Dal 19 novembre 1995 a oggi: come era il mondo all'esordio di Buffon

Marco Van Basten aveva dato da poco l'addio al calcio, in Europa arrivava la PlayStation e bisognava pagarla con le lire. Ecco come è cambiato il mondo dal debutto di Gigi.

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Il 19 novembre 1995 è uno di quei giorni da cerchiare in rosso nel calendario del mondo del calcio, all'epoca ancora sconvolto per il prematuro addio (arrivato solamente 3 mesi prima) di una leggenda come Marco Van Basten. In quel momento in pochi potevano aspettarsi che di lì a poco sarebbe uscito fuori un altro nome capace di diventare presto un mito di questo sport, né tantomeno che potesse essere un ragazzino delle giovanili del Parma.

Eppure, proprio in quella domenica all'Ennio Tardini faceva il suo debutto in Serie A un estremo difensore 17enne, tale Gianluigi Buffon, che Nevio Scala schierava a sorpresa nella sfida contro il Milan, reduce dalla sconfitta del maggio precedente in Champions League per mano dell'Ajax di Patrick Kluivert. Stiamo parlando di un'altra epoca, quasi un altro mondo.

A livello geopolitico c'erano come sempre tensioni tra oriente e occidente, ma il "terrorismo islamico" per come lo conosciamo oggi ancora non esisteva, visto che Osama Bin Laden solo nel 1996 cominciava a far circolare il suo nome con "The Declaration of Jihad on the Americans Occupying the Country of the Two Sacred Places", un manoscritto in cui invitava le truppe americane ad abbandonare il territorio saudita. La popolazione statunitense difficilmente poteva immaginare cosa sarebbe successo l'11 settembre di qualche anno più tardi, in quel momento la maggior parte delle persone era concentrata piuttosto sul caso O.J. Simpson, attore ed ex campione del Football, assolto in uno dei processi più mediatici della storia, nonostante l'accusa di aver ucciso sua moglie e l'amante.

1995, uno dei processi più mediatici di sempre: il "caso O.J. Simpson"MondoFox
Nel 1995 il caso O.J. Simpson catalizza le attenzioni del popolo americano

Come è cambiato il mondo dall'esordio di Buffon

A occupare principalmente le cronache politiche era invece la situazione della Bosnia, con la Nato praticamente costretta a intervenire con bombardamenti a tappeto per fermare l'esercito serbo dopo la strage etnica di Srebrenica e il durissimo assedio di Sarajevo. In quegli anni l'Euro (inteso come valuta) era solo un'idea sulla "lista delle cose da fare" della neonata Unione Europea e per andare a comprare la prima consolle della Sony diffusa nel nostro continente, un aggeggio grigio chiamato "PlayStation", servivano circa 200mila lire.

E ne serviva un altro centinaio per acquistare anche International Superstar Soccer Deluxe, antenato della saga PES. Difficilmente questi acquisti potevano essere effettuati online, basti pensare che uno dei primi siti di e-Commerce come eBay era stato fondato proprio il 3 settembre di quell'anno da Pierre Omidyar, per approdare in Italia solo nel 2001.

Nelle sale cinematografiche era appena uscito Braveheart, che pochi mesi dopo veniva pure premiato con un meritato Oscar per il Miglior Film. In quel momento la Juventus aveva nella sua bacheca una sola Coppa dei Campioni (ma avrebbe vinto la seconda molto presto, nella finale di Roma del 1996 contro l'Ajax) e la Germania si avviava per la vittoria del suo terzo Europeo, quello in Inghilterra, battendo in finale (grazie alla novità del golden gol, segnato da Oliver Bierhoff) la Repubblica Ceca, nata appena tre anni prima dalla scissione della Cecoslovacchia.

Il 1995 è l'anno di uscita nelle sale cinematografiche esce Braveheart: vincerà l'OscarGetty Image
1995, nelle sale cinematografiche esce Braveheart: vincerà l'Oscar

Una vita fa, dall'19 novembre 1995 al 17 maggio 2018

In pochi in quel momento conoscevano il motociclista Valentino Rossi, che avrebbe debuttato nella 125 solamente nell'anno successivo. E l'uomo più veloce del mondo non era certo il giamaicano Usain Bolt (d'altronde aveva solo 9 anni), ma lo statunitense Michael Johnson, che nell'agosto del 1996 riusciva anche a superarsi nelle Olimpiadi di Atlanta, migliorando di 34 centesimi il suo precedente record sui 200 metri.

Poco prima, nel maggio di quello stesso anno, la FIFA ufficializzava la scelta del Giappone e della Corea del Sud per l'organizzazione dei Mondiali del 2002, affidando per la prima volta la manifestazione a due diversi paesi. Con il senno di poi, forse, sarebbe stato meglio evitare. E probabilmente lo pensa anche Buffon, che all'epoca ancora non sapeva dell'esistenza di Byron Moreno.

Di sicuro era molto più informato e interessato alle vicende della Formula Uno, dove il 26enne Michael Schumacher, a bordo della sua Benetton, vinceva il secondo mondiale in carriera, per poi approdare in Ferrari. Sì, ne è passato davvero tanto di tempo da quel 19 novembre 1995, quando un portiere 17enne iniziava a scrivere un nuovo capitolo della storia del calcio. E sicuramente nemmeno Gianluigi Buffon, in quel momento, poteva immaginarsi che la sua presenza tra i pali sarebbe diventata una costante, un filo-conduttore che ci avrebbe portati fino a oggi, 17 maggio 2018. Fino a un altro giorno da cerchiare in rosso nel calendario del mondo del calcio, quello in cui un'altra leggenda viene consegnata al mito. A meno che non accetti quelle lusinghe per continuare a competere ad alti livelli.

Buffon dà l'addio al calcio: lo scudetto con la Juventus il suo ultimo trofeoGetty Image
Gianluigi Buffon festeggia il suo ultimo titolo prima dell'addio al calcio

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