Juventus, Allegri: "Chi non si complimenta con noi non ha rispetto"

In conferenza stampa il tecnico bianconero racconta i suoi successi e rassicura sul suo futuro: "Non ho mai avuto dubbi. Chi ci critica non è obiettivo".

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Quando arrivò sulla panchina della Juventus, Massimiliano Allegri non fu accolto nel migliore dei modi: il popolo bianconero era stato improvvisamente abbandonato da Conte, il condottiero che aveva riportato la squadra alla vittoria dopo gli anni bui di Calciopoli, e nessuno poteva immaginare che il tecnico livornese avrebbe potuto fare meglio.

Quattro anni dopo la Juventus si prepara a festeggiare ufficialmente il settimo Scudetto consecutivo, il quarto conquistato da Allegri in altrettante stagioni che hanno portato in dote anche quattro Coppe Italia e due finali di Champions League: traguardi importanti e rappresentativi di una crescita che non si arresterà, dato che è proprio il tecnico bianconero a chiarire i dubbi sul futuro nella conferenza stampa che precede Juventus-Verona, ultimo appuntamento stagionale per i bianconeri in programma domani pomeriggio allo Stadium di Torino.

Esiste un'altissima percentuale che io resti sulla panchina della Juventus, mi incontrerò con la dirigenza la prossima settimana per pianificare la prossima stagione. Se arrivasse un'offerta importante dall'estero? Se volessi andare via la società sarebbe la prima a saperlo. Al momento attuale non ho alcun dubbio.

Allegri e BuffonGetty Images
"Domani saluteremo Buffon dopo 17 anni, lo festeggeremo con lo Scudetto, poi deciderà lui cosa fare. Allenarlo è stato un piacere, è il più forte di sempre".

Juventus, Allegri in conferenza stampa chiede rispetto e punge il Napoli

È un Allegri carico quello che in conferenza stampa può finalmente togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Soprattutto quando ha l'occasione di raccontare i suoi quattro successi in Serie A alla guida della Vecchia Signora. Ecco così che il primo Scudetto è stato quello della consapevolezza, del dominio, mentre il secondo è stato quello della tenacia, della spettacolare rimonta dopo una partenza difficile. Il terzo titolo è stato quello della costanza, mai messo in discussione a differenza dell'ultimo, forse il più bello, arrivato dopo un lungo testa a testa con il Napoli.

Ed è proprio parlando degli uomini di Sarri, con cui comunque si congratula per il bellissimo duello, che Allegri decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe: prima di tutto perché proprio dopo la sconfitta allo Stadium contro il Napoli in molti lo avevano considerato inadeguato, poi perché se è vero che Hamsik e compagni vanno ammirati per il gioco spettacolare prodotto è altrettanto vero che la Juventus merita rispetto, essendo squadra che lotta fino all'ultimo su tutti i fronti finendo anche spesso per vincere.

Chi non si complimenta con questa Juve non ha rispetto per il nostro lavoro. È stata messa in discussione una squadra capace di centrare quattro Scudetti, quattro Coppe Italia e due finali di Champions con una che invece gioca bene ma non ha fatto neanche una finale.

Discutere quanto abbiamo realizzato in questi quattro anni significa non essere obiettivi, quando uno vince bisogna solo stringergli la mano e fargli i complimenti, ma da noi non succede spesso. Quando il Napoli ci ha sconfitti eravamo comunque tranquilli, sapevamo che potevano cadere ancora. Ed è successo.

Quella di domani contro il Verona sarà anche l'ultima partita di Gigi Buffon con la maglia della Juventus, ma potrebbe non essere la sua ultima gara come calciatore viste le recenti voci di mercato: quando gli domandano che sensazioni potrebbe provare a ritrovarselo come avversario, Allegri glissa e preferisce concentrarsi sul presente, su un grande portiere ("il migliore che sia mai esistito") che saluterà la squadra a cui ha dato tanto in una cornice di festa. Poi sarà il momento di ripartire, una nuova stagione e nuovi trionfi da inseguire.

Chi resterà sappia che dal primo giorno di ritiro dovremo tutti essere concentrati per realizzare un'altra grande stagione. Tralasciare il campionato per puntare alla Champions? Una grande squadra lotta su tutti i fronti, la Juventus vuole vincere tutto e giocare ogni tre giorni, è stimolante e non snobberemo la Serie A, anche se siamo consapevoli che per confermarci dovremo migliorare ancora. 

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