La Notte del Maestro, 10 fotogrammi per descrivere l'addio di Pirlo

La standing ovation per il numero 21, l'esultanza di Bobo Vieri, il ceffone di Gattuso e altre immagini di una serata magica.

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Una partita totale: in campo, semplicemente, c'erano tutti. Blu contro bianchi, la storia del calcio recente raccolta sul prato di San Siro, sotto gli occhi di un pubblico che ha potuto salutare Andrea Pirlo e la sua magia con un ultimo, straordinario match. Da Buffon a Lampard, l'elenco dei campioni in campo sembrava non finire mai. Qualcuno si è messo in mostra più di altri: Vieri ha dato spettacolo, Inzaghi è entrato e ha segnato una tripletta. Tutto regolare, insomma.

E invece no: da domani il calcio non sarà più lo stesso. Andrea Pirlo ha detto addio, lo ha fatto con discrezione, senza realizzare neanche un gol: ha sempre preferito essere un campione silenzioso. Ha sempre preferito i passaggi. Al minuto 81 ha lasciato il campo a suo figlio: una staffetta commovente, una standing ovation più che meritata. Nota a margine: suo figlio stava anche per segnare.

Giocate di classe a non finire, quattordici gol in totale, sette per parte: Shevchenko ha portato in vantaggio i blu dopo un solo minuto di gioco, poi è stato un crescendo di azioni e capovolgimenti di fronte per tutto il primo tempo, con Pato protagonista per i bianchi. Nella ripresa, altra girandola di campioni. Applausi scroscianti, iniziati ovviamente con la passerella del protagonista: Pirlo ha salutato il calcio giocato. C'era anche Baggio ad assistere all'uscita di scena del Maestro. Una cosa è sicura: non sarà più domenica, nonostante chili di marmellata.

Addio di Pirlo, fotogramma n° 1: Vieri sfida Cassano

Lo abbiamo detto: Bobo è stato uno dei protagonisti della serata. Già a inizio partita ha messo le cose in chiaro con Cassano: il suo obiettivo era il barese. Gli lancia un oggetto, non si riesce a capire né cosa sia, né il perché di quel gesto. Forse è un guanto di sfida.

2) L'abbraccio tra Baggio e Ronaldo

Un abbraccio che riporta tutti indietro di diversi anni. Due dei più forti: il Divin Codino da una parte, il Fenomeno dall'altra. E in bocca torna il sapore dolce della marmellata, delle domeniche passate a guardare le loro giocate. 

3) Diamanti beve un caffè

Nel frattempo, Diamanti in panchina beve un espresso. Atmosfera di festa, grandi campioni, una partita di calcio. What else?

4) L'esultanza di Vieri

Eccolo, il piano di Vieri: colpire Cassano. Pirlo, pronto per tirare direttamente in porta da calcio di punizione, serve invece il 32 che con freddezza batte Storari. Bobo esplode di gioia, si toglie la maglietta e va a cercare Fantantonio. Per prenderlo a calci.

5) Tre uomini e due Champions

Ancelotti, Inzaghi e Maldini. Occhi negli occhi. Due Champions League vinte insieme e tanti altri trofei in un unico fotogramma.

6) Vieri si sdraia e guarda Cafù

In campo, nel frattempo, Vieri continua a rubare la scena: il 32 rincorre Cafù, vuole riprendere il pallone. Poi si sdraia e fissa il terzino, stanco. Come se avesse trovato il punto più comodo del prato. Bobo Style.

7) Il ceffone di Gattuso

Era un'amichevole per tutti, sì. Tranne che per Gattuso: l'allenatore del Milan è entrato in campo, ha protestato, ha fatto un intervento duro, ha picchiato. Tutto per scherzo, ovviamente. Ma l'indole è quella: guerriero nato

8) La scivolata di Nesta

Certe cose non si dimenticano. Come Gattuso ha nell'indole la furia agonistica, Nesta ha tra le sue doti una scivolata perfetta. Intervenuto pulito ad agganciare, per poi far ripartire l'azione. E l'ex Milan lo ha messo in scena anche nella partita di addio di Pirlo.

9) Inzaghi porta a casa il pallone

Stesso discorso, atto terzo: Inzaghi sa segnare. Inzaghi troverà sempre il modo di fare gol. Nella Notte del Maestro, è entrato nel secondo tempo e ha messo a segno una tripletta. E a fine partita ha reclamato il pallone che gli spettava.

10) La standing ovation per Pirlo

L'ultimo saluto al Maestro, che lascia il calcio giocato tra una pioggia di applausi. Meritatissimi. Mentre in campo entra suo figlio Niccolò, classe 2003...

Fotogramma Bonus

Momento: qualcuno ha visto Ronaldinho?

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