Real Madrid-Liverpool, parla Zidane: "Nessuno ha più fame di noi"

L'allenatore dei blancos non teme eccessi di sicurezza o mancanza di motivazioni. E Sergio Ramos rivela: "Prima lo spogliatoio era diviso, adesso l'atmosfera è fantastica".

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Real Madrid-Liverpool, in programma sabato sera a Kiev, deciderà la 63esima edizione del massimo trofeo continentale per club (la 26esima da quando si chiama Champions League) e metterà di fronte gli inglesi, vera e propria rivelazione stagionale, e i blancos guidati da Zinedine Zidane, alla ricerca del 13esimo trionfo, il quarto in cinque anni, il terzo consecutivo.

In vista della finale, di una partita che vale una stagione, l'allenatore francese ha rilasciato importanti dichiarazioni sul tipo di gara che attenderà i suoi, su un traguardo storico alla portata (tre Champions League di fila sono state vinte in passato soltanto da Ajax e Bayern Monaco) e su un avversario che merita rispetto tecnicamente e tatticamente, ma che è sbagliato considerare più affamato e motivato del Real Madrid.

Noi abbiamo e avremo sempre lo stesso entusiasmo, perché questo club funziona così. Lo stesso entusiasmo, lo stesso desiderio, la stessa voglia di sempre. Nessuno può permettersi di dire che noi abbiamo meno fame dei nostri avversari. Nessuno. Noi siamo il Madrid, e in questo club è così che vanno le cose. Abbiamo l'opportunità di giocare la nostra terza finale, non venitemi a dire che siamo meno affamati. Non esiste.

Real Madrid-Liverpool, Zidane: "Noi siamo il Madrid, nessuno ha più fame di noi"

Nel Media Open Day che il Real Madrid ha concesso alla stampa Zinedine Zidane ha quindi voluto sottolineare come non esista possibilità che la sua squadra cada contro il Liverpool per mancanza di motivazioni. Questo però non significa che si tratterà di una gara priva di insidie, del resto è una finale e i Reds meritano di essere dove sono. Quello che è evidente e che lo stile di gioco dei due allenatori, e delle due squadre, è diametralmente opposto.

Non penso che giochiamo alla stessa maniera. Hanno raggiunto la finale, se lo meritano come ce lo meritiamo noi. Il mio lavoro è preparare la gara al meglio come sempre, cercare di capire i loro punti deboli e provare a colpirli. Cristiano Ronaldo o Salah? Mi tengo Cristiano. Ci sono giocatori che non reggono certe pressioni e altri per cui è vero il contrario. Lui è uno di questi, quando lo critichi troppo è meglio fare attenzione.

Detto che il portoghese sicuramente giocherà, non è certo da chi sarà affiancato. La BBC, il tridente formato da CR7, Benzema e Bale, non è scesa in campo con molta continuità nel corso di questa stagione, tanto che il gallese viene dato per prossimo partente. Zidane ribadisce la sua stima per il giocatore, per tutti e 25 i calciatori che ha a disposizione, e affermando di non avere ancora deciso chi scenderà in campo in Real Madrid-Liverpool lascia intendere che il tridente potrebbe anche essere la sua scelta iniziale.

La BBC è una grande cosa, hanno dimostrato spesso di essere molto forti, ma poi c'è il lavoro giorno per giorno, e devo fare quello che ho detto al gruppo, dimostrare con le mie scelte che ho 25 giocatori e che tutti hanno la possibilità e il diritto di avere un'opportunità. Quando scegli l'undici iniziale sai già che dovrai mettere in panchina qualcuno, ma chi non parte dall'inizio non può pensare di essere stato fregato. Può entrare e fare la differenza, ed è per questo che voglio che siamo tutti uniti.

L'importanza di avere uno spogliatoio unito è fondamentale, Zidane lo ribadisce dopo aver specificato che non sarà la partita di sabato, per quanto importante, a definire questa stagione come un successo oppure un fallimento. E la butta quasi sulla metafisica.

Fallire è stare a casa, lontano dal trofeo. Il Real Madrid vuole sempre vincere tutto, ma non puoi sempre vincere tutto. Se sogni, non esiste fallimento, altrimenti è così. Nella vita ci sono alti e bassi e devi incassare dei colpi per migliorare. Giorno dopo giorno, è così che funziona.

Sull'importanza di avere uno spogliatoio unito si è espresso anche il capitano Sergio Ramos, che ha spiegato come nella sua lunga militanza con la maglia dei blancos raramente il gruppo è stato unito come adesso. Il difensore, arrivato nel 2005, ha dovuto aspettare otto stagioni per vincere la sua prima Champions League: da allora però ci ha preso gusto, conquistandone altre due e risultando nelle prime due finali protagonista con gol determinanti.

Sembra che ci abbiano concesso un'altra finale, ma la verità è che è molto difficile arrivare fin qui. Abbiamo reso facile il difficile e ora sembra scontato che ogni anno raggiungeremo una finale di Champions League e non è così. È molto difficile fare ciò che facciamo, penso che siamo una squadra leggendaria. Un gol in finale? Preferisco non segnare per vent'anni e vincere la Champions.

Quando sono arrivato al Real c'erano molti cambiamenti, allenatori, presidenti...Adesso c'è più stabilità, questo spogliatoio è una famiglia. Ho fatto parte di molti gruppi, forse in passato ci sono state delle crepe, ma lo spirito di squadra che c'è adesso è fantastico, nessuno pensa a se, non esistono protagonisti individuali. Quando la squadra vince, singolarmente vinciamo tutti. 

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