NBA: i Celtics arginano LeBron. Houston risponde con le triple

Durant detta legge in gara 1, ma Houston pareggia con Gordon e Tucker, LeBron prova l'impresa, ma i Celtics sono troppo squadra e vanno 2-0.

La sfida Harden/Durant Getty images

50 condivisioni 0 commenti

di

Share

Le serie di playoffs NBA fanno storia a sé, non c’è mai un canovaccio fisso e anche da partita a partita tutto può cambiare. Basta una vittoria esterna per cambiare la percezione e le prospettive del risultato finale. In gara uno di queste finali di conference avevamo visto due sostanziali domini di Celtics e Warriors che avevano dettato legge non dando molte possibilità di replica agli avversari.

Nel secondo atto delle serie qualcosa è rimasto invariato, mentre altro è cambiato radicalmente. I Celtics hanno tenuto botta dopo l’inizio spumeggiante di LeBron James che nove ore prima della palla a due era già in campo a provare tiri dal post e dal gomito con il proprio trainer. Questo doveva essere già una velata dichiarazione di guerra dopo una gara uno sottotono e infatti nei primi dodici minuti sono arrivati 21 punti di totale onnipotenza, anche contro una difesa organizzata e competente come quella dei Celtics. Lì i padroni di casa sono stati bravi a reggere l’urto e tenersi in scia per il secondo tempo.

I Rockets invece avevano già le spalle al muro dovendo vincere la seconda partita interna della serie dopo la pesante sconfitta, più nella sostanza che nel punteggio, in gara uno. Ci si poteva aspettare un certo “appagamento” dei Warriors nell’aver già preso il fattore campo ed effettivamente è stata una partita sottotono per i campioni in carica (ci hanno preso a calci nel cu*o –ha detto Kerr nel post partita) che hanno subito un vero e proprio assalto della truppa di D’Antoni. Harden e Paul questa volta hanno trovato contributi fattivi da Tucker (21 punti e 5 triple) e da Gordon (27 punti in uscita dalla panchina), che hanno fatto pendere considerevolmente l’ago della bilancia verso il Texas. Ora si girano i campi e Houston dovrà tornare a casa in parità per provare a giocarsi le proprie carte su una mini serie di tre partite finale.

Esultanza per la panchina dei CelticsGetty images

NBA: la differenza tra una squadra (Celtics) e un gruppo di giocatori (Cavs)

I Boston Celtics, con la vittoria di gara due, hanno fatto un importantissimo passo verso le NBA Finals e risultano ancora imbattuti tra le mura amiche in questa post season. Il grande merito della truppa di Stevens, è di essere stata in grado di reggere l’urto di un inizio partita da campione vero di James che ha segnato in maniera netta la strada per i suoi Cavs realizzando praticamente ogni tiro dal campo e portando i suoi avanti in doppia cifra con i contributi di Kyle Korver e Kevin Love nel primo tempo. Il cronico lassismo difensivo, però, non ha permesso di scavare il solco sufficiente per un distacco confortevole, infatti Boston nonappena nel secondo tempo ha avuto la possibilità ha agguantato gli avversari, appoggiandosi poi ai soliti Tatum, Horford e Brown per infliggere il colpo di grazia nel momento in cui un James, pur da 42 punti, 10 rimbalzi e 12 assists, ha fisiologicamente calato il rendimento.

È un duro colpo per Cleveland non aver portato a casa questa partita e ora il fattore Q sarà a dir poco fondamentale per trovare l’apporto di qualcuno tra Hood, Clarkson, Hill, Smith (autore di una vera e propria schifezza ai danni di Horford in gara 2) e magari il redivivo Nance. Boston ha fatto ciò che doveva nelle prime due partite e ha indirizzato la serie mettendo pressione sugli avversari; ora una vittoria nelle prossime due gare metterebbe una pesante ipoteca sulla qualificazione. Mai dare per morto LeBron, lo abbiamo imparato nel tempo e al Garden lo ha già dimostrato in passato, ma ora la montagna da scalare è piuttosto alta e, come si dice da un po’, non può farlo da solo e a mani nude. Serve, maledettamente, qualcun altro.

Gordon uno dei fattori X di gara dueGetty images

La filosofia di D’Antoni pareggia la serie

Nella Western Conference ci si aspettava la reazione dei Rockets in gara, due dopo la brutta prova soprattutto difensiva del primo atto. È esattamente nella propria metà campo che D’Antoni è riuscito a produrre maggiore sforzo per limitare le bocche da fuoco dei Warriors, subendo solo dal solito Durant che con 38 punti ha prodotto più di tutti gli altri starter fermatisi a quota 35. Chiaramente un’altra differenza sostanziale arriva dalla precisione dall’arco, dove Tucker dall’angolo e Gordon hanno punito con insospettabile costanza al contrario di gara 1. Questa è la logica del basket di D’Antoni, perfettamente sposata dal roster e dalla dirigenza:

Questo è il nostro attacco –ha detto D’Antoni- se sei libero devi prendere il tiro perché noi crediamo in te. Non importa se stai avendo brutte percentuali o non è serata, perché prendere i tiri aperti, anche se sbagliati, non danneggerà mai la squadra nel punteggio. Non cambieremo di certo ciò che ci ha portato sino a qui.

Sono uscite analisi piuttosto dozzinali nelle quali si trattava di un cambio di filosofia dei Rockets, che invece nelle cifre di pace e isolamenti non sono mutati praticamente di una virgola. Se vogliamo trovare la differenza sicuramente è riscontrabile non solo nella precisione dei tiri, ma soprattutto nella loro costruzione e soprattutto in quanto in fretta siano entrati nell’attacco con il primo passaggio e il primo vantaggio guadagnato in penetrazione. I Warriors hanno allentato la morsa che aveva indirizzato gara uno e non hanno trovato contromisure, inconsciamente accontentandosi della vittoria in gara uno. Ora alla Oracle Arena si decideranno le sorti della serie e se i Rockets dovessero portarne via una allora ci sarebbe da divertirsi da gara cinque in poi…ed è quello che da appassionati NBA ci auguriamo.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.