"Prime volte Mondiali" - Bert Patenaude, una tripletta dimenticata

Nuovo appuntamento con MondoFutbol: oggi raccontiamo la storia dell'attaccante degli Stati Uniti Bert Patenaude, primo giocatore a segnare una tripletta nella Coppa del Mondo.

Bert Patenaude Getty Images

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Essere stato l'autore della prima tripletta della storia dei Mondiali, ma non averlo mai saputo perché la FIFA ci ha impiegato 76 anni per riconoscerlo. È quello che è capitato a Bertrand “Bert” Arthur Patenaude, uno degli attaccanti più prolifici degli Stati Uniti che, invitati, vanno a giocare nel 1930 la prima Coppa del Mondo in Uruguay.

I nordamericani, che sono sbarcati a Montevideo dopo 18 giorni di viaggio su una nave condivisa con la Nazionale messicana e sul ponte della “Munargo” si sono allenati sotto la supervisione del preparatore atletico Jack Coll, sono inseriti in un girone a tre con Paraguay e Belgio. Chi lo vince, passa alle semifinali. Gli yankee, pescati dal ct Robert “Bob" Millar nella miriade di club e leghe più o meno professionistiche locali, per il Mondiale hanno in squadra anche cinque giocatori professionisti nati in Scozia e un inglese naturalizzato.

Gli statunitensi hanno fama di difendere forte, ripartire velocemente e avere delle doti atletiche superiori, tanto che gli avversari li hanno soprannominati i “lanciatori di peso”. All'esordio, sotto il nevischio, regolano il Belgio per 3-0 con la rete finale siglata proprio dal quasi 21enne Patenaude, che insieme a Billy Gonsalves ha appena vinto con i Fall River Marksmen, la squadra della loro città nel Massachusetts, la US Open Cup, la più antica competizione del soccer.

La formazione degli USA in posa prima di affrontare il BelgioGetty Images
La formazione degli USA in posa prima di affrontare il Belgio: Bert Patenaude è il terzo giocatore inginocchiato in prima fila

Bert Patenaude, una tripletta "dimenticata"

Il secondo match va in scena il 17 luglio contro il Paraguay, che nel 1929 è stato secondo in Copa América. Il pronostico sulla carta sembra impari, ma dopo più di un tempo, di fronte a circa 20mila spettatori sorpresi, a essere davanti, sempre per 3-0, sono gli Stati Uniti. Protagonista, Bert Patenaude. Una rete al 10', una al 15', una al 50'. E il secondo gol diventa un “giallo” che accompagnerà per il resto della sua vita l'attaccante, che di reti in carriera ne realizzerà più di 160. I report ufficiali della FIFA lo assegnano a Tom Florie, il capitano statunitense, altre fonti a Billy Gonsalves, il suo compagno ai Fall River, altri ancora lo archiviano come autorete. Nessun documento menziona Bert come il marcatore di quel gol.

Dopo quella partita, gli USA perderanno 6-1 in semifinale con l'Argentina e, complice l'assenza della “finalina”, conquisteranno il terzo posto insieme alla Jugoslavia, ancora oggi il miglior risultato di sempre della Nazionale a stelle e strisce in una Coppa del Mondo. Patenaude, che realizzerà anche una rete in un'amichevole post Mondiale con il Brasile, si ritirerà nel 1936 dopo aver vinto altre due Us Open Cup nel 1931 e nel 1935, tornando a vivere a Fall River, dove si guadagnerà da vivere soprattutto come imbianchino e tappezziere. Nel 1971, tre anni prima di morire, sarà anche inserito nella Hall of Fame del calcio statunitense, non vedendo però riconosciuto in vita il suo primato. Ci vorrà il Nuovo Millennio e la bravura, oltre che la passione di Colin Jose, uno storico del calcio nordamericano e collezionista di annali della Coppa del Mondo, incuriosito da una chiacchierata di inizio anni Novanta con Arnie Oliver, nel 1930 giocatore di riserva della Nazionale USA.

Jose recupera interviste di compagni e avversari, scova materiali, come il report ufficiale stilato da Wilfred Cummings, all'epoca team manager della Nazionale statunitense, o alcuni articoli della stampa sudamericana, come quello del quotidiano argentino La Prensa o quello di O Estádio de São Paulo. Tutti o quasi attribuiscono i tre gol a Patenaude. Con queste prove nell'aprile 1995 Jose scrive alla FIFA per sottoporle la questione: la risposta è secca e suona più o meno come un “indagheremo”. Undici anni dopo, nel 2006, il massimo organismo del calcio mondiale riconosce ufficialmente Bert come il primo giocatore ad aver segnato tre gol in una singola partita di Mondiale, mettendo così fine a una storia iniziata 76 anni prima, al “Parque Central” di Montevideo.

[Roberto Brambilla-MondoFutbol.com]

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