MMA, UFC Cile: Usman batte Maia ed entra nello scenario titolato

A UFC Cile, l'Incubo Nigeriano Usman è riuscito a superare Demian Maia, che aveva accettato il match con sole tre settimane di preavviso.

MMA, UFC: Usman colpisce Maia MMA Junkie

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Grande serata per UFC in Cile. Nel main event Kamaru Usman (13-1) ha cementato la sua posizione di contendente alla corona dei pesi welter battendo l’ex sfidante Demian Maia (25-9). Maia, ormai 40 anni compiuti, sembra avere poco da offrire alla sua già consolidata carriera, ma nelle prime riprese rimane comunque un fighter pericoloso.

Al contrario delle aspettative, il veterano brasiliano ha resistito alle cariche secche e precise dell’Incubo Nigeriano, che è riuscito a portare a casa la vittoria per decisione unanime al termine delle cinque riprese. Il suo wrestling lo ha aiutato a difendere brillantemente i takedown tentati dal brasiliano, riuscendo a rimanere in piedi e ad imporsi in fase di striking.

Non ha chiesto nessuno sfidante Usman, stanco dei continui rifiuti da parte degli altri rappresentanti di categoria. L’obiettivo però resta lo stesso di sempre: il titolo in mano a Tyron Woodley. Il titolo ad interim invece, sarà conteso fra Rafael dos Anjos e Colby Covington a UFC 225.

UFC Cile, Usman ha la meglio su Maia

Nel primo match della serata, categoria dei pesi welter, Chad Laprise (13-3) stava disputando un ottimo inizio di match contro Vicente Luque (13-6-1), più lento e macchinoso del canadese. Il brasiliano Luque però è riuscito ben presto a prendere le misure e a sopperire alle lacune tecniche con un ottimo taglio delle distanze, accorciando e raggiungendo con un gancio in uscita proprio sul mento Laprise, che ha accusato il colpo prima di essere finalizzato in ground and pound con colpi a martello dalla guardia. Grande dimostrazione da parte di Luque, che adesso chiede un avversario da top 15.

Nel secondo match della serata, nella categoria femminile dei pesi mosca, Andrea “KGB” Lee (9-2) è riuscita ad imporsi su Veronica Macedo (5-2-1) in un match molto equilibrato. La Macedo ha dimostrato grande abilità negli scramble, ottima agilità e buoni spunti nei tentativi di sottomissione, ma il tutto non è bastato a limitare la grande fisicità della sua avversaria, che grazie anche all’indubbia abilità nel clinch ha avuto la meglio già dalle prime battute. Una vittoria sicuramente non schiacciante, ma solida e convincente per la Lee, che ha messo in mostra un’ottima muay-thai e grande intuizione nelle proiezioni. Un bagaglio che le ha consentito di portare a casa la vittoria per decisione unanime in un match che vince il premio Fight of the Night e mette in ottima luce le WMMA.

A seguire, nella categoria dei pesi gallo, l’argentino Guido Cannetti (8-3) ha negato a Diego Rivas (7-2) la gioia di festeggiare davanti al suo pubblico. Cannetti, più rapido e preciso, è riuscito ad avere la meglio sul più fisico Rivas, che ha tentato dal clinch di abbattere il suo avversario, invano. Cannetti ha esercitato benissimo il controllo delle distanze, ha evitato di andare spesse volte spalle a parete ed è riuscito più volte a prendere la schiena del suo avversario. Al termine delle tre riprese, ha dichiarato di essersi preparato mentalmente per l'accoglienza rumorosa del pubblico cileno. Visto il risultato, una vittoria per decisione unanime, missione compiuta.

Nel match successivo, avvenuto nella categoria dei massimi-leggeri, il giovane fenomeno Dominick Reyes (9-0), a quota 3 vittorie con altrettante finalizzazioni in UFC, ha trovato non poche difficoltà nel contenere Jared Cannonier (10-4) nel corso del primo round. Il vantaggio nell'allungo di Cannonier gli ha concesso di gestire ed inseguire con un certo successo Reyes, inizialmente guardingo e in difficoltà nel trovare le misure, vista anche la compostezza del suo avversario. Assicuratasi la comfort zone e la buona gestione, Reyes ha messo a segno un montante sinistro mortifero in uscita dal clinch che ha fatto tremare le gambe a Cannonier. Poco dopo, lo stesso colpo lo ha affondato, convincendo l'arbitro a dichiarare la fine della contesa e a proclamare vincitore Dominick Reyes.

Co-main event nella categoria femminile dei pesi paglia a senso unico. La vincitrice della ventitreesima edizione del reality The Ultimate Fighter Tatiana Suarez (6-0) ha annichilito Alexa Grasso (10-2) imponendosi con un lavoro sopraffino di grappling, takedown e ricerca forsennata della sottomissione. In un batter d'occhio la Suarez è riuscita a prendere la schiena di Alexa Grasso e in brevissimo tempo il suo braccio era già sotto al mento della sua avversaria. In appena due minuti e 44 secondi Tatiana Suarez è riuscita a portare a casa la vittoria, confermandosi un prospetto pericolosissimo nella categoria al limite delle 115 libbre.

Main event che pubblico ed addetti aspettavano con trepidazione. Al limite delle 170 libbre, Kamaru Usman, grande favorito, ha affrontato Demian Maia. Prima ripresa a parte, combattuta bene da entrambi i contendenti, un match che ha raccontato la consacrazione di Usman in quella che è la top 5 dei pesi welter UFC. L'Incubo Nigeriano si è imposto senza particolari difficoltà su Maia, ha difeso benissimo i tentativi di atterramento da parte del brasiliano ed ha risposto ottimamente in fase di striking, rompendosi addirittura - secondo sue dichiarazioni a fine match - la mano destra. Anche Maia, il naso gonfio per un diretto che l'ha centrato in pieno volto, ha combattuto in maniera coriacea ed ha invitato spesso Usman a combattere al tappeto, trappola nella quale Kamaru si è guardato bene dal cadere. Andare a terra con Maia infatti sarebbe stata la scelta più sbagliata in un match che il nigeriano stava ampiamente dominando. Leon Roberts, arbitro del match, ha invitato più volte Maia a rialzarsi. Il brasiliano ha messo a segno anche qualche buon colpo in fase di striking, che però non ha scosso più di tanto Usman, sempre sul pezzo e pronto alla carica. Fulminee le sue difese dagli atterramenti, col passare dei minuti Usman si è fatto più sicuro e fiducioso ed ha messo in mostra le grandi lacune nello striking di Maia. Un epilogo forse preannunciato per il fenomenale jutsuka brasiliano - vista anche l'accettazione di un match così complicato con sole tre settimane di preavviso - ma forzato dagli accoppiamenti già fatti in passato. La più grande difficoltà per Maia è rappresentata dal grande wrestler, un dato di fatto messo in luce da Woodley, Covington e infine Usman, che è riuscito a portare a casa la vittoria per decisione unanime.

 

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