Diego Armando Maradona, il Pibe in 20 frasi di chi lo ha conosciuto

Genio e sregolatezza, Diego ha fatto parlare di sé con ammirazione, ma anche con livore. Fox Sports gli dedica "Maradona: le verità nascoste", il 23 maggio alle 20.55.

Diego Armando Maradona Getty Images

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Diego Armando Maradona è stato genio e sregolatezza, sia con la palla fra i piedi, sia fuori dal terreno di gioco. Soprattutto nella vita privata - ammesso che per uno dei più grandi calciatori di ogni tempo si possa parlare di vita privata – ha compiuto spesso scelte incomprensibili, forse inammissibili, ma ne ha sempre pagato le conseguenze.

Diego, insomma, è stato capace dei trionfi più sublimi ma anche dei tonfi più clamorosi, trionfi e tonfi che hanno pesato, magari non sempre allo stesso modo, nei giudizi che di lui hanno dato, negli anni, compagni di squadra, avversari, allenatori e addetti ai lavori.

Il fascino del genio di Eupalla, per dirla con Gianni Brera, ha sempre finito in genere per prevalere sulle sregolatezze dell’uomo che nella vita non si è fatto mancare nulla. Solo Pelé, forse, si è mantenuto fuori dal coro, utilizzando parole pesanti alle quali Diego ha risposto con frasi al curaro.

Diego Armando Maradona, il Pibe in 20 frasi celebri di chi lo ha conosciuto

Le testimonianze di chi gli è stato vicino e lo ha conosciuto in prima persona potranno essere viste anche in "Maradona: le verità nascoste", la produzione di National Geographic a lui dedicata, che andrà in onda su Fox Sports il 23 maggio alle 20.55.

Ecco, intanto, un estratto delle 20 frasi più famose pronunciate sul Pibe de oro.

Il riconoscimento di Careca

Io al massimo posso essere il terzo miglior calciatore al mondo, perché il primo è Diego, il secondo è sempre Diego e poi ci siamo io e altri giocatori distaccati di molto.

La professione d’umiltà di Careca, suo compagno nel Napoli.

Bianchi e Diego, la coppia vincente

In quattro anni non l'ho mai sentito una volta rimproverare un compagno di squadra. Non ha mai fatto pesare il suo talento, per quelli che sbagliavano aveva sempre una parola di incoraggiamento, mai un rimprovero.

Ottavio Bianchi, l’allenatore del Napoli che insieme a Diego vinse uno scudetto, una Coppa Uefa e una Coppa Italia.

MaradonaGoogle

Le parole di Franco Baresi

Maradona era il più grande di tutti perché faceva con le arance quello che a noi calciatori sembrava impossibile fare col pallone

Un impeto di sincerità di Franco Baresi.

Da Gullit con affetto

Maradona era il “pacchetto completo”. Lui non era soltanto un grande calciatore, era un leader. Sapeva vincere da solo, come ha fatto al Mondiale. Era una bravissima persona. Il suo problema era che voleva essere amato da tutti. E quando i giornalisti lo stuzzicavano lui ci rimaneva male e reagiva subito. Nel suo cuore era una buona persona. Quando vedo Messi penso che è un grande calciatore ma è protetto: dagli arbitri, dalle telecamere, dal regolamento. Messi può limitarsi a dribblare. Diego doveva saltare alto così, non per fare dribbling ma perché volevano spezzargli le gambe.

Ruud Gullit, ospite da Fabio Fazio, non si limita agli scontati complimenti per il campione, ma si lascia andare anche a lusinghiere considerazioni sull’uomo.

MaradonaGoogle

Per Sacchi non c'era niente da fare

Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare.

La rassegnazione di Arrigo Sacchi.

Le ultime parole famose

Sei solo un piccolo barile di grasso, non segnerai mai contro di me.

La lungimiranza di Hugo Orlando Gatti, portiere del Boca Juniors prima che il 19enne Diego gliene rifilasse quattro.

Da Maldini con ammirazione

Diego Maradona non è stato solo il più grande calciatore, ma anche il più onesto. Era un modello di buon comportamento in campo. Rispettava tutti, dai top-player ai calciatori 'normali'. Era sempre tartassato dai falli e non si lamentava mai, non come alcuni di attaccanti di oggi.

Parola di un grandissimo difensore: Paolo Maldini.

Maradona con Paolo MaldiniGoogle

Gli applausi di Lineker

Quando Diego segnò il secondo gol contro di noi mi sentivo di applaudire come mai mi era capitato prima, è la verità. È il più grande calciatore di tutti i tempi e di tanto. Un vero e proprio fenomeno.

Gary Lineker, attaccante dell’Inghilterra, a proposito del bellissimo gol che Diego segnò alla sua Nazionale ai Mondiali 1986.

"Altro che Messi e Ronaldo..."

Il migliore di tutti i tempi è Maradona. L'ho ammirato ai Mondiali del 1986 e 1990 e nell'arco di tutta la sua carriera. Oggi ci sono tanti top-player, come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ma le cose che ho visto fare a Maradona non le ho mai viste fare a nessuno altro.

Parole di uno che se ne intende: Ryan Giggs.

Per Pasquale Bruno oggi segnerebbe anche di più

Maradona era un grande, in campo un vero esempio. Lui in carriera ha preso tante di quelle botte, altro che Messi… Mi fanno ridere quelli che mettono a confronto i due giocatori. Messi sarà anche un grande giocatore ma Maradona era unico. Messi oggi gioca con i due-tre metri di vantaggio del calcio moderno. Vorrei vedere Maradona con quei metri di vantaggio quanti gol avrebbe fatto…

Pasquale Bruno sul paragone tra Diego e la Pulce.

Maradona con Lionel MessiGetty Images

La "benedizione" di Pino Daniele

Maradona ha rappresentato per Napoli qualcosa di molto importante: è stato il riscatto, il vanto della città. Quello che ha fatto lui a Napoli lo hanno fatto solo i Borboni e Masaniello.

Parole e musica di Pino Daniele.

Pino Daniele su MaradonaGetty Images

Diego nella lirica di Brera

Maradona ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.

Diego nella prosa immaginifica di Gianni Brera.

Quelle albe stanche e sbagliate

Il più grande campione che ho visto giocare è Diego Armando Maradona. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell’imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza.

Darwin Pastorin ispirato e poetico.

Il pentimento di Zibì

Durante una partita Juventus-Napoli nello spogliatoio ci dicemmo che l’unico modo per fermarlo era menargli di brutto. Ma dopo dieci minuti in campo ci guardammo e ci dicemmo che no, era troppo bello vederlo giocare.

Zbigniew Boniek ammette la tentazione, ma le parole finali gli valgono il perdono.

Maradona con BoniekGoogle

La solitudine dei numeri 10

Quello che ha fatto lui con la palla non l’ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c’era da fare l’ha fatto.

A proposito di grandi numeri 10: Francesco Totti.

Il latifondo in un fazzoletto

Tifosi di tutti i quartieri tradivano le loro squadre del cuore per vedere quel genio per il quale un fazzoletto di terreno era più di un latifondo. Alcuni lo confusero con Dio, e quando sei poco più che un bambino non hai motivo di mettere in dubbio l’opinione dei grandi.

Jorge Valdano che, con la metafora del fazzoletto e del latifondo si sarà attirato l’invidia di Gianni Brera.

Maradona e ValdanoGoogle

Allenare Maradona? Superfluo

Come si fa ad allenare Maradona? Semplice: lui è come un gatto. Gli basta nutrirsi e riposare per essere il migliore.

Il suo medico e amico Rubén Oliva.

Diego come Caravaggio

Maradona? È il Caravaggio del Novecento e io lo porto in un museo. Non è una forzatura: i volti di Caravaggio sono i ragazzi di vita, delle strade, delle periferie dell’umanità. Con lui la vita diventa arte, come in Maradona.

Vittorio Sgarbi alla presentazione di “Il museo della Follia – Da Goya a Maradona”, ospitata a Napoli dal 3 dicembre scorso fino al 27 maggio 2018. Sulle orme di Gianni Agnelli che aveva accostato Baggio a Raffaello e Del Piero a Pinturicchio.

SgarbiGetty Images

Il graffio di Melissa Satta...

Solo Maradona vinceva le partite da solo? Ok, ma Maradona giocava 50 anni fa, ancora parlare di lui? Con tutto il rispetto non si può dire ogni volta che i giocatori di oggi sono delle pippe e lui era Dio in terra. Cinquant’anni fa si giocava a due all’ora, adesso c’è un calcio diverso.

Melissa Satta in difesa di Higuain e, forse, anche del marito Kevin Prince Boateng: gli strali dei tifosi non si sono fatti attendere.

... e l'attacco di Pelé, respinto con perdite

Maradona non è davvero un esempio per i giovani. Ha avuto la chance di ricevere un dono da Dio, quello di saper giocare a calcio. Nonostante la sua vita molto sregolata, c’è ancora gente disposta a dargli un lavoro. Se avessero un po’ di coscienza, non lo farebbero più. Se non cambia, non avrà mai più un lavoro. È stato un grande giocatore, ma non è un esempio.

Un Pelé senza filtri. Come senza filtri fu la risposta del Pibe: “Parla lui che ha perso la verginità con un uomo”.

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