Champions League, il percorso del Liverpool verso la finale di Kiev

Reds imbattuti fino alla semifinale di ritorno e partiti dalle qualificazioni: nessuno ha segnato quanto loro, 14 partite per arrivare a sfidare il Real Madrid a Kiev.

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Per tornare in pianta stabile tra le grandi d'Europa manca un passo, ma è il più importante. E forse il più complicato, visto che di fronte ci sono i campioni continentali in carica del Real Madrid. Nella sua conferenza di insediamento sulla panchina del Liverpool, risalente all'ottobre 2015, Jurgen Klopp aveva fissato i termini per la conquista di un trofeo: 4 anni, pena esperienza successiva da allenatore da vivere in Svizzera, certo non il campionato più competitivo del pianeta. Ora che la deadline dista poco più di un anno, l'occasione per rimpinguare la bacheca è di quelle ghiotte: sabato 26 maggio a Kiev, finale di Champions League.

La strategia di Klopp ha portato i suoi frutti: dal gegenpressing, l'azione di costante marcatura sul portatore di palla avversario che porta i compagni di reparto a marcare a uomo le opzioni più immediate per lo scarico del pallone, alla distribuzione sul campo della classe di Salah e Firmino - autori in due di 20 dei 40 centri messi insieme in Champions - il passo non è stato breve. Passato per un'ottava piazza e due quarti posti in Premier League, fino alla stagione della consacrazione con vista sule merengues di Zinedine Zidane.

Il Liverpool di oggi sembra l'ultimo stadio dell'evoluzione auspicata e cercata da Klopp: i Reds hanno il miglior attacco della Champions League con 46 reti in 14 partite (40 considerando il solo tabellone principale), ai quali sommare i 66 centri segnati in Premier League, e la sola sconfitta dell'Olimpico di Roma nella semifinale di ritorno rimediata nella massima competizione continentale per club rappresenta un sinonimo di equilibrio e maturità che dalle parti di Anfield non vedevano da anni. 

Champions League, il percorso del Liverpool verso la finale di Kiev

Per raggiungere lo stadio Olimpiyskiy di Kiev e poter sfidare le 12 Champions League vinte dal Real Madrid guardando negli occhi Cristiano Ronaldo e compagni, il Liverpool è passato da ben 14 partite, due in più dei rivali spagnoli. Già, perché il cammino dei Reds nella competizione è partito dai preliminari: sfidando l'Hoffenheim, vecchia conoscenza di Klopp per i trascorsi dell'allenatore in Bundesliga con il Borussia Dortmund. Vittoria per 1-2 in Germania, complice anche l'errore dei padroni di casa dal dischetto con Kramaric, e replica in Inghilterra con un secco 4-2.

Champions League, Siviglia-Liverpool 3-3Getty Images
Champions League, un'azione di Siviglia-Liverpool 3-3

Nella fase a gironi il Liverpool è stato inserito nel gruppo E. Cammino sulla carta abbordabile, archiviato da Henderson e compagni da imbattuti ma con qualche gol al passivo di troppo: ben 6, fatturato appesantito dal doppio pareggio (2-2 in Inghilterra e 3-3 in Spagna) contro il Siviglia. I quattro punti raccolti contro lo Spartak Mosca e i 10 centri inflitti agli sloveni del Maribor in due incontri hanno completato un cammino da primo posto, traguardo tagliato però solo all'ultima giornata. Klopp sapeva però che i suoi sarebbero stati una mina vagante nel tabellone:

Non ci sono avversari facili e credo che nessuno sia contento pescandoci nel sorteggio.

Champions League, festa Liverpool dopo la vittoria sul Manchester CityGetty Images
Champions League, festa Liverpool dopo la vittoria sul City

Contento non lo sarà stato all'epoca il Porto, avversario del Liverpool negli ottavi di finale. Pratica archiviata con inattesa e assoluta facilità dagli inglesi già all'andata dell'Estadio do Dragao: 5-0 in trasferta, con Mané, autore di una tripletta, protagonista assoluto. Il pleonastico pareggio a reti bianche in Inghilterra ha rappresentato il punto esclamativo sul passaggio del turno. Che nei quarti ha garantito il derby contro il Manchester City di Pep Guardiola. Allora il Liverpool ha deciso di riprendere a scrivere la storia, approdando in semifinale a 10 anni dall'ultima volta: Citizens schiantati per 3-0 ad Anfield con centri di Salah, Oxlade-Chamberlain e Mané, apripista per la vittoria per 2-1 al City of Manchester Stadium.

Mohammed Salah, mattatore in Liverpool Roma 5-2Getty Images
Champions League: Salah mattatore in Liverpool Roma 5-2

Poteva il ritorno tra le Fab Four del calcio europeo accontentare la banda di Klopp? Risposta negativa. A farne le spese la Roma, superata per 5-2 ad Anfield Road in una semifinale di andata che ha consacrato la stella di Momo Salah, autore di una doppietta e di una prestazione sontuosa contro la sua ex squadra. Dominio casalingo che Van Dijk e soci hanno rischiato di cancellare nella serata dell'Olimpico, dove i giallorossi di Eusebio Di Francesco hanno vinto per 4-2 una partita nella quale il bilancino degli episodi arbitrali pendeva a loro sfavore. Rischio rimonta scongiurato e via alla festa in direzione Kiev, dove sabato sera il Liverpool sarà chiamato a tentare l'impresa: ritoccare quelle 5 coppe in bacheca, che dal 2005 non conoscono repliche. Come farlo? Ecco la ricetta dell'allenatore:

Loro hanno esperienza e noi no, ma saremo molto carichi, non vediamo l'ora. Abbiamo partecipato a questa competizione grazie alle qualificazioni e ora siamo in finale.

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