Dai Dilettanti alla Serie A in tre anni: il record del Parma

Mai nessuno prima degli emiliani aveva raggiunto la massima serie con tre promozioni consecutive: Lucarelli, Baraye e Mazzocchi i superstiti della cavalcata.

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Come il Parma, nessuno mai. Già, perché nella storica serata del Picco di La Spezia, dove la vittoria per 2-0 dei ducali firmata da Ceravolo e Ciciretti e il sorpasso all’ultimo respiro sul Frosinone, raggiunto in casa nel finale dal Foggia, ha riportato la formazione allenata da Roberto D'Aversa in Serie A, c'è un dato statistico che entra di diritto nei manuali del calcio italiano: non era mai successo che una squadra arrivasse nella massima serie dopo tre promozioni consecutive.

Una cavalcata avviata nell'estate 2015, sulle ceneri di un fallimento e di mesi in cui all'ultima edizione del Parma in Serie A i vertici del club erano stati occupati o avvicinati da personaggi presto derubricabili, che avevano rischiato di rendere quella dei gialloblu una drammatica barzelletta. Addio con Ghirardi e Leonardi, ripartenza con il nome di Parma Calcio 1913 e ritorno nei dilettanti a quasi 50 anni dall'ultima volta. Una dimensione toccata con mano il 6 settembre 2015: stadio di Arzignano, 1400 spettatori sugli spalti e vittoria per 1-0 con rigore di Musetti.

Quella domenica di settembre il Parma Calcio riavviava i motori, con un forte legame con il passato nell'organigramma: presidenza affidata a Nevio Scala, in panchina Luigi Apolloni e volti come Lorenzo Minotti e Fausto Pizzi nello staff tecnico. Risultato? Campionato vinto dominando, con 28 vittorie, 0 sconfitte e 82 reti realizzate, festeggiando davanti ai 20mila del Tardini con tre turni di anticipo.

Serie A, nessuno come il Parma: tre promozioni di fila

Il ritorno tra i professionisti nell'estate 2016 era stato una medicina utile per provare a dimenticare il crac societario. Nei piani del Parma, però, la Serie A non era certo un mistero. Così, una volta in Lega Pro, fu il momento del rilancio. Dentro innesti in arrivo dalla Serie B come Di Cesare, Canini, Scavone, Munari, Scaglia, Scozzarella e Calaiò, per un cammino comunque non semplice: l'esperienza Apolloni interrotta a novembre, l'arrivo in panchina di Roberto D'Aversa e la ruota dei playoff da affrontare. Avviata contro la Lucchese e chiusa con la festa di Firenze grazie alla vittoria sull'Alessandria.

L'estate 2017 non è stata "solo" quella del ritorno in Serie B, categoria che il Parma aveva frequentato per l'ultima volta nel 2009: è stata anche e soprattutto quella della rivoluzione ai vertici societari. Il gruppo cinese Desports guidato da Jiang Lizhang rileva il 60% delle quote, il calciomercato regala nomi del calibro di Ceravolo, Barillà, Dezi, Siligardi, Di Gaudio e Gagliolo, arricchiti in inverno dagli acquisti di Ciciretti e Vacca. D'Aversa in panchina supera un inverno complicato, la squadra risponde con un rush finale fatto di 9 vittorie nelle ultime 12 partite, minato dalla clamorosa caduta di Cesena nel terzultimo turno. La vittoria di La Spezia e l'harakiri del Frosinone allo Stirpe contro il Foggia sono storia recente. A guidare la festa è stato capitan Alessandro Lucarelli:

Questo è più di un sogno: una notte così non potevo neanche immaginarla.

Lucarelli, Baraye e Mazzocchi: la costante nella cavalcata

Il simbolo di questa risalita è presto individuato: capitan Lucarelli. 41 anni a luglio, rientrato in campo al Picco 24 giorni dopo l'infortunio al menisco, per una tempistica che lo avvicina a Franco Baresi nel Mondiale '94. Chiuderà la sua carriera da calciatore? In attesa di sciogliere il dubbio, si gode la festa e i panni di superstite nel triplice salto, da condividere con l'attaccante Yves Baraye e il difensore Pasquale Mazzocchi, quest'ultimo alla quarta promozione di fila (3 con il Parma e una con il Rimini). Insieme alla bacheca del Parma, fatta di 3 Coppe Italia, 2 Coppe UEFA, 1 Supercoppa Italiana, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa delle Coppe, sul carro della Serie A ci salgono anche loro. E un record: tornare nella massima serie del calcio italiano con tre promozioni di fila. Come il Parma, nessuno mai.

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