La notte del Maestro: parata di stelle per l'addio al calcio di Pirlo

Dopo 23 anni Andrea Pirlo appende ufficialmente gli scarpini al chiodo con una partita che è una vera e propria festa e che riunisce più di 60 campioni con cui ha giocato in carriera

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Una parata di stelle, un raduno di amici che a lungo hanno diviso insieme il campo e che si ritrovano in una bella serata di maggio per salutare uno di loro, che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo aver illuminato il calcio per anni con la sua classe infinita: è la notte del Maestro, è la partita di addio di Andrea Pirlo, che per l'occasione raduna a San Siro ben 65 campioni di ieri e di oggi.

Definire cosa sia stato Pirlo nella storia del calcio italiano e mondiale è difficile, ma certo è che si è trattato di uno dei più grandi registi mai visti, capace di regalare magie e di fare innamorare i tifosi di tutte le squadre: così prova a definirlo il fenomeno Ronaldo nell'ampio pre-partita che precede la notte del Maestro, ricordando come lo abbia conosciuto all'Inter e lo abbia poi ritrovato al Milan.

Tantissimi i campioni presenti, talmente tanti che è impossibile stilare un elenco e soprattutto non provare emozioni forti. Ci sono i campioni del Mondo del 2006, e accanto a Inzaghi c'è Nesta (saranno contro nei prossimi play-off di Serie B), c'è Cassano, che ha esordito con lui ai tempi della Nazionale giovanile e c'è Lampard, che ha chiuso con Pirlo in America al New York City e che lo definisce "una leggenda".

Calciatori presenti alla notte del maestro prima della partitaGetty Images

La notte del Maestro: l'addio al calcio di Andrea Pirlo

L'elenco è lunghissimo e rappresenta un pezzo di storia recente del calcio. Sono state allestite due squadre, lo spettacolo è assicurato così come le emozioni, sottolineate dai boati dei ben 50mila spettatori che hanno riempito San Siro. I ritmi sono ovviamente compassati, lontani da quelli di una partita vera, ma nel primo tempo i bianchi dove gioca Pirlo - che nel secondo tempo passerà con i blu - sembrano più in difficoltà, messi alle corde dai terzini blu Cafu e Serginho, che sembrano aver smesso solo ieri.

Apre le marcature Shevchenko dopo appena un minuto per i blu, raddoppia Quagliarella, quindi i bianchi alzano la testa e trovano il gol con Pato, servito da un bell'assist di Del Piero. È una vera e propria parata di stelle, fioccano i gol così come i sorrisi, l'atmosfera è di festa e tutti si divertono mentre a bordo campo in tanti ricordano il protagonista della serata, definito ad esempio da Antonio Conte "un grande campione e un grande uomo". 

Aimo Diana con Pirlo è cresciuto insieme e ricorda di quando giocavano da bambini e già si poteva vedere che aveva qualcosa in più, Inzaghi aggiunge che è stato sempre un grandissimo compagno di squadra e ha regalato a lui e ai compagni tante gioie. Dida nell'intervallo ricorderà il suo primo incontro con il Maestro.

Quando arrivai a Milanello Gattuso mi disse che in squadra c'era già un brasiliano. Era lui, ed era vero.

Bonucci, Serginho, Cassano e Quagliarella alla notte del maestroGetty Images

I gol si susseguono a ritmo frenetico: tutti si aspettano che Pirlo calci in porta una punizione, invece serve Vieri che segna e si toglie la maglietta, facendo esplodere San Siro come ai bei tempi, Seedorf e Shevchenko sono ancora in grandissima forma, Del Piero emoziona ogni volta che rientra sul destro nella "sua posizione", e pazienza se il gol non arriva.

L'intervallo e tutto il secondo tempo continua ad essere una grande festa di calcio, una rimpatriata tra amici che sono stati anche campioni del mondo, simboli della Serie A e soprattutto compagni di spogliatoio, protagonisti di emozioni che ogni appassionato non potrà mai dimenticare. In campo si segnala Pippo Inzaghi, che imbeccato anche da un sontuoso Totti realizza una tripletta.

La gara si conclude salomonicamente 7-7, ma l'attenzione di tutti è ovviamente per il festeggiato, Andrea Pirlo, che lascia il campo visibilmente emozionato, sostituito dal figlio Niccolò e salutato da una pioggia di applausi che rende giustamente omaggio a uno dei più grandi di sempre.

Il maestro saluta quello che per oltre vent'anni è stato il suo palcoscenico, raggiungendo i commentatori presenti a bordo campo e guardando con loro gli ultimi minuti di una festa bellissima e ricca di emozioni. 

Se ci sarà un mio erede? Ci sono tanti giocatori bravi, ognuno però con le sue caratteristiche. Non so cosa farò adesso, per ora il campo non mi manca, in futuro chissà. È giusto andare avanti. È vero, stasera non ho segnato, ma non mi è mai interessato davvero. Ero contento se facevo gol, ma se non succedeva non mi importava, ho sempre preferito che la squadra vincesse. 

Andrea Pirlo gettato in aria dai compagniGetty Images

Quando la gara finisce è chiaro che le emozioni hanno preso il sopravvento sul campione, visibilmente emozionato nel suo discorso al pubblico. Le parole escono a fatica, mentre gli oltre 50mila presenti non smettono più di applaudire quello che resterà nella storia del calcio come uno dei più grandi di sempre.

Voglio ringraziare tutti gli amici che sono venuti e tutti voi presenti, che avete permesso che questa fosse una serata di sport, di spettacolo e soprattutto di beneficenza. Vi ringrazio, forza Italia!

La notte del Maestro si conclude così, con il suo protagonista principale che compie il giro del campo tra gli applausi dei tanti che ne hanno amato le gesta al Brescia, all'Inter, al Milan, alla Juventus e in Nazionale. Andrea Pirlo è stato un patrimonio di tutto il calcio italiano, come sottolinea giustamente Daniele De Rossi.

Sappiamo tutti che razza di campione perde il calcio. Noi giocatori perdiamo un uomo spogliatoio vero, un compagno con la C maiuscola. Insieme a lui abbiamo passato momenti meravigliosi. 

Le parole migliori per salutare il grande campione le trova forse Leonardo Bonucci, il difensore del Milan ha giocato con Pirlo alla Juventus, e sottolinea come fosse impressionante vederlo leggere il gioco con enorme anticipo.

È stato un grande dentro e fuori dal campo, sotto ogni punto di vista. Si è ritirato, ma il Maestro resterà per sempre.

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