Italia, Mancini in conferenza stampa: "Porta aperta per tutti"

Nessun veto su Buffon e De Rossi, riflettori puntati su Balotelli e il primo giorno di allenamenti. Poi Sarri, lo Zenit e Perin.

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Il nuovo ciclo della Nazionale parte dal primo allenamento sotto la guida di Roberto Mancini. Dopo la seduta di stamattina a Coverciano, il ct dell'Italia si è presentato in conferenza stampa per tracciare i punti fondamentali dei primi giorni in azzurro.

Tra 4 giorni comincia il percorso attraverso le amichevoli con Arabia Saudita, Francia e Olanda. Il commissario tecnico parla del campo, ma soprattutto del rapporto che ha intenzione di instaurare con la squadra:

Il primo allenamento è andato bene, è servito soprattutto per conoscere un po' di ragazzi che non avevo ancora incontrato. Sono abituato a correre con la squadra, è un metodo che utilizzo per rompere il ghiaccio.

Ripartire dai veterani non è un'ipotesi da escludere, soprattutto quando si tratta di Buffon e De Rossi. Mancini non chiude le porte a nessuno e toglie qualsiasi paletto che possa condizionare le convocazioni future:

Ho parlato al telefono con Buffon e mi ha confermato la sua voglia di continuare a giocare. Me l'ha detto due giorni dopo aver ufficializzato il mio incarico di commissario tecnico e rispetto la sua decisione sulla sua carriera. L'assenza di De Rossi, poi, non è definitiva: vale lo stesso discorso fatto per Gigi, non ho intenzione di chiudere le porte della Nazionale a nessuno e giocheranno i migliori. Ovviamente ragioneremo nell'ottica di un percorso biennale, ma voglio giocare partite importanti con calciatori all'altezza.

Roberto MacniniGetty Imags
Mancini guida il primo allenamento da CT dell'Italia, poi la conferenza stampa

Mancini, i punti toccati in conferenza stampa

Da Buffon e De Rossi a Mario Balotelli, tra i nomi maggiormente sotto i riflettori da quando Mancini è diventato ct dell'Italia. Il talento, secondo il tecnico, deve andare di pari passo con un comportamento costruttivo:

Ci siamo solo salutati e mi ha risposto con l'accento bresciano, ma non ho ancora avuto modo di parlare con lui. In ogni caso, l'obiettivo della Nazionale è quello di trovare unità d'intenti e formare un gruppo coeso. Mario è un giocatore particolare, forte fin da giovane e in un ottimo momento da quando è a Nizza. Lo seguo da sempre e deve continuare a comportarsi bene, come tutti coloro che indosseranno la maglia dell'Italia.

Mario BalotelliGetty Images
Mario Balotelli sotto i riflettori nell'era Mancini, il CT commenta il suo futuro in azzurro

C'è tanto lavoro da fare, a prescindere dalla mancata qualificazione ai Mondiali in Russia. Il nuovo commissario tecnico è conscio della differenza di esperienza rispetto alle generazioni precedenti:

Ci sono giocatori alle prime esperienze, molti non hanno mai giocato in Europa o comunque non sono abituati a determinati palcoscenici, ma c'è comunque del materiale su cui lavorare in futuro. Prima c'era un'abbondanza incredibile, ma questo è uno stimolo ad affrontare un percorso faticoso.

C'è spazio anche per il calciomercato e il suo passato allo Zenit, che adesso potrebbe riguardare Maurizio Sarri. Mancini chiude con un riferimento alla sua esperienza a San Pietroburgo:

Io sono stato benissimo allo Zenit, è stata un'esperienza molto positiva sotto tutti i punti di vista.

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