Serie A, che precedenti tra Lazio-Inter: 5 maggio, "Oh nooo" e non solo

Stavolta la Champions League, in passato scudetti e coppe: la classica tra i biancocelesti e i nerazzurri ha vissuto tanti momenti storici. Riviviamoli insieme.

Serie A, i precedenti di Lazio-Inter Getty Images

399 condivisioni 0 commenti

di

Share

Il 2, il 5, il 6, il 18. Da oggi in poi, anche il 20. Non stiamo dando i numeri, casomai a farlo è il mese di maggio: sono i giorni decisivi, i giorni campali nella storia di Lazio-Inter. Stavolta in ballo c'è l'ultimo biglietto per la Champions League, in passato la posta in palio ha visto scorrere scudetti mancati, scudetti conquistati e tante coppe. Non solo a maggio, certo: anche agosto e settembre, con le due Supercoppe italiane vinte dai biancocelesti, hanno contribuito a scrivere le pagine più importanti della sfida tra le Aquile e i nerazzurri.

A tutti gli effetti, Lazio-Inter è una delle grandi classiche del calcio italiano. Toccano quota 169 gli incontri ufficiali tra le due formazioni: il primo risale all'1-1 del 27 ottobre 1929. L'Inter guida il bilancio con 68 vittorie, contro le 42 della Lazio (58 i pareggi). Situazione ribaltata se si considera l'Olimpico come unico palcoscenico: in campionato, su 74 match, i capitolini hanno avuto la meglio in 26 occasioni, sei in più dei meneghini (per 28 volte è finita in parità).

In questo faccia a faccia, lungo quasi un secolo, sono soprattutto gli ultimi venti anni a essere stati scanditi da finali e incontri decisivi. E sono sei, in particolare, i precedenti dal peso specifico elevatissimo. A cominciare dalla finale di Coppa Uefa 1997/98, l'unico trofeo conquistato nell'era Ronaldo, passando per la "rivincita" biancoceleste nelle coppe nazionali. Fino al vero e proprio psicodramma nerazzurro del 5 maggio 2002 o alla notte dell'"Oh nooo" e dell'Olimpico tutto schierato dalla parte dell'allora formazione di José Mourinho.

Lazio-Inter, sono 6 i precedenti storici 

Prima di vivere lo scontro finale per la Champions, ripercorriamo allora i sei capitoli più celebri di Lazio-Inter. Si parte da una serata parigina di 20 anni fa, si arriva al 2 maggio 2010.

La finale di Coppa Uefa al Parco dei Principi

È la prima finale di Coppa Uefa in gara secca: l'anno prima, nella doppia sfida, la stessa Inter aveva ceduto il passo allo Schalke 04. Al secondo tentativo - e dopo quattro anni dall'ultimo successo dell'era Pellegrini - Massimo Moratti può festeggiare il suo primo trofeo da presidente. Ci riesce contro una Lazio alla prima apparizione assoluta in una finale europea e reduce dal fresco trionfo in Coppa Italia (contro il Milan). Quella biancoceleste è una squadra in piena rampa di lancio, ma al Parco dei Principi - in quel 6 maggio 1998 - si arrende di fronte all'Inter di Zamorano, Javier Zanetti e soprattutto Ronaldo: il doppio passo di fronte a Marchegiani è il sigillo del Fenomeno sul 3-0 di Parigi.

La Coppa Italia della Lazio tricolore

Prima lo Scudetto, in quel romanzesco 14 maggio con la radiolina sintonizzata su Perugia. Poi la Coppa Italia: sono i mesi, gli anni della Lazio più vincente di sempre. Nella doppia sfida con l'Inter, è il ritorno del 18 maggio 2000 a consegnare la Coppa Italia nelle mani di Alessandro Nesta. Al termine di uno 0-0 che rende decisivo, a conti fatti, il 2-1 biancoceleste nell'andata del 12 aprile. Una notte che purtroppo verrà segnata dalle urla di dolore di Ronaldo: il brasiliano si accascia a terra di fronte a Couto, il tendine rotuleo è saltato di nuovo. Per rivedere il Fenomeno in campo, bisognerà aspettare un anno e mezzo lunghissimo.

Il bis biancoceleste in Supercoppa

È una Lazio cannibale, quella che - trascorsa l'estate - festeggia il triplete nazionale: dopo il campionato e la Coppa Italia, l'8 settembre fa il suo ingresso in bacheca anche la Supercoppa. La gara dell'Olimpico contro l'Inter è uno spettacolo ricchissimo di gol: prima il vantaggio di Robbie Keane, poi il sorpasso con la prima doppietta italiana di Claudio Lopez. I biancocelesti allungano quindi su rigore con Mihajlovic, ma Farinos accorcia e riporta la squadra di Marcello Lippi sotto di un gol. Il botta e risposta che chiude il match è invece firmato da Stankovic e dalla meteora Vampeta: il 4-3 finale consegna all'undici di Sven-Goran Eriksson l'ennesimo successo stagionale.

Le lacrime del 5 maggio

Dalle lacrime per l'infortunio di due anni prima a quelle, sconsolate, per una beffa che non si sarebbe mai aspettato: Ronaldo che cela a fatica il pianto è l'immagine più simbolica della giornata più assurda nella storia dell'Inter. A 13 anni dall'ultimo Scudetto, i nerazzurri erano ormai pronti a interrompere il digiuno: alla squadra di Hector Cuper servivano gli ultimi tre punti, per rendere vane le vittorie della Juventus a Udine e della Roma a Torino. All'Olimpico, il gemellaggio tra laziali e interisti - e lo spauracchio di un tricolore giallorosso - portano l'intero stadio a sperare in un successo dei milanesi. Nella giornata che vede protagonista Karel Poborsky, autore di una doppietta polemica, ma anche l'ex Simeone (autore del terzo gol biancoceleste), è la Lazio a vincere: il 4-2 consegna lo Scudetto alla Juventus e lascia nello sconforto più totale i giocatori e i tifosi nerazzurri.

Ancora Supercoppa, ancora Lazio

Lazio-Inter nella Supercoppa Italiana del 2009Getty Images
Nell'agosto 2009, Lazio-Inter vale la Supercoppa Italiana: a Pechino vincono a sorpresa i biancocelesti

Il salto temporale è notevole, le epoche sono cambiate. È l'alba della stagione che lancerà l'Inter di José Mourinho nella storia, è l'anno del Triplete. Una cavalcata epica, che inizia però con un intoppo non previsto: il ko in Supercoppa Italiana. L'8 agosto 2009, nel suggestivo Bird's Nest di Pechino, è l'outsider Lazio a conquistare la terza edizione della sua storia. Sulla panchina biancoceleste non c'è più Delio Rossi (aveva vinto lui la Coppa Italia contro la Sampdoria), ma Davide Ballardini: per l'attuale tecnico del Genoa, sarà l'unica gioia di un'esperienza che si sarebbe presto conclusa con l'esonero. In Cina, decidono il rocambolesco vantaggio di Matuzalem e il raddoppio di Tommaso Rocchi: inutile il 2-1 di Samuel Eto'o.

"Oh nooo" e il 2-0 che vale mezzo Scudetto

Triplete nerazzurro, dicevamo. Il 2 maggio 2010, il tassello più importante sullo Scudetto dell'Inter arriva proprio all'Olimpico, contro la Lazio di Edy Reja. Walter Samuel e Thiago Motta firmano il 2-0 che permette ai nerazzurri di portarsi a due punti di vantaggio sulla Roma: i giallorossi, appena una settimana prima, avevano perso il match point in casa contro la Sampdoria. Proprio per evitare che gli eterni rivali potessero riportarsi in testa alla classifica, tutti i tifosi laziali presenti allo stadio tifano esplicitamente per una vittoria dell'Inter contro la propria squadra: è la notte dello striscione "Oh nooo", commento sarcastico che accoglie una sconfitta che non procura fastidio. Nelle ultime due giornate, poi, la corazzata di Mourinho blinderà il 18° e finora ultimo scudetto della storia nerazzurra.

Vota anche tu!

Chi andrà in Champions League tra Lazio e Inter?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.