Milan, i motivi della mancata concessione del settlement agreement

La bocciatura della commissione UEFA getta pesanti ombre sul futuro del club rossonero: la nuova società è ritenuta poco affidabile e potrebbero arrivare sanzioni importanti.

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Sorpreso e amareggiato. Così si è definito l'amministratore delegato del Milan Marco Fassone nel ricevere la notizia della bocciatura da parte della UEFA del settlement agreement proposto dal club rossonero per rientrare nei parametri del fair play finanziario, una sentenza inaspettata che adesso getta pesanti ombre sulla società presieduta da Yonghong Li.

Non sono giorni sereni quelli che si stanno vivendo in casa Milan, e i prossimi non saranno sicuramente migliori: la decisione del massimo organismo calcistico europeo è arrivata come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, dato che c'era fiducia nella dirigenza rossonera di un'accettazione del piano proposto e di sanzioni decisamente minori.

Quanto accaduto, invece, potrebbe avere conseguenze devastanti: il rischio che il club venga escluso dalle prossime competizioni europee è concreto - con Atalanta e Fiorentina in attesa - e questo avrebbe conseguenze economiche molto importanti sul futuro di una società che la commissione UEFA ha ritenuto poco solida e non in grado di restituire entro metà ottobre il prestito contratto con il fondo Elliot di oltre 300 milioni di euro.

Il presidente del Milan Yonghong Li e l'ad Marco FassoneGetty Images

Milan, mano pesante della UEFA: che succede ora?

Insomma, il Milan è in una situazione davvero difficile, mai accaduta prima a una società italiana e che procurerà sicuramente danni importanti sia sotto il profilo economico che sotto quello dell'immagine a uno dei club italiani più famosi - nonché il più vincente - in Europa. Cosa succederà adesso? La società potrà fare appello al TAS di Losanna, ma sembra davvero improbabile che quanto stabilito dalla commissione UEFA, che segue rigidi parametri economici, possa essere contraddetto. 

Nelle dichiarazioni arrivate immediatamente dopo la notizia della bocciatura del settlement agreement Fassone ha citato la Dinamo Mosca, unica altra società colpita così duramente dalla UEFA e che nel 2015 si trovò squalificata da qualsiasi competizione europea per un periodo di quattro stagioni: la società entrò in crisi finanziaria, la rosa finì per essere molto indebolita e al termine della stagione arrivò la prima, storica, retrocessione in seconda divisione. Insomma, trattasi di un precedente poco rassicurante.

Queste le parole sulla vicenda di Peppe Di Stefano, giornalista di Sky Sport 24, che ha sottolineato la gravità della situazione.

Questa è una brutta umiliazione, probabilmente nata da una cattiva gestione, dai misteri che continuano a circondare la gestione attuale del Milan. Quello che è successo oggi è una cosa gravissima, non era mai successa a nessun altro club italiano.

E un club come il Milan non è un club come gli altri: ha vinto sette Champions League e adesso si ritrova a inseguire un posto in Europa League attraverso il pagamento di multe? Si tratta di un'umiliazione, nata probabilmente da una cattiva gestione generale degli ultimi anni che ha portato a questo disastro.

Per acquistare il Milan Yonghong Li ha chiesto e ottenuto un prestito da parte del fondo d'investimento americano Elliott, un prestito che andrà restituito entro metà ottobre. Per adempiere a questa scadenza il presidente sta da tempo cercando un nuovo finanziamento, che alla fine potrebbe essere concesso sempre dallo stesso fondo americano: in caso di mancata restituzione del denaro, infatti, Elliott si troverebbe proprietario di un club che continuerebbe ad essere considerato poco affidabile dalla UEFA, che vuole società durature e non certo fondi che prendono in gestione una società per pochi mesi in attesa di liberarsene nuovamente.

Insomma, la situazione attuale, più che della precedente proprietà, sarebbe figlia della gestione a dir poco nebulosa del club nell'ultimo anno, da quando cioè Yonghong Li ne ha preso la proprietà. Come comunicato ufficialmente dalla UEFA, infatti, "permangono ancora incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre 2018". Sostanzialmente, la commissione non ritiene valido il piano presentato dal Milan, considerando Li poco affidabile - deve ancora completare l'ultimo aumento di capitale - e non giudicando sufficiente né la copertura fornita da Elliott né i ricavi prospettati dal club rossonero sul mercato cinese.

Entro il 15 giugno l'UEFA comunicherà le sanzioni, che potrebbero davvero sconvolgere il futuro di quello che rimane uno dei club più famosi e importanti al mondo, e che adesso si trova a dover affrontare una vera e propria tempesta.

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