Calcio a 5: la Nazionale di pazienti psichiatrici è campione del mondo

Al PalaTiziano di Roma, Cile battuto in goleada. Grande festa per gli Azzurri, protagonisti nel 2016 del docufilm Crazy for Football. A premiare i ragazzi è stato Marco Tardelli.

L'Italia di pazienti psichiatrici alza la coppa Andrea Boccalini

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Nella stagione in cui la Nazionale di calcio ha fallito la qualificazione al Mondiale e quella di calcio a 5 è stata eliminata prematuramente agli Europei, c'è una Nazionale che ha portato in alto il tricolore italiano. È quella di pazienti psichiatrici, che si è laureata campione del mondo nella Dream World Cup giocata in casa, al PalaTiziano di Roma.

Gli Azzurri hanno trionfato nella finale contro il Cile, dopo aver eliminato Francia, Perù, Uruguay, Ungheria e Ucraina. Un successo, questo, che va al di là del risultato sul campo e che è di fondamentale importanza soprattutto dal punto di vista sociale. Già, perché arrivato in occasione del 40° anniversario della Legge Basaglia, con la quale furono aboliti i manicomi, ed è servito a promuovere il calcio - nello specifico il calcio a 5 - come motore del reinserimento sociale.

Gli Azzurri avevano già partecipato all'edizione 2016 in Giappone, dove chiusero al terzo posto, e salirono alla ribalta grazie al libro e docufilm "Crazy for Football", vincitore nel 2017 del premio David di Donatello per il miglior documentario e degli Uefa Foundation for Children Awards.

Calcio a 5, i protagonisti del successo

Nel mondo, circa 450 milioni di persone soffrono annualmente di disturbi psichici. Ed è così anche in Italia, quell'Italia che oggi è diventata campione del mondo. Nelle convocazioni non ci si è concentrati solo sulle abilità sportive, ma anche sulle diverse patologie mentali.

Tra i convocati, c'è il capitano Ruben, che grazie al calcio ha dato uno schiaffo alla solitudine. C'è Christian, incoronato re dei palleggi da Francesco Totti: "Se provo a fare quello che fa lui, mi ricoverano a Villa Stuart", dichiarò il numero 10 della Roma. 

C'è poi Enrico, che ha giocato nelle giovanili della Reggiana, e l'impronunciabile Osamuyimen Imarhiagbe, soprannominato Sam, nigeriano che vive in Italia da quando era piccolo.  Ovviamente, non poteva mancare l'allenatore: Enrico Zanchini, con un passato nella Serie A di calcio a 5.

Questa vittoria rappresenta un percorso faticosissimo di due anni per dimostrate alla società civile che tutti hanno diritto alle cose belle della vita, come lo sport, e che questi ragazzi sono capaci di farlo ad altissimo livello - ha dichiarato il tecnico -. Prima di dare una "patente" o uno stigma a una persona pensiamoci molto bene e dimostriamo di aver imparato la lezione.

A premiare i ragazzi è stato Marco Tardelli, osannato da tutto il PalaTiziano mentre passavano le immagini dei suoi gol nel Mondiale del 1982. E che sia calcio o calcio a 5, che sia un rettangolo verde o un parquet, che tu sia un atleta modello o con disturbi, non fa differenza. Perché oggi la festa è tutta per loro: la Nazionale di pazienti psichiatrici campione del mondo.

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