopo, ZZ ha in bacheca tre Champions League, una Liga, due Supercoppe europee, una Supercoppa di Spagna e due Coppe del mondo per club.

Al suo arrivo sulla panchina del Real Madrid, Zidane aveva promesso di vincere "qualcosa". Obiettivo centrato, anzi andato ben oltre le più rosee aspettative: Zidane è diventato il primo allenatore a sollevare per tre volte di fila la Champions League e da quando guida i blancos nessun avversario è riuscito a eliminare Modric e compagni dalla massima competizione europea. I momenti complicati, però, non sono certo mancati.

Basta riavvolgere il nastro e tornare con la mente a fine ottobre 2017. Real Madrid sconfitto per 2-1 a Girona e merengues a quota 20 punti in classifica dopo 10 turni della Liga. Una falsa partenza che in campionato il Real non viveva dal 2012, ultima stagione con Mourinho in panchina. Una crisi dettata dalla sola rete stagionale all'epoca realizzata da Cristiano Ronaldo e dagli infortuni (Navas, Carvajal, Kovacic e Bale).

La copertina del Mundo Deportivo all'arrivo di Zinedine Zidane sulla panchina del Real MadridMundo Deportivo
La copertina del Mundo Deportivo all'arrivo di Zidane sulla panchina del Real Madrid

Real Madrid, Zidane da "toppa" a condottiero: una cavalcata lunga due anni e mezzo

Da quel tunnel di inizio autunno il Real Madrid era venuto fuori, rispondendo alle difficoltà palesate in Liga con il consueto incedere incessante in Champions League: Zidane era però tornato sulla graticola anche a inizio febbraio, quando l'eco del ko prenatalizio al Bernabeu contro i rivali del Barcellona - che di fatto aveva cancellato le possibilità di vincere il campionato per Cristiano Ronaldo e soci - era ancora presente. La sfida negli ottavi di finale di Champions contro il Paris Saint-Germain aveva rappresentato la chiave di volta della stagione, e forse della panchina di Zizou. Anche allora il Real aveva risposto presente, superando il team di Unai Emery nella doppia sfida e avviando la cavalcata verso la "decimotercera".

La "toppa" è diventata un condottiero: forgiato sulle esperienze con Marcello Lippi e Carlo Ancelotti, due allenatori che spiccano per gestione del gruppo, Zidane è presto entrato in sintonia con un ambiente complesso come quello del Real Madrid, frequentato da calciatore e vincente tra il 2001 e il 2006. La Champions conquistata a Kiev contro il Liverpool è la terza in carriera da allenatore, dopo quelle vinte contro Atletico Madrid e Juventus. Nello scorso agosto aveva ricevuto il meritatissimo riconoscimento: contratto fino al 2020 (8 milioni di euro all'anno) con la squadra che lo ha trasformato da grande giocatore ad allenatore di successo. Un percorso che Zizou non vuole interrompere proprio ora.

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