Griezmann, un trofeo per dire addio all'Atletico Madrid?

Doppietta al Marsiglia e vittoria dell'Europa League da protagonista: il francese all'ultima gioia con i colchoneros prima del passaggio al Barcellona?

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Sull'Europa League 2017/2018 conquistata dall'Atletico Madrid c'è la firma indelebile di Diego Pablo Simeone, ma anche quella a caratteri cubitali di un talento con pochi eguali su scala mondiale: Antoine Griezmann. Il 27enne francese ha messo a segno due perle nel 3-0 inflitto al Marsiglia, prima con un mancino ferale approfittando dell'errore di Anguissa e poi con un delicato lob superando Mandanda in uscita su imbucata di Koke.

Due centri nella serata più importante della stagione dei colchoneros, sei lungo il percorso dell'Atletico Madrid nel 2018 in Europa League. Senza mai ciccare un turno eliminatorio, dai trentaduesimi alla finale passando per ottavi di finale, quarti e semifinale: Griezmann ha colpito una volta a testa Copenaghen, Lokomotiv Mosca, Sporting Lisbona e Arsenal, prendendosi sulle spalle la squadra e regalandosi il primo trofeo da protagonista con l'Atletico, dopo quella Supercoppa di Spagna messa in bacheca nel 2014, quando il Piccolo Diavolo - come lo chiamano in Francia - era da pochi giorni in rosa.

Che quella di Lione sarebbe stata la notte di Griezmann, lo si era capito dallo sguardo dell'attaccante di Macon all'ingresso in campo: grintoso, determinato, voglioso di confermarsi trascinatore dell'Atletico oltre che leader tecnico. E magari, chissà, di salutare la società che l'ha portato alla ribalta del calcio mondiale dopo quattro stagioni intense, fatte di 112 reti in 208 partite.

Atletico Madrid, doppietta d'addio per Griezmann? Il Barcellona lo aspetta

La festa di Antoine Griezmann era iniziata già prima del fischio d'inizio della finale di Europa League vinta contro il Marsiglia: nel pullman l'attaccante francese aveva assunto i panni di dj del gruppo. Ultima fila, stereo acceso, casse ad alto volume e via verso il Parc Olympique Lyonnais. Con il sorriso, quello mantenuto vivo sul campo grazie al 3-0 valso la conquista della coppa. Un successo che sa di riscatto, dopo la finale di Champions League persa nel 2016 contro il Real Madrid e la vittoria di Euro 2016 mancata nella finale tra la sua Francia e il Portogallo. E di sogno, come ammesso dal diretto protagonista al fischio finale:

Sono molto contento, era da molto tempo che lavoravo per questo. Sono partito a 13 anni da casa mia per arrivare a questo.

Non è stato un viaggio breve, quello di Griezmann: scartato da Union du Football Macon e Montpellier a 13 anni per il fisico esile, si era visto offrire dalla Real Sociedad prima un soggiorno a San Sebastián e poi un contratto giovanile. Nei Paesi Baschi il giovane Antoine era diventato grande, ottenendo la promozione nel 2010, alla prima stagione da titolare, e volando dopo quattro stagioni da protagonista a Madrid, sponda Atletico. Arrivato con le credenziali di esterno mancino rapido e bravo nella conclusione, Simeone ha lavorato su di lui, avvicinandolo all'area di rigore e migliorandone i movimenti nello stretto. Il francese ha risposto a suon di reti e prestazioni, lavorando sempre sull'obiettivo seguente. Una linea fedelmente rispettata anche a Lione:

Ora ci godremo questa vittoria, festeggeremo e poi ci prepareremo per la Coppa del Mondo.

I Mondiali 2018 con la Francia, già. Nella spedizione russa i Bleus sono tra i favoriti per la vittoria finale. Di qui al 14 giugno, data di inizio della Coppa del Mondo, però, probabilmente Griezmann conoscerà la sua prossima destinazione. Nonostante un contratto con i rojiblancos fino al 2022, la prossima estate dovrebbe essere quella del cambio di casacca, direzione Barcellona: il club catalano avrebbe già comunicato che pagherà la clausola rescissoria di 100 milioni di euro dopo l'1 luglio 2018 e vani sembrano i tentativi del presidente dell'Atletico, Enrique Cerezo, di negare la possibilità del trasferimento in Catalogna. Le basi per la MSG (Messi, Suarez e Griezmann) sembrano mature. Per l'Atletico Madrid è tempo di godersi la festa, nonostante un addio pesante come un macigno.

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