WRC, Rally di Portogallo: un tranquillo weekend di paura

Ancora un weekend deludente per Kris Meeke: la pazienza in Citroen sembra essere finita.

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Rotola, rotola, rotola...

strada facendo rotola...

rimbalza qua e là,

la la la la la

Se Gianni Meccia avesse composto il suo brano "Il barattolo" ai giorni nostri e non cinquantotto anni fa, probabilmente avrebbe tratto ispirazione non da una lattina ma da un rallysta nordirlandese, Kris Meeke. Perché anche Kris Meeke "rotola, rotola, rotola... strada facendo rotola... rimbalza qua e la'', spesso e volentieri. Anzi, troppo spesso e volentieri. Kris è irruento e veloce ed è cresciuto nel mito di Colin Mc Rae, il campione scozzese scomparso tragicamente undici anni fa assieme al figlio minore, in un incidente in elicottero accaduto a pochi chilometri da casa. Uno choc per Kris. McRae di Meeke era stato infatti il mentore:

Da piccolo ero un suo fan sfegatato. A sedici anni ho risparmiato dei soldi per andare a vederlo correre in Catalogna. In seguito ho cominciato a lavorare al centro studi M-Sport ma il mio sogno era pilotare. L'ho realizzato vincendo una gara fra giovani. Non fu una prima stagione felicissima ma fui notato da Colin che mi prese sotto la sua ala, mi aiutò a migliorare e poi a passare al Junior Wrc. Ancora oggi è lui la persona a cui devo di più

Kris è senza dubbio veloce e spettacolare al limite dello spericolato, proprio come Colin. Ma c'è un ma. Grande come una casa: Meeke non è McRae. Forse vorrebbe diventarlo, ma non può essere come lo sfortunato scozzese. E in gara si vede abbastanza nitidamente. Kris cerca il limite, sempre. Ma sistematicamente qualcosa va storto e con grande costanza "rotola, rotola, rotola... strada facendo rotola... rimbalza qua e là". E non sarà certo perchè in Citroen non amano la musica d'autore che ora il nordirlandese è un osservato speciale.

Troppe uscite di strada, troppi botti, troppi capitomboli, troppi danni e troppi rischi da tre o quattro stagioni a questa parte. Fra lui e il co-pilota Nagle non si sa chi sia il meno concentrato. Ci vuol poco a buttare via una gara finendo in un parcheggio o sbagliando marcia in curva. Ma come diceva Totò "ogni limite ha una pazienza". E la pazienza in Citroen (fra errori, problemi, rivoluzioni ai vertici) sembra essere finita.

Non solo si ha l'impressione che non si voglia più attendere Meeke, ma anche che forse non valga più la pena di insistere in una categoria che con Loeb fu monopolizzata per nove stagioni consecutive. Ma Loeb però nelle sue prime due rentées stagionali ha steccato, Breen è un uomo squadra ma non una punta, Lefebvre si è mezzo bruciato un anno fa, Ostberg non ha il passo da pretendente al titolo, Al Qassimi ci mette impegno e soldi ma resta un finanziatore. Encefalogramma di squadra praticamente piatto.

La Citroen è alle corde. Servirebbe un bel risultato per infondere fiducia e nuovi stimoli. E a chi chiederlo se non all'uomo più veloce e ambizioso del team? Chi? Ma Meeke naturalmente. Peccato però che i risultati non arrivino. C'è una Francia orgogliosa che piange per gli insuccessi nel Wrc. Meeke sfreccia, illude, ma inesorabilmente "rotola, rotola, rotola... strada facendo rotola... rimbalza qua e la''. Al box pregano non si faccia male e quantificano i danni. Mentre lui rotola...

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