Europa League, Simeone squalificato: Burgos alla guida dell'Atletico

Il Mono guiderà i colchoneros nella finale di Lione contro il Marsiglia: carattere da duro e passione per il rock, sostituirà l'amico di una vita in panchina.

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Robert De Niro e Joe Pesci, Bud Spencer e Terence Hill, Dan Aykroyd e John Belushi. Se alle coppie storiche del cinema dovessimo accostare delle accoppiate inseparabili sui campi di calcio, quella composta da German Burgos e Diego Pablo Simeone avrebbe un posto di diritto in questa speciale Hall of Fame. Amici da una vita, accanto nel lavoro dal 2011. Uno è il vice, con profilo da duro e cuore da leone, l'altro è la guida carismatica dalla panchina, in grado di far andare i suoi oltre le colonne d'Ercole del campo. Per una sera i ruoli cambieranno: a dirigere l'Atletico Madrid nella finale di Europa League contro il Marsiglia ci sarà "El Mono" Burgos.

La notte di Lione entrerà di diritto tra le più importanti della vita professionale di Burgos: nato il 16 aprile 1969 a Mar del Plata, cittadina in provincia di Buenos Aires, el Mono ("la scimmia", soprannome attribuito per stazza, grandezza della testa e modi irruenti in campo) ha mosso i primi passi da portiere nel Ferro Carril Oeste, squadra del barrio di Caballito, per proseguire una brillante carriera con il River Plate e conquistando a Buenos Aires anche la Libertadores. L'esperienza tra i pali è però solo uno dei profili di German: quel fisico corpulento racchiude anche uno spirito da rockstar e una seconda vita da allenatore.

Una delle due panchine della finale di Europa League 2017/2018 sarà quindi occupata da German  Adrian Ramon Burgos: vaga somiglianza con Bud Spencer per stazza e volto barbuto, animo da combattente e voglia di suonarle agli avversari. Fuori dal campo, lo fa da 20 anni: oggi è leader della rockband The Garb (acronimo delle sue quattro iniziali), ma tra il 1999 e il 2005 ha inciso quattro dischi con il gruppo Burgos Simpatia.

Europa League, chi è Burgos: sostituirà Simeone sulla panchina dell'Atletico Madrid

All'ingresso sul prato del Parc Olympique Lyonnais è possibile pensare che nella mente di German Burgos privato e pubblico si affollino nei ricordi: da quel cancro maligno al rene destro sconfitto nel 2003, passando per le 11 giornate di squalifica collezionate con la maglia del Maiorca nella Liga per aver preso a cazzotti Manolo Serrano dell'Espanyol, fino alla rissa del 2 dicembre 2012 nel derby contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu. Partita spigolosa e José Mourinho, allenatore delle merengues, dice qualcosa a Burgos: el Mono scatta dalla panchina, trattenuto a stento da 6 persone. Nulla di strano per chi ha raccontato alla stampa argentina senza mezzi termini cosa gli manca dei tempi da calciatore.

Gli insulti dei tifosi avversari. Io rispondevo sempre, fino a quando una volta non mi hanno tirato una busta piena di urina

German Burgos ai tempi da portiere nella LigaGetty Images
German Burgos portiere nella Liga

Burgos e Simeone hanno iniziato a lavorare insieme nel 2011: Catania, Racing Avellaneda e poi l'approdo al Vicente Calderon, tornando in quell'Atletico Madrid che da portiere German aveva riportato dalla Segunda Division alla Liga. Cosa significhi il rapporto con il Cholo, lo spiega in poche parole:

Mi sembra di conoscerlo da una vita. Appena uno dei due alza lo sguardo, l’altro sa già cosa dirà: il mio ruolo è quello di dirgli la verità. Si tratta di una simbiosi importante.

A Lione Burgos avrà il compito di guidare l'Atletico Madrid dalla panchina, considerata la squalifica di quattro turni rimediata da Simeone nella semifinale di andata di Europa League contro l'Arsenal per gli insulti a carico dell'arbitro francese Clement Turpin. Di fronte avrà un francese dal sangue spagnolo, Rudi Garcia, da due anni alla guida del Marsiglia. Estroverso in campo da portiere, con capelli lunghi e cappellino in testa, strenuo difensore della lealtà fuori: al Wanda Metropolitano dopo la vittoria nel ritorno contro l'Arsenal si era presentato in sala stampa con Simeone al proprio fianco. Se questa sera dovesse andare come i tifosi rojiblancos sperano, c'è da esserne certi: la scena si ripeterà.

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