La storia di Ribbeck: l'uomo con cui la Germania toccò il fondo

Nel 2000 la nazionale tedesca venne eliminata malamente dagli Europei: esonerato il commissario tecnico, si ripartì rifondando i settori giovanili.

La storia di Ribbeck, il ct con il quale la Germania toccò il fondo Getty

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Erich Ribbeck ha un record. Peggio di lui, alla guida della nazionale tedesca, non ha fatto nessuno. Una figuraccia dopo l'altra, fino ad arrivare all'Europeo del 2000. Tre partite, un punto, un solo gol fatto.

Ma andiamo con ordine. Nel 1998 Berti Vogts, che nel 1996 aveva vinto gli Europei, decise di dimettersi. La DFB era spiazzata, serviva un sostituto e doveva essere di livello. Egidius Braun, all'epoca numero uno della federazione tedesca aveva però troppi nomi in mente. In una conferenza stampa, sbagliando, li nominò tutti.

Jupp Heynckes, Otto Rehhagel, Rainer Bonhof, Paul Breitner, Gunter Netzer oppure Roy Hodgson. Uno di loro sarà il nostro nuovo ct.

In realtà Egidius Braun non riuscì a convincere nessuno di loro. La panchina della nazionale tedesca venne affidata a Erich Ribbeck, che non era un'alternativa: sembrava quasi un caso che fosse finito lì. Non faceva parte dei piani della federazione, e anche questo fa capire quanto, in quel momento, in Germania regnasse l'improvvisazione.

La Germania agli Europei 2000Bild
La Germania agli Europei 2000

Il momento più basso della Germania: l'avventura di Erich Ribbeck

Il problema era che i giocatori della nazionale tedesca erano tutti in là con gli anni. Al punto che Ribbeck decise di continuare a puntare su Lothar Matthäus, che di primavere ne aveva già 39. Dei 22 convocati ben 9 erano over 30: in quella nazionale trovavano spazio ancora Thomas Häßler (34 anni) e Ulf Kirsten (35). Anche il modo di giocare era particolarmente datato.

Inghilterra-Germania del 2000Getty
Inghilterra-Germania del 2000

Ribbeck si presentò agli Europei di Belgio e Olanda con il libero, Lothar Matthäus giocava di fatto dietro la linea difensiva. In Europa nessuno, fra le squadre di club e le nazionali, giocava ancora così. La Germania però non riusciva ad aggiornarsi, i risultati furono terribili. Nei due anni con Ribbeck in panchina i tedeschi persero 8 partite su 24, vincendone appena 10. Già alla Confederations Cup del 1999 la figura fu barbina. Contro il Brasile finì 4-0 per i verdeoro, alla secondo giornata i tedeschi vinsero 2-0 con la Nuova Zelanda, prima di perdere per 2-0 anche contro gli Stati Uniti.

Quando ero ct io il calcio tedesco era in crisi. Per questo i miei risultati furono così negativi. Io ho le spalle larghe, però mi dispiace che chi legge le statistiche oggi pensa che fossi davvero una mezza cartuccia.

La Germania agli Europei 2000Kicker
La Germania agli Europei 2000

In realtà Ribbeck aveva a lungo vissuto di rendita per quanto fatto vedere sulla panchina del Bayer Leverkusen. Nel 1988, infatti, aveva vinto la Coppa Uefa con le Aspirine: quello il primo trofeo nella storia del club. Nei quarti il Leverkusen eliminò il Barcellona, in finale ebbe la meglio sull'Espanyol dopo aver perso 3-0 l'andata. Successivamente fece male col Bayern Monaco e poi anche col Leverkusen, quando tornò in cerca della vecchia gloria. Per questo in molti erano scettici quando venne selezionato come commissario tecnico.

Il girone A degli Europei 2000Getty
Il girone A degli Europei 2000

Arrivato agli Europei dopo due anni particolarmente difficili alla guida della Germania, le cose non migliorarono di certo. All'esordio pareggiò per 1-1 contro la Romania, nella seconda partita perse 1-0 contro l'Inghilterra, poi subì un clamoroso 3-0 contro il Portogallo con tripletta del laziale Sergio Conceicao. Una figuraccia così la federazione non poteva accettarla: Ribbeck venne esonerato, ma la colpa non venne attribuita solo a lui. La Germania rifondò il proprio calcio, i club cominciarono a investire di più nel settore giovanile. Spazio ai giovani, spazio ai professionisti, perché chi allena i ragazzi deve essere uno specialista.

Dopo due anni la Germania si presentò ai Mondiali in Sudafrica con appena quattro giocatori over 30. Nelle ultime quattro edizioni (2002, 2006, 2010 e 2004) la Germania è sempre arrivata almeno in semifinale, In due occasioni è arrivata perfino all'ultimo atto (e nel 2014 si laureò campione). Un percorso che dura ancora oggi, ma che è partito da un fallimento, cominciato con l'esonero del tecnico più perdente di sempre, quello che aveva umiliato una nazione intera. E chissà che in Italia non si possa prendere spunto...

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